LINK
 
[Data di pubblicazione: 17/10/2006]
 
  > Home
> Eolico
> Speciale Moratoria
  > L'INTERVENTO DI RADICE
> di Italia dei Valori Basilicata
 
     
     

Sulla discussione politica in corso relativa alla vicenda degli impianti eolici in Basilicata interviene con la seguente nota il portavoce regionale dell'Italia dei Valori Aldo Michele Radice: "Il ritornare ripetutamente sulla questione dell’eolico da parte di Nino Grasso sulla Nuova e il sollecitare le forze politiche ad intervenire, senza che nessuna di essa poi lo faccia, mi lascia molto perplesso anche per le questioni sollevate.

Per intanto il 24 agosto scorso sulla vicenda IDV è intervenuta in maniera puntuale ed anche determinata, ma come spesso avviene e nonostante l’importanza della notizia questa è passata inosservata o quasi. Che sull’affare eolico ci fossero e tuttora ci sono grandi interessi era ed è ben evidente, non solo e non tanto per i grandi margini di guadagno, ma anche per tutto l’indotto che riesce a mettere in moto (progettisti, amministrazioni pubbliche interessate, sponsorizzazioni politiche, ecc..). Se ancora oggi non si riesce ad approvare una legge regionale che blocchi il tutto per mettere ordine alla materia, è perché forse si cede alla spinta di qualche amministrazione troppo attiva ed interessata, avvalorando questo perenne e forse voluto indecisionismo regionale. Non ci scandalizziamo che dietro le iniziative produttive ci siano ritorni economici, guai se non fosse così, ma per la questione dell’eolico le valutazioni di base devono essere necessariamente diverse e per l’IDV lo sono. Innanzitutto non vi può essere un proliferare selvaggio di pale, dettato unicamente dalla spinta delle aziende interessate, senza che la Regione ottemperi ad un obbligo di legge che è quello di definire i siti su cui non si può in alcun modo consentire la realizzazione dei parchi eolici. La seconda questione riguarda la dimensione del fenomeno, va quindi rivisto il piano energetico regionale stabilendone precisi limiti. E ciò anche perché questa Regione deve pur decidere su cosa puntare nel prossimo futuro, visto che l’agricoltura è fortemente compromessa, che dai processi complessi d’industrializzazione siamo fuori e quelli esistenti per lo più sono in crisi, che non siamo una regione dai grandi servizi o dalla ricerca avanzata o altamente tecnologica.

Le uniche grandi risorse su cui dovremmo sicuramente puntare sono l’ambiente, il turismo e la valorizzazione dei giacimenti dei beni culturali e monumentali. Se dovessimo compromettere tutto ciò con il proliferare indiscriminato delle pale eoliche avremmo compromesso le uniche e vere ragioni di uno sviluppo credibile e sostenibile di questa Regione. La terza questione è che avendo la Regione Basilicata approvata la costituzione di una Società Energetica Lucana (SEL) bisogna capire quali funzioni e compiti questa deve avere anche in merito alla produzione d’energia eolica, sicuramente prima e non dopo la realizzazione dei parchi eolici. Altra questione è che con la ripresa di queste iniziative, ben inteso sempre dopo i predetti passaggi, ci sia una libera e trasparente concorrenza tra le imprese interessate, che potrà produrre ritorni economici superiori a quelli attualmente proposti. Nessuno si chiede, e mi sembra che non lo faccia neanche l’opinionista Grasso, che non vi è alcuna contrapposizione tra le aziende, pur con tantissime richieste avanzate. Sembrerebbe che oggi vi sia un’intelligenza al disopra che organizzi il tutto, non ponendo in conflitto le imprese, ma indirizzandole sapientemente verso le diverse amministrazioni, che sono lì pronte ad accoglierle per un piatto di lenticchie".


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it