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[Data di pubblicazione: 28/09/2007]
 
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  > CONFAGRICOLTURA: AL PIU' PRESTO IL PIANO ENERGETICO REGIONALE
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“Le questioni energetiche e le prospettive di sviluppo e innovazione delle imprese agricole della Basilicata sono argomenti troppo importanti per accettare la fase di stallo che la politica regionale sta vivendo in attesa della definizione del Piano di indirizzo energetico ambientale regionale”. Sono queste le preoccupazioni espresse dal presidente della Confagricoltura di Basilicata, Rocco Graziadei all’indomani delle dibattito politico seguito alla sospensione della realizzazione di impianti eolici in alcuni comuni del materano. “In un Paese come l’Italia – ha aggiunto Graziadei - che lamenta una forte dipendenza dall’estero, per far fronte ai propri fabbisogni energetici, e in una regione come la Basilicata nella quale la bolletta dell’energia rappresenta un costo elevatissimo per le imprese agricole, il problema di una evoluzione verso modelli di produzione (e consumo) più rispettosi dell’Ambiente si pone con particolare intensità. A ciò si affianca l’esigenza di ridare prospettive al settore agricolo, alle prese con una evoluzione decisamente complessa, condizionata dalle difficoltà di accesso al mercato e dalla concorrenza sempre più stringente degli altri Paesi.

La Confagricoltura di Basilicata, alla luce dell’imminente attuazione del PSR 2007/2013, si farà promotrice di un pacchetto di azioni robuste sia sull’energia da biomasse, per fornire agli agricoltori alternative alle coltivazioni tradizionali che siano concretamente praticabili ed in grado di produrre reddito, occupazione e ricadute benefiche per l’ambiente, sia sull’utilizzo concreto delle fonti rinnovabili quali l’eolico ed il fotovoltaico. Tutto questo però - ha concluso il presidente della Confagricoltura – è fortemente condizionato dall’assenza del Piano energetico regionale, per cui riteniamo improrogabile l’immediata definizione dello stesso e l’avvio della fase di concertazione con le forze sociali per un tempestivo avvio degli investimenti dando finalmente la possibilità agli agricoltori di non vendere solo quintali, ma anche Kilowatt”.


 
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