Lidea di
isola felice propinataci in questi anni, ad ogni
tornata elettorale, ad ogni comizio, ad ogni nuova proposta
di legge, ad ogni inchiesta, non è poi tanto distante
dalla realtà dei fatti. Viviamo in unisola felice
e sfido chiunque ad affermare il contrario, nonché cimentarsi
in unopera di chirurgia estetica estrema che cancelli
dai nostri volti, quotidianamente gioiosi, ogni ombra di sorriso.
La nostra è una felicità che traspare nei gesti,
quasi carioca; sempre a zompettare per
le aree parco le Sic e le Zps, concepite a macchia di leopardo
proprio per questo motivo: favorire il movimento con un piede
qui e un piede lì, un piede qui un piede lì. Che
bello! Stimola la diuresi, anche grazie alle acque che sgorgano
dalle viscere della terra: le acque con le bollicine, quelle
vere sintende. Unisola felice dove si balla e si
scherza, dove non si invecchia mai, dove i giovani stipulano
patti per leternità, dove gli ambientalisti abbandonano
al vento enormi drappi bianchi per pulire le impurità
atmosferiche, dove i Don Chisciotte in pensione hanno ancora
un bel da fare.
Sono poi i Sancio Panza che rovinano tutto. Quelli che un bel
giorno smettono di sognare, si svegliano, si guardano intorno,
si rendono conto che in effetti si è distanti anche dallidea
dellisola felice
economicamente soft e che in evidenza
ci sono solo i molti aspetti di quel processo definibile deriva
del sistema politico-istituzionale come soggetto
attuatore di politiche di deregulation contro lambiente
e la salute dei cittadini, in un momento storico nel quale si
parla tanto di soft economy, presunta etica ambientale
dellimpresa, rilancio del Made in Italy fatto di sviluppo
locale, cibi, cultura, ingegno, buon vivere e ambiente. Certo.
Non si discute lidea in sé, la teoria ma la prassi,
soprattutto in Basilicata, prima regione ad aver aderito allilluministica
Fondazione Symbola. Credete che possa esistere tutto questo,
in una terra di nessuno che può essere conquistata
dai potentati affaristici? In quella che è la realtà,
e non la fantasia e la magia, sembra che lo spopolamento rappresenti
una strategia per trasformare questo territorio in un pozzo
nero capace di occultare, nascondere, smaltire rifiuti
di ogni tipo - legali ed illegali - confinandovi anche le identità
e le verità scomode di cui la Basilicata ne è
il crocevia. Passando dalle metafore ai fatti i Sancio Panza
sanno che pochi si occupano in Italia delle vicende petrolifere
nelle Valli dellAgri e Camastra Alto Sauro o la questione
rifiuti in Val Basento e nellarea del Vulture, la privatizzazione
dellacqua con la questione Coca Cola, le Scorie Nucleari
e le vicende dellinsediamento di numerosi impianti energetici.
E noto come chi è al vertice di queste attività
ha anche le chiavi del potere in Italia, non solo
economico.
Pochi danno risalto
ai diversi fronti di lotta civile ed ai dissensi delle comunità
su questi temi. Tra le molte omertà cè
quindi quella di continuare a negare che vi siano torte, affari
e favori. Pochi propongono ed attuano nelle Istituzioni una
programmazione rispettosa dei valori delle comunità,
preferendo i benefici della politica asservita a questo e a
quellinteresse di parte. Che cosa vuoi di più dalla
vita? Un lucano.