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L'Accademia
della Crusca tra una fumata bianca ed una nera
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Autore:
Pietro Dommarco, Presidente della OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista
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a questa parte aspettavo di veder spuntare una corposa fumata bianca
che annunciasse con buon auspicio delle multinazionali petrolifere
e del nostro Governatore un nuovo amaro destino per la Basilicata:
distretto petrolifero del Sud Italia. Con un Habemus hub!,
indirizzato alla nostra regione e fuori da ogni sospetto, l'Eni ha avviato
lo smantellamento del Distretto di Ortona, attuando anche i primi provvedimenti
logistici legati al Piano Industriale, che prevede la cancellazione della
sede direzionale E&P del comune abruzzese. Attendendo ulteriori sviluppi,
noto come il presidente Vito De Filippo, sia riuscito nel suo intento
- molte volte propagandato - di amministrare uno snodo energetico di vitale
importanza per gli interessi altri (la firma dellaccordo
tra Assomineraria e Confindustria Basificata risalente al lontano
5 Febbraio 2007 ne rappresentava le fondamenta).
Nemmeno il tempo di strofinarsi eventualmente le mani che, queste portate alla testa dai cittadini di Viggiano hanno lanciato altri messaggi simbolici: dopo la fumata bianca ecco la fumata nera (di reali 20 metri!). Quella che il pomeriggio del 2 Febbraio 2009 si è sprigionata dal Centro Oli Eni di Viggiano è la cronaca dell'ennesimo incidente, che oltre a destare incontenibile preoccupazione tra le famiglie della Val d'Agri, ha fatto registrare il solito simbiotico tam-tam di rassicurazioni, disinformazione e silenzi. Sia a questi ultimi, che a quelli annessi di assenso, sono però abituato. Messi insieme, questi elementi, operano sull'evoluzione di una terra devastata e di sfruttati e malpagati (Rino Gaetano docet). A seguito di un
tremendo boato e di forti vibrazioni, l'Ente
Nazionale Idrocarburi, minimizzando, ha fatto sapere che l'accaduto
è annoverabile tra i casi di normale attività del processo
di raffinazione del greggio. La motivazione della fiammata, quindi,
sarebbe dovuta ad un abbassamento della tensione elettrica. Fino a quando
l'Eni continuerà a non catalogare questi episodi come incidenti,
continuerò a supportare la tesi degli effetti collaterali
del petrolio in Basilicata, già ben noti agli almanacchi. Lo
stesso leit motive di tranquillità e distensione si è
registrato durante l'edizione delle 14:00 del nostro Tg Regionale, durante
il quale si apprende della convocazione di un incontro tra cittadinanza,
amministrazioni locali ed associazioni ambientaliste, per interloquire
sulla chiarezza invocata da più parti. Il mio telefono non ha
mai squillato. E nemmeno quello delle altre associazioni. Desumo che
si tratti di una notizia falsa e tendenziosa atta a tranquillizzare
le popolazioni, per dimostrare che qualcosa eppur si muove
e che siamo in buone mani. Io mi toccherei, e non solo. Siccome il più
autorevole organo d'informazione regionale cerca di non allarmare i
cittadini, vorrei invitare tutti gli abitanti della Val d'Agri a dotarsi
di una bella maschera antigas (può essere che nel tempo, con
bandi ad hoc e magari sotto campagna elettorale otterremo degli sconti
sostanziali sullacquisto), per un discorso di sicurezza
pubblica e gemellaggio storico con Ypres. La vera verità
è: nessuno ci pensa e nessuno parla. |
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Pubblicato
il: 3 Febbraio 2009 - Ore 20:25
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