Anche da Irsina passa il business dell'energia in Basilicata
Autore: OLA|Organizzazione Lucana Ambientalista

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – denuncia come gli scenari aperti dall'approvazione a maggioranza del Piear (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale) stiano portando ai primi inquietanti risvolti sugli interessi in gioco da parte di numerose società energetiche e multinazionali, intenzionate a realizzare in Basilicata i loro impianti di produzione. Con ben 4000 MW di potenza disponibile prevista dal PIEAR, la Basilicata "si concede" alle maggiori società private operanti in Italia ed in Europa. E' il caso della società Bradano Energia S.r.l. con sede a Milano in via Fara 28, ove ha sede anche la società Electra Italia SpA, partecipata per l'80% dal colosso energetico svizzero BKW e per il 20% da quello tedesco EON.

Il colosso energetico svizzero BKW ha annunciato di recente, su diverse pubblicazioni di settore in lingua tedesca presenti in Svizzera, la propria intenzione di costruire la centrale termoelettrica di Irsina. La società Bradano Energia S.r.l., titolare del progetto, rappresenta però solo la parte visibile degli interessi che ruotano attorno al business energetico lucano. Essi si presentano con il solito gioco di "scatole cinesi" che coinvolge società, procacciatori d'affari ed anche esponenti politici appartenenti ad opposti schieramenti. L'iter di approvazione del progetto per la realizzazione della centrale di Irsina è attualmente fermo presso il Ministero dell'Ambiente che ne ha sospeso l'iter in attesa che il TAR di Basilicata - dopo aver sbloccato con ordinanza sospensiva l'approvazione del PIEAR da parte del Consiglio Regionale di Basilicata - si pronunci in merito ad un ricorso presentato nel mese di aprile 2009 dai legali milanesi della Società Bradano Energia S.r.l. contro il parere sfavorevole espresso agli inizi del 2009 dagli Uffici Centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E', infatti, proprio quest'ultimo parere che tiene bloccato l'iter della VIA del Ministero dell'Ambiente per la Centrale di Irsina.

La Bradano Energia S.r.l. - è bene ricordarlo - nasce nel paradiso fiscale londinese con un capitale iniziale di soli 10.000 euro. Vi compare la Società Power Consulting. Società questa al centro di inchieste delle Procure calabresi ed abruzzesi per presunte mazzette pagate a politici regionali dal suo amministratore che avrebbe operato condotte illecite per consentire il rilascio delle autorizzazioni per centrali di produzione di energia anche in queste regioni. E' significativo che proprio ad Irsina - comune commissariato dal Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, lo scorso anno per ingovernabilità dovuta alle dimissioni di 9 consiglieri della maggioranza di centro-sinistra - sia sorto un comitato contro l'emanazione del vincolo paesaggistico di cui si è fatto portavoce nei confronti dell'assessore regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, il consigliere regionale Pasquale Di Lorenzo di AN-PDL. E' significativo che sulla questione sia intervenuto l'onorevole lucano Cosimo Latronico, che ha rivolto al suo collega di partito, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, un'interrogazione che chiede di non firmare il decreto di vincolo per il territorio del comune di Irsina. E' significativo, infine, l'occhiolino fatto dall'assessore Santochirico alle richieste del PDL. Si sa che gli interessi sono pur sempre interessi!

Pubblicato il: 16 gennaio 2010 - Ore 18:10
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