La OLA
(Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento territoriale
di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini esprime profonda
indignazione per le affermazioni di Attilio Martorano, Presidente
di Confindustria Basilicata. Intervenendo in merito al rinvio
della discussione in Consiglio Regionale del DDL in materia di
Energia, il Presidente di Confindustria si esibisce in una serie
di affermazioni del tutto scollegate con la realtà dei
fatti e che mirano ad unopera di mistificazione delle vere
bad practice che disincentiverebbero la fruizione
della Basilicata da parte delle imprese.
Il malinteso
e artificioso ambientalismo di cui parla Martorano sarebbe
una parte del vulnus che si ripercuote sulla crescita
delle imprese in Basilicata?
Vorremmo precisare
che le scelte per un concreto sviluppo territoriale devono passare,
necessariamente, per una serie di regole che il mondo produttivo
non può e non deve considerare dei vincoli
al loro sviluppo, più simile ad un vero e proprio Far-West.
La OLA intende - con questo - rammentare al Presidente di Confindustria,
a titolo di esempio, di tener presente i danni provocati in
Val Basento proprio da quelle imprese che hanno lasciato devastazioni
non solo ambientali ma anche sociali e per la salute dei lavoratori
e dei cittadini. Con il senno di poi, queste ultime si sono
rilevate un freno inibitore per nuove allocazioni produttive
per lo sviluppo pulito e durevole della Val Basento per la quale
il Disegno di Legge in Materia di Energia configura un nuovo
eldorado lucano per discaricopoli e energiopoli,
mentre sarebbe più saggio chiedere che venga finalmente
bonificata larea della Val Basento, ponendo uno stop allimportazioni
di rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutta Italia e dallEuropa.
Un reale confronto
sulle prospettive di sviluppo della Basilicata non può
prescindere dagli aspetti socio-ambientali e dalla legalità,
che nel caso dellenergia eolica ha dimostrato tutti i
limiti, allorquando si è pensato di allocare, al di fuori
di ogni previsione programmatoria, un gran numero di impianti
con una potenza spropositata in località votate dal punto
di vista naturale e paesaggistico.
Nellauspicare
che la miserevole vicenda energetica regionale finalmente
venga affrontata nella sede deputata del Consiglio Regionale
rendendo prescrittivi i limiti di potenza indicati dal Piano
Energetico vigente, la OLA chiede che il nuovo Piano di Indirizzo
Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) affidato con Deliberazione
di Giunta Regionale n.437 del 28 marzo scorso alla Società
G.S.E. SpA (Gestore dei Servizi Elettrici), ovvero alla stessa
società che assegna i certificati verdi e gestisce la
promozione ed incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia
non sia inficiato da scelte errate e da impostazioni di parte.
E necessario
che allenergia venga applicato il principio di solidarietà.
Ciò non deve significare perseguire una produzione energetica
superiore alla domanda interna e scollegata dai reali fabbisogni.
In assenza di un Piano Energetico Nazionale, è quindi
evidente - secondo la OLA - che lauspicabile applicazione
del principio di solidarietà energetica debba rappresentare
la base sociale del vivere civile e del corretto rapporto tra
gli enti, imprese e cittadini per la corretta gestione del territorio,
per il quale non può valere il Far-West auspicato da
Confindustria.