La sezione lucana
e la sede nazionale di Accademia Kronos sentono il dovere di
prendere posizione contro questo nuovo atto di aggressione al
Parco Nazionale del Pollino. La recente decisione da parte del
Comune di Latronico (Pz) di uscire dal Parco si giustifica clamorosamente
con un vecchio progetto della società DE-DI (Gruppo ENDESA)
che prevede la realizzazione di una Wind Farm (fattoria del
vento) con 90 pale eoliche della potenza complessiva di oltre
72 MW, in aree naturali e boschi, con relative opere di antropizzazione
quali strade, linee elettriche, scavi per fondazioni e per collegamenti
elettrici, su una delle direttrici di volo di numerosi specie
di uccelli rapaci diurni e notturni. Il sito prescelto è
ricadente nei territori comunali di Latronico e Carbone e si
trova a contatto con il SIC/ZPS Monte Alpi Malboschetto di Latronico
(1561 ha), SIC Monte Raparo (2.021 ha) SIC Bosco Vaccarizzo
(273 ha), SIC Monte La Spina (1.074 ha). Un complesso montuoso
di eccezionale valore ambientale e paesaggistico del Parco del
Pollino che vede la presenza dell'Aquila reale, del Falco Pellegrino,
del Lanario, del Picchio nero, del Gufo reale, etc.
Si richiede pertanto
agli uffici regionali competenti di rispondere a quanto segue:
· E
stato effettuato uno studio dettagliato sullImpatto Ambientale,
come dalle normative vigenti?
· Sono stati previsti, aldilà degli studi sulla
V.I.A., gli stravolgimenti di nuove strade di servizio e del
traffico veicolare da e per la fattoria eolica?
· E stato fatto uno studio meteoclimatico per avvalorare
che nella zona prescelta spirino almeno 200 giorni lanno
brezze o venti costanti tali da garantire una erogazione di
energia elettrica continua?
· Si è fatto lo studio sui danni che tali generatori
eolici comporterebbero allavifauna?
· Si sono sentite le popolazioni locali, gli enti di
protezione ambientale e gli istituti universitari specifici?
A questa Associazione
non bastano affermazioni vacue sui danni ambientali limitati,
espresse poi da chi è interessato a realizzare la fattoria
eolica. Ad Accademia Kronos serve prima di tutto rispondere
alle domande appena elencate e poi chiedere alla Regione e al
Ministero dellAmbiente e Tutela del Territorio se ha più
valore un esperimento del genere o la tutela di tutto il patrimonio
ecologico e faunistico presente nel Parco.
Qualora si volesse comunque operare in questo scempio, chi lo
autorizza sappia che in questo modo crea un pericolosissimo
precedente che mette a repentaglio il futuro di tutti i parchi
naturali dItalia. Autorizzare un tale intervento, infatti,
legittimerebbe richieste analoghe, o quasi, su tutte le altre
aree protette del nostro Paese. Pertanto riteniamo che la realizzazione
di questo progetto stravolgerebbe i valori ambientali, paesaggistici
e faunistici, di una delle aree più importanti del Parco
Nazionale del Pollino privo attualmente di interventi e presenze
antropiche.
Nell'apprendere
che l'Ente Parco del Pollino non ha ancora espresso un parere
in merito, riteniamo chiedere all'Ente gestore di negare il
nulla osta al progetto e chiediamo alla Regione Basilicata di
colmare la vacatio normativa emanando nuove norme di tutela
contro "l'eolico selvaggio" in Basilicata che viene
attuato al di fuori dei criteri di programmazione energetica
ed ambientale grazie alla compiacenza di amministratori locali
nei confronti delle offerte economiche di società private.