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[Data di pubblicazione: 18/04/2007]
 
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  > LA CONFINDUSTRIA E IL FAR WEST ENERGETICO
> La OLA replica al Presidente Attilio Martorano
> di OLA - Organizzazione Lucana Ambientalista
 
     
     


La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini esprime profonda indignazione per le affermazioni di Attilio Martorano, Presidente di Confindustria Basilicata. Intervenendo in merito al rinvio della discussione in Consiglio Regionale del DDL in materia di Energia, il Presidente di Confindustria si esibisce in una serie di affermazioni del tutto scollegate con la realtà dei fatti e che mirano ad un’opera di mistificazione delle vere “bad practice ” che disincentiverebbero la “fruizione” della Basilicata da parte delle imprese.

Il “malinteso e artificioso ambientalismo” di cui parla Martorano sarebbe una parte del “vulnus” che si ripercuote sulla crescita delle imprese in Basilicata?

Vorremmo precisare che le scelte per un concreto sviluppo territoriale devono passare, necessariamente, per una serie di regole che il mondo produttivo non può e non deve considerare dei “vincoli” al loro sviluppo, più simile ad un vero e proprio Far-West. La OLA intende - con questo - rammentare al Presidente di Confindustria, a titolo di esempio, di tener presente i danni provocati in Val Basento proprio da quelle imprese che hanno lasciato devastazioni non solo ambientali ma anche sociali e per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Con il senno di poi, queste ultime si sono rilevate un freno inibitore per nuove allocazioni produttive per lo sviluppo pulito e durevole della Val Basento per la quale il Disegno di Legge in Materia di Energia configura un nuovo “eldorado lucano per discaricopoli e energiopoli”, mentre sarebbe più saggio chiedere che venga finalmente bonificata l’area della Val Basento, ponendo uno stop all’importazioni di rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutta Italia e dall’Europa.

Un reale confronto sulle prospettive di sviluppo della Basilicata non può prescindere dagli aspetti socio-ambientali e dalla legalità, che nel caso dell’energia eolica ha dimostrato tutti i limiti, allorquando si è pensato di allocare, al di fuori di ogni previsione programmatoria, un gran numero di impianti con una potenza spropositata in località votate dal punto di vista naturale e paesaggistico.

Nell’auspicare che la “miserevole” vicenda energetica regionale finalmente venga affrontata nella sede deputata del Consiglio Regionale rendendo prescrittivi i limiti di potenza indicati dal Piano Energetico vigente, la OLA chiede che il nuovo Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) affidato con Deliberazione di Giunta Regionale n.437 del 28 marzo scorso alla Società G.S.E. SpA (Gestore dei Servizi Elettrici), ovvero alla stessa società che assegna i certificati verdi e gestisce la promozione ed incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia non sia inficiato da scelte errate e da impostazioni di parte.

E’ necessario che all’energia venga applicato il principio di “solidarietà”. Ciò non deve significare perseguire una produzione energetica superiore alla domanda interna e scollegata dai reali fabbisogni. In assenza di un Piano Energetico Nazionale, è quindi evidente - secondo la OLA - che l’auspicabile applicazione del principio di solidarietà energetica debba rappresentare la base sociale del vivere civile e del corretto rapporto tra gli enti, imprese e cittadini per la corretta gestione del territorio, per il quale non può valere il Far-West auspicato da Confindustria.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it