La differenziata solo a parole
Pubblichiamo l’editoriale di oggi apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno a firma di Massimo Brancati. Provocazione o esplicita condivisione della necessità degli inceneritori? Ecco di seguito l’articolo : Si dice che la raccolta differenziata sia l’unica «arma» per superare l’emergenza rifiuti. Per liberare i cassonetti che ancora oggi strabordano di spazzatura a Potenza. Ma la differenziata, in Basilicata, si alimenta solo di fax, dichiarazioni di politici e percentuali nate da chissà quale calcolo. Parole. Mancano sempre i fatti: dove sono, ad esempio, gli impianti di compostaggio per il trattamento della frazione umida? La realtà è che da noi 1′80% dei rifiuti continua a finire in discarica, direttamente o dopo qualche flebile trattamento meccanico o di bio-stabilizzazione. Discariche che (Pallareta insegna) prima o poi si esauriscono. E allora? Siamo disposti a mendicare, come sta facendo Potenza, sempre nuove aree dove gettare la «monnezza»? Proviamo a scrollarci di dosso pregiudizi e visioni apocalittiche e guardiamo agli inceneritori. In Europa la percentuale di scarti «termovalorizzati» è del24%, (in Italia siamo fermi all’n%). L’inquinamento? Un quarto d’ora di fuochi artificiali -dice Ella Stengler, direttore dell’associazione europea di impianti di produzione di energia da rifiuti – produce la stessa quantità di diossine che un singolo termovalorizzatore emette in 120 anni di attività. Si dirà: meglio non rischiare. Puntiamo tutto sulla raccolta differenziata . Vero. Ma quant’anche si riuscisse a portarla al massimo, resterebbe comunque una quota di rifiuti da smaltire. Se non si può bruciare e lembi di terra per nuove discariche non ce ne sono – che ne facciamo della spazzatura? La spediamo sulla luna? [Gazzetta del Mezzogiorno -6/11/2010 di Massimo Brancati]










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