Home » Appuntamenti, Osservatorio Ambiente - 7 novembre 2010

Inquinamento delle sorgenti, dibattito a Calvello

Organizzato da “Io amo la Lucania” si è tenuto ieri a Calvello, nella sala comunale un incontro molto partecipato dai cittadini sull’inquinamento delle sorgenti nel territorio comunale di Calvello. Gli avvocati Raffaella Forliano e Alfonso Fragomeni hanno rappresentato la questione a partire dal 2003, con particolare riferimento alle sorgenti Acqua Sulfurea e Acqua dell’Abete dove – ha riferito all’Avv Fragomeni – nel 2008 l’Arpa Basilicata rilevò nella documentazione acclusa all’atto di sequestro giudiziario, la presenza di “rocce e terra di scavo contenenti sostanze pericolose”. “Una questione – hanno sottolineato – sulla quale i cittadini hanno diritto di sapere, nonostante da anni facciamo la stessa domanda alla quale nessuno da risposte”. L’intervento del geologo Giampiero D’Ecclesiis ha riguardato l’evoluzione chimico fisica degli acquiferi dell’area Volturino, Serra di Calvello Monte Calvelluzzo . “Una indagine condotta nel 1990 dal gruppo di lavoro Università della Basilicata – CNR e di cui facevo parte – ha detto D’Ecclesiis – e che costituisce oggi il cosiddetto “punto zero” al quale possiamo fare riferimento per stabilire cosa è davvero successo ai corpi d’acqua ed alle sorgenti che alimentano il sistema idropotabile di Calvello e di una buona parte della popolazione del potentino e della Val d’Agri. Una situazione – ha sottolineato D’Ecclesiis – che è stata sicuramente modificata, se è vero che in alcune sorgenti, come ad esempio quella Molinara , sono stati rinvenute nelle analisi delle acque idrocarburi mentre è innegabile che nel caso delle sorgenti Acqua dell’Abete e Acqua Sulfurea insistono a meno di 500 metri installazioni di pozzi petroliferi.

E’ necessario dunque monitorare questa situazione ed analizzare le preziose risorse idriche che fanno parte del parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese – ha concluso il Dott. D’Ecclessiis – favorendo una comprensione e risoluzione del problema a cui oggi purtroppo gli enti competenti della Regione Basilicata non danno risposte”. Il Consigliere regionale Ernesto Navazio ha garantito che il Gruppo Consiliare “Io Amo la Lucania” è attento a quello che sta accadendo in questa parte del territorio lucano. “Senza voler assumere atteggiamenti preconcetti sulle estrazioni petrolifere – ha detto Navazio – ci siamo prestati ad amplificare queste problematiche che riguardano le nostre comunità. Nelle prossime settimane – ha continuato Navazio – daremo incarico come gruppo politico ad analisi delle acque indipendenti, sostituendoci alle istituzioni che in questa vicenda non hanno di certo garantito la trasparenza, ad iniziare dall’Arpab di cui sono note anche altre vicende come quella legata all’inceneritore Fenice  e che ho avuto modo di seguire in qualità di sindaco di Melfi.” E’ quindi intervenuto il sindaco di Calvello il quale ha fornito alcune importanti risposte  su quanto oggi accade nel territorio di Calvello con le estrazioni petrolifere. “Da quando sono sindaco e cioè dal 2007, questa amministrazione ha seguito costantemente le attività petrolifere sul territorio. Dopo il primo sequestro operato dal CFS nel 2008, poco prima del secondo sequestro di Acqua dell’Abete, nel luglio di quest’anno, vi era stato un provvedimento di dissequestro ed una archiviazione da parte degli organi della magistratura. Successivamente, nel giro di pochi giorni, è poi stato emesso un nuovo sequestro della sorgente Acqua dell’Abete a seguito di una nostra segnalazione che riguardava anche il punto di inquinamento di Bosco Autiero. Nel verbale di sequestro – ha evidenziato il sindaco – non vengono chiariti i motivi di questo nuovo sequestro.

Come Amministrazione Comunale abbiamo chiesto spiegazioni all’Azienda Sanitaria ed all’Arpab non ricevendo alcuna risposta esauriente in merito al quesito da me sollevato se dovessi o meno continuare a vietare l’uso dell’acqua delle due sorgenti. Sulla questione, a seguito di nuovi esposti (ndr quella dei Radicali Lucani e di Maurizio Bolognetti) il NOE (Nucleo Ecologico dei Carabineri) accompagnati da periti e personale specializzato ha prelevato campioni di acqua e suolo ed entro 60 – 90 giorni dovrebbe fornici risposte (ndr entro fine Novembre prima quindicina del mese di dicembre).

ARTICOLI CORRELATI

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.