LINK
 
[Data di pubblicazione: 06/04/2006]
 
  > Home
> Territorio
> Archivio
  > JOLLY ROSSO: DISCARICHE ESCLUSE DALLA BONIFICA
> di Movimento Ambientalista del Tirreno
 
     
     

Il fatto è di una gravità inaudita. Nell’elenco delle discariche da bonificare, pubblicato sul Bur della Regione Calabria (supplemento straordinario n. 2 del 3 febbraio 2006), non compaiono quelle di Grassullo e Foresta, dove possono esser stati smaltiti rifiuti provenienti dalla Jolly Rosso e dove, a seguito dei rilievi fatti dalla Procura della Repubblica di Paola, sono state già rinvenute tracce di rifiuti tossici e nocivi.

Nell’elenco delle discariche ad “Alto rischio” da bonificare con priorità, la discarica di Grassullo, a detta dell’ex Assessore regionale Basile, era stata collocata al terzo posto ed al Procuratore della Repubblica Greco era stata data assicurazione che anche quella di Foresta sarebbe stata bonificata con urgenza. Ma riepiloghiamo. In un incontro tenuto a Reggio Calabria nel gennaio del 2005, tra i rappresentanti del Comitato civico “Natale De Grazia”, il presidente del Consiglio Regionale Fedele e l’assessore all’ambiente Basile, presente il consigliere Pirillo che aveva presentato un’apposita mozione approvata all’unanimità dall’organo consiliare nel dicembre del 2004, fu data assicurazione che le due famigerate discariche sarebbero state immediatamente bonificate, dandovi priorità assoluta, e che con la massima urgenza sarebbero stati impegnati tutti i fondi necessari. Anche la Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, presieduta dal parlamentare di Forza Italia Paolo Russo, in una audizione tenutasi a Cosenza, aveva acquisito elementi e testimonianze che facevano sperare in un intervento governativo, sollecitato dalla stessa Procura della repubblica ancora nel gennaio del 2006.

Poiché, prima della scadenza della passata legislatura regionale, gli impegni assunti non si erano trasformati in atti concreti, il Comitato civico, chiese un incontro urgente anche alla nuova Giunta Regionale guidata da Loiero, per capire le cause del ritardo e rappresentare l’urgenza dell’intervento di bonifica, anche per arrivare alla verità e dare alle popolazioni rivierasche del Tirreno una definitiva risposta alle preoccupazioni diffuse circa la presenza di rifiuti tossici eventualmente presenti nei due siti. Purtroppo la nuova maggioranza regionale non ha ritenuto di dare risposta alla richiesta di incontro inoltrata dal Comitato in data 24 maggio 2005 così come nessuna risposta è pervenuta al WWF Italia che si era rivolto a Loiero pochi giorni dopo la sua elezione, per chiedere un «impegno concreto nella individuazione dei siti che avrebbero potuto essere stati interessati dalle operazioni di smaltimento illecito per poi procedere alla bonifica con particolare riferimento alle discariche di Grassullo e Serra Aiello». L’Assessore regionale all’Ambiente Diego Tommasi, comunque, dava ampie rassicurazioni al magistrato Greco annunciando che il bando per la bonifica, dove sarebbero già state inserite le discariche di Grassullo e Foresta, era stato pubblicato sulla “Gazzetta europea” (l’Espresso n. 4 del 2 febbraio 2006, pag. 65) e funzionari dell’ufficio del Commissario per l’emergenza rifiuti eseguivano un sopralluogo nella discarica di Grassullo.

Intanto le operazioni di bonifica marina effettuate in località Formiciche, luogo dove si era arenata la “nave dei veleni”, avevano portato al ritrovamento di centinaia di tonnellate di ferrame lasciato in mare al momento della demolizione, quantunque da parte della società armatrice “Ignazio Messina & C.” fosse sempre stata data assicurazione che nessun residuo fosse rimasto in mare. Quanto recentemente dichiarato da un pentito di mafia circa l’affondamento di navi (alcune “indicate” dalla stessa società armatrice della “Rosso”) cariche di materiali tossici e nocivi al largo della costa tirrenica calabrese rende ancora più preoccupante la vicenda della Jolly Rosso e dello smaltimento del suo carico nelle discariche di Grassullo (Amantea) e Foresta (Serra d’Aiello). Il Comitato civico “Natale De Grazia”:

a) ritiene gravissimo il comportamento della Giunta regionale e della maggioranza che guida la Regione Calabria, che hanno tolto le due discariche di Amantea e Serra d’Aiello, dall’elenco degli interventi prioritari di bonifica.
b) stigmatizza il fatto che ciò è avvenuto quantunque vi siano nell’attuale maggioranza due Consiglieri regionali di Amantea, Pirillo e La Rupa, il primo dei quali assessore ed il secondo capogruppo di un partito di maggioranza. Le tanto propagandate sinergie tra i due, oggi alleati, sul problema della Jolly Rosso e della bonifica delle discariche di Amantea non hanno prodotto risultati.
c) chiede di conoscere le ragioni e le motivazioni che sono state assunte per eliminare le due discariche dall’elenco delle priorità approvato e pubblicato sul BUR Calabria. Ragioni che risultano oscure ma che potrebbero paventare scenari veramente gravissimi.
d) fa appello alla popolazione perché è necessaria una nuova mobilitazione contro le scelte sciagurate fatte dalla Regione che, ieri come oggi, continua a prendere in giro i cittadini del Tirreno preoccupati per la propria salute e per lo sviluppo economico e turistico dell’area.

[Il Comitato civico “Natale De Grazia”]

LA DISCARICA DI COSTAPISOLA ESCLUSA DALLE BONIFICHE DELLA REGIONE

Non solo le discariche di Grassullo e Foresta dove sono seppelliti i rifiuti tossici della Jolly Rosso sono state escluse dai siti da bonificare. Anche la discarica di Costapisola dove esistono da ben 11 anni rifiuti tossici al mercurio ed altro, è stata esclusa. Il fatto è di una gravità inaudita. Nell'alto tirreno cosentino nell'elenco della Regione risultano solo le discariche di RSU di Scalea e Tortora. Riteniamo che la regione e l'assessore all'ambiente Tommasi debbano fare subito uno stralcio a questo elenco inserendo le tre discariche altamente tossiche, le uniche conosciute nel tirreno che sono quelle di Grassullo, Foresta e Costapisola. Gli abitanti della zona di Costapisola non sopportano più questa situazione. Da anni con gli ambientalisti denunciano lo stato di abbandono dell'intera contrada, dove anno dopo anno su solo 100 abitanti si registrano un alto tasso di malattie tumorali. Negli ultimi anni nella sola Costapisola sono circa dieci i decessi per tumori.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it