Ed ora che sono
nel business delleolico le multinazionali del settore
sembrano molto impegnate, più che a fare energia, a fare
comunicazione per far digerire alla pubblica opinione le centrali
industriali eoliche. Lultima centrale eolica industriale
inaugurata a Durazzano (BN) dalla spagnola Gamesa è stata
occasione per la solita elencazione dei grandi benefici
(potenza, CO2 evitata in atmosfera, fabbisogno energetico coperto
per 9.000 famiglie, codici di autodisciplina, ottimo rapporto
con la fauna selvatica, ecc). Valori assoluti rispetto ai quali
mancano, al solito, il rapporto con le cifre totali di consumo
italiano di combustibili fossili e di immissioni in atmosfera,
dalle quali si trarrebbero giudizi realistici su tanta enfasi
comunicativa. Leolico in tutta Europa è fonte di
contestazioni e in Italia le cose vanno assai peggio. Per loccasione
vogliamo stigmatizzare alcuni degli aspetti sulla biodiversità,
con riferimento ai gravi rischi per la sopravvivenza di specie
di uccelli rare e in via di estinzione.
Gamesa in Italia
ha realizzato limpianto di Cocullo (a ridosso del Parco
Nazionale dAbruzzo e di quello regionale del Velino-Sirente)
a distanza di pochi Km da una vulnerabile colonia di avvoltoi
Grifoni (oltre che da Aquile reali ed altre specie rare) quindi
nellambito dellhome range scientificamente
riconosciuto per questi rapaci, sottraendo preziose aree
trofiche funzionali alla sopravvivenza di queste specie,
senza contare le facilmente prevedibili uccisioni di molti individui
per collisione con le pale in movimento. La stessa Gamesa chiede
di realizzare unaltra centrale eolica sui Monti della
Tolfa, allinterno di unarea dichiarata ZPS (Zona
di Protezione Speciale) e IBA (Important Birds Area) a causa
della presenza di numerose specie di uccelli di importanza prioritaria
a livello comunitario. Anche la centrale di Durazzano che insiste,
con notevoli fattori di rischio, su zone caratterizzate da macchia
mediterranea e pascoli e rispetto ai quali viene vantato un
ottimo rapporto con la fauna selvatica, pone interrogativi notevoli:
sulla base di quali criteri è stato redatto lo studio
che prevederebbe (a priori) questo rapporto? Chi sono gli estensori
dello studio? Per quanto tempo è stato realizzato? Qual
è il raggio di influenza delle pale sul territorio circostante
stimato da tali studi? Da chi è stato commissionato lo
studio? Non è un caso che rispetto alle modalità
di redazione delle indagini sulla fauna selvatica gli esperti,
tra cui alcuni del WWF, evidenzino la necessità di studi
condotti per molti anni e con precise modalità. E ci
vuol altro che citare il codice di autodisciplina dellANEV
(a cui aderisce Gamesa), se poi i contenuti sono evanescenti.
Tale codice non prende, opportunamente e strumentalmente, in
considerazione i SIC (Siti di Importanza Comunitaria) che contribuiscono
allossatura della Rete Natura 2000, aree a
cui la Unione Europea affida la sopravvivenza della biodiversità
per il futuro dellEuropa. Allinterno o a ridosso
di tali ultimi baluardi per habitat e specie a rischio, le aziende
dellANEV realizzano e promuovono impianti eolici industriali.
Altre società ANEV (es. la stessa IVPC fondatrice ANEV)
hanno realizzato, ad esempio, centrali eoliche industriali nel
SIC 9110033 Accadia/Deliceto (Fg), continuando a
tuttoggi (es. società Lucky Wind, anchessa
fondatrice ANEV), e alterando la omogeneità e la compattezza
degli habitat prioritari presenti: di fatto, è innegabile,
come in tali aree losservazione di specie faunistiche
di primaria importanza, come il Biancone (la cosiddetta Aquila
dei serpenti), il Nibbio bruno, il Nibbio reale, ecc, la cui
presenza era tipica, poiché le popolazioni locali vengono
Sterminati
dal movimento delle pale oltre alla sottrazione di ambienti
funzionali.
Ancora, altre
società (es. Fortore Energia, sempre aderente allANEV),
hanno avviato la realizzazione di centrali eoliche industriali
sempre sui Monti della Daunia (Fg), allinterno di altri
SIC (es. SIC 9110003 M.Cornacchia/Bosco Faeto) e
promosso progetti, in fase di autorizzazione, a ridosso di tali
siti, a 100 m. di distanza (!), (SIC 9120011 Valle Ofanto).
Tutte aree strategiche per la sopravvivenza delle ultime coppie
di rapaci a rischio tra cui il Lanario, rarissimo falcone, un
tempo caro a Federico II. Le stesse aziende (es. Fortore Energia)
non si sono astenute dal promuovere progetti allinterno
di aree IBA (Important Birds Areas, rif. Birdlife International)
malgrado queste ultime siano contemplate dal protocollo in questione.
Per contro, quando una Regione, come la Basilicata, vuole realmente
salvare la sua fauna in pericolo fissa norme del seguente tenore:
Elementi che rendono assolutamente incompatibili gli impianti
eolici:
. Aree della rete Natura 2000 (SIC e ZPS) comprensive
di una fascia di rispetto di Km 5,00 per i Siti di Importanza
Comunitaria (SIC) e 10 Km per le Zone di Protezione Speciale
(ZPS)
Inoltre, si
aggiunga che:
- la stragrande maggioranza di tali impianti viene approvata
senza la Valutazione di Impatto Ambientale: a tuttoggi
su 60 impianti licenziati definitivamente al parere ambientale
in Puglia, solo 5 sono transitati per tale strumento di valutazione
e la situazione non è molto dissimile in altre regioni.
- Non è mai stato affrontato limpatto di centinaia
di torri eoliche (come ormai è palese in molte zone)
disseminate su vaste ed ampie aree, in chiave cumulativa per
le popolazioni di questi predatori ormai sempre più confinate
e che, invece, coprono grandi distese di ecosistemi agricoli
e pastorali.
- Non è mai stato affrontato limpatto, diretto
e indiretto, sul flusso di migratori (rapaci ma non solo) per
il quale la nostra penisola, protesa nel Mediterraneo, costituisce
un ponte privilegiato per sua stessa natura, offrendo le necessarie
zone di caccia contestuali alla migrazione.
- Di fatto, la realizzazione di un gran numero di torri eoliche
allinterno e nellintorno di tali aree importanti
per queste specie, corrisponde indirettamente anche allalterazione
dei valori più intrinseci di integrità ambientale
e paesaggistica propri di aree già individuate per la
realizzazione dei Parchi (es Parchi regionali dei Monti Dauni
in Puglia o Parco Regionale del Vulture in Basilicata) e per
i quali ne viene compromesso liter di istituzione in corso.
Per inciso queste
ed altre preoccupazioni furono espresse dal mondo scientifico
già nellambito del I Convegno Italiano sui
Rapaci diurni e notturni nel 2002 a Preganziol (Tv), con
una Risoluzione in merito allimpatto degli impianti
eolici sui rapaci e sullavifauna in genere.
Sempre per rimanere
in tema prettamente ambientale, la stessa ANEV ha sostenuto
il ricorso (perdendolo) del Governo nazionale contro la legge
salvacoste della regione Sardegna che conteneva
anche norme di stop alleolico nellattesa di emanare
un piano paesistico regionale. Ma per meglio perseguire i propri
obiettivi, ANEV ha ottenuto la qualifica di Associazione
Ambientalista riconosciuta dal Ministero Ambiente con
apposito decreto ministeriale. A tal proposito emergono evidenti
gli interrogativi su un palese conflitto di interessi: come
può lANEV essere al pari di Associazioni Ambientaliste,
costituite da semplici soci per la tutela di interessi collettivi,
e al tempo stesso essere costituita da Aziende e società
del comparto eolico industriale? In tale contesto si inserisce
la promozione della centrale di Durazzano (Bn), una delle tantissime
previste in Campania (almeno 120 nuove centrali proposte, oltre
a quelle già realizzate) in assenza di una qualsivoglia
pianificazione regionale, che modificheranno per sempre e su
vasta scala il volto della regione: una torre eolica da 2Mw
è alta tra 100 e 140 m. ed è visibile a decine
di Km di distanza (altro che vernici antiriflettenti) contribuendo
a determinare su area vasta un paesaggio dominato da enormi
manufatti industriali, assolutamente fuori scala, i cui plinti
di cemento armato devono ancorarsi a profondità che arrivano
a 20 m.
Questo sacco ambientale coperto da nobili intenti
avviene in realtà in nome di un mercato drogato, quello
degli incentivi economici. Incentivi che penetrano nel tessuto
sociale delle piccole e vulnerabili comunità appenniniche
alterandone il gioco democratico e determinando quindi una risposta
quasi obbligata delle locali amministrazioni pressate da bilanci
sempre più risicati. Incentivi che invece dovrebbero
privilegiare il solare, la cui potenza sfruttabile ha un valore
triplicato in Italia rispetto alla Germania dove tale tecnologia
solare ha paradossalmente più successo che nel Paese
del sole. Solare termico per lacqua calda. Fotovoltaico
per lenergia elettrica, con grandi aspettative di miglioramento
dellefficienza produttiva dei pannelli e con impatti ambientali
praticamente nulli. Solare termodinamico, per la produzione
di energia elettrica con limmagazzinamento del calore
concentrato, secondo il metodo brevettato dal premio nobel Rubbia
che, ironia della sorte, il suo paese di origine ha irresponsabilmente
costretto ad abbandonare i progetti già esecutivi in
Italia per realizzarli allestero
dopo che aveva
espresso pubblicamente affermazioni inconfutabili sullapporto
percentuale del tutto risibile che leolico su terra ferma
avrebbe potuto offrire (1-2% di gas serra in meno per lItalia
con alcune migliaia di torri). Anche il minieolico,
che ha notevoli potenzialità che però non si vogliono
sviluppare, potrebbe avere vasti campi di applicabilità.
Non siamo contrari
alleolico in quanto tale ma al cosiddetto eolico
selvaggio, così come si sta realizzando in Italia,
che va a devastare irrimediabilmente le zone più belle
e di maggior pregio naturalistico. Chiediamo una seria programmazione
che, almeno, individui le zone dove sia possibile realizzare
centrali eoliche senza deturpare i valori ambientali e paesaggistici
del nostro territorio e ponga un tetto alla proliferazione di
tali impianti industriali.
ALTURA
Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e loro Ambienti
Il Presidente: Stefano Allavena
CNP
Comitato Nazionale del Paesaggio
Il Segretario: Oreste Rutigliano
ITALIA NOSTRA
Il Presidente: Carlo Ripa di Meana
LIPU
Lega Italiana Protezione Uccelli
Il Presidente: Giuliano Tallone