Home » Acqua, Comunicati Stampa 2011 - 17 giugno 2011

Istituire subito in Basilicata l’ente pubblico per la gestione dell’acqua

Via Acquedotto Lucano spa. Via Acqua spa e, visto che ci siamo, via anche l’Autorità di Bacino e via le mani dei partiti e dei possibili privati dalla gestione dell’acqua in Basilicata. Società per Azioni ed enti da considerarsi già discutibili prima dell’esito del Referendum ed ancor più inutili adesso, con l’avvenuta abolizione dell’art.23 bis della legge n.133/2008 e dell’art.154 del Dlg.152/2006, che obbliga il ritorno ad una gestione totalmente pubblica dell’acqua.

La richiesta della Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e del Movimento NoScorie Trisaia nasce però non solo perché i cittadini hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua ma anche per eliminare i costosi “bizantinismi” partitici nella conduzione familiare degli Enti e delle spa nella gestione del territorio.

Acqua spa é infatti sovrapponibile, per alcuni aspetti gestionali, all’Ente Irrigazione, cioè allo Stato italiano, nella ripartizione delle quote e della qualità dell’acqua degli invasi lucani fra Comuni, Consorzi, acquedotti ed enti vari. Ripartizioni, queste, stabilite anche dall’Autorità di Bacino, un altro ente dalla struttura complessa, deputato ad impartire direttive all’Ente Irrigazione su quanta acqua ripartire, a dimostrazione di un’anomalia fondata su un mix di inutili, costosi ed inefficienti organismi di gestione. Il governatore lucano Vito De Filippo non faccia dunque rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta con il Referendum. Prenda esempio dal governatore pugliese, Niki Vendola, che già un anno fa aveva presentato la legge di ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese cogliendo – dopo esattamente un giorno dall’ondata referendaria – l’occasione storica e celebrativa per approvarla nel Consiglio Regionale pugliese.

Secondo la Ola e NoScorie tocca ora al governatore lucano, garante di tutto ciò che è pubblico, assumersi la responsabilità di sbarazzarsi in base alla volontà popolare, sancita col Referendum del 12 e 13 giugno 2011, dalla molteplicità di enti gestori dell’acqua con la ripubblicizzazione dell’intero sistema degli acquedotti e di gestione degli invasi, ivi comprese la gestione della depurazione e la salvaguardia idrica, istituendo un’unica struttura, totalmente pubblica, che – ci vogliamo augurare – venga gestita da poche persone, tutti tecnici e non politici o burocrati più o meno a fine carriera, con lo scopo di ottenere un netto taglio delle spese di gestione, amministratori, segreterie, gettoni di presenza, costi di manutenzione di edifici, mezzi e strumenti. Un ente pubblico di gestione in Basilicata capace di applicare un piano tariffario equo, erogando gratuitamente a tutti i lucani una quota minima di acqua, secondo un indirizzo programmatico pubblico per un bene primario che appartiene a tutti i cittadini.

ARTICOLI CORRELATI

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.