Sulla discussione
politica in corso relativa alla vicenda degli impianti eolici
in Basilicata interviene con la seguente nota il portavoce regionale
dell'Italia dei Valori Aldo Michele Radice: "Il ritornare
ripetutamente sulla questione delleolico da parte di Nino
Grasso sulla Nuova e il sollecitare le forze politiche ad intervenire,
senza che nessuna di essa poi lo faccia, mi lascia molto perplesso
anche per le questioni sollevate.
Per intanto il 24 agosto scorso sulla vicenda IDV è intervenuta
in maniera puntuale ed anche determinata, ma come spesso avviene
e nonostante limportanza della notizia questa è
passata inosservata o quasi. Che sullaffare eolico ci
fossero e tuttora ci sono grandi interessi era ed è ben
evidente, non solo e non tanto per i grandi margini di guadagno,
ma anche per tutto lindotto che riesce a mettere in moto
(progettisti, amministrazioni pubbliche interessate, sponsorizzazioni
politiche, ecc..). Se ancora oggi non si riesce ad approvare
una legge regionale che blocchi il tutto per mettere ordine
alla materia, è perché forse si cede alla spinta
di qualche amministrazione troppo attiva ed interessata, avvalorando
questo perenne e forse voluto indecisionismo regionale. Non
ci scandalizziamo che dietro le iniziative produttive ci siano
ritorni economici, guai se non fosse così, ma per la
questione delleolico le valutazioni di base devono essere
necessariamente diverse e per lIDV lo sono. Innanzitutto
non vi può essere un proliferare selvaggio di pale, dettato
unicamente dalla spinta delle aziende interessate, senza che
la Regione ottemperi ad un obbligo di legge che è quello
di definire i siti su cui non si può in alcun modo consentire
la realizzazione dei parchi eolici. La seconda questione riguarda
la dimensione del fenomeno, va quindi rivisto il piano energetico
regionale stabilendone precisi limiti. E ciò anche perché
questa Regione deve pur decidere su cosa puntare nel prossimo
futuro, visto che lagricoltura è fortemente compromessa,
che dai processi complessi dindustrializzazione siamo
fuori e quelli esistenti per lo più sono in crisi, che
non siamo una regione dai grandi servizi o dalla ricerca avanzata
o altamente tecnologica.
Le uniche grandi risorse su cui dovremmo sicuramente puntare
sono lambiente, il turismo e la valorizzazione dei giacimenti
dei beni culturali e monumentali. Se dovessimo compromettere
tutto ciò con il proliferare indiscriminato delle pale
eoliche avremmo compromesso le uniche e vere ragioni di uno
sviluppo credibile e sostenibile di questa Regione. La terza
questione è che avendo la Regione Basilicata approvata
la costituzione di una Società Energetica Lucana (SEL)
bisogna capire quali funzioni e compiti questa deve avere anche
in merito alla produzione denergia eolica, sicuramente
prima e non dopo la realizzazione dei parchi eolici. Altra questione
è che con la ripresa di queste iniziative, ben inteso
sempre dopo i predetti passaggi, ci sia una libera e trasparente
concorrenza tra le imprese interessate, che potrà produrre
ritorni economici superiori a quelli attualmente proposti. Nessuno
si chiede, e mi sembra che non lo faccia neanche lopinionista
Grasso, che non vi è alcuna contrapposizione tra le aziende,
pur con tantissime richieste avanzate. Sembrerebbe che oggi
vi sia unintelligenza al disopra che organizzi il tutto,
non ponendo in conflitto le imprese, ma indirizzandole sapientemente
verso le diverse amministrazioni, che sono lì pronte
ad accoglierle per un piatto di lenticchie".