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[Data di pubblicazione: 07/11/2006]
 
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  > DDL MORATORIA/LAPENNA: CONTRARI AL RINVIO
> di Forza Italia Basilicata
 
     
     

Il consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Lapenna, si è opposto, a nome della minoranza, alla richiesta di rinvio della discussione sulla moratoria per le procedure di valutazione di impatto ambientale e per il rilascio dell’autorizzazione unica regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica.

A parere di Lapenna “il disegno di legge in discussione oggi in Consiglio regionale sulla moratoria è ormai retrodatato di alcuni mesi. Si è fatto un gran parlare anche sugli organi di informazione ed è assurdo che la stessa maggioranza di centro sinistra proponga con un atteggiamento dilatorio di non consentire la discussione di tale argomento che interessa tutti i cittadini lucani. In particolare la Regione Basilicata ha omesso in questi anni di effettuare nell’ambito di un vero piano energetico la considerazione su tre variabili fondamentali che riguardano l’energia eolica: il tempo, il costo dell’energia e i certificati verdi. Per quanto attiene al tempo è assurdo che la Regione Basilicata non abbia previsto di misurare l’intensità del vento dotandosi di semplici anemometri affidando al contrario tale calcolo alle imprese private che hanno effettuato, o stanno per effettuare, investimenti nel settore eolico nella nostra regione. Pertanto come si fa a dire che la percentuale dell’1,2 o 3 per cento sul fatturato del business dell’eolico sia favorevole o meno per una Amministrazione comunale? Altro tema è il costo dell’energia collegato a quello dei certificati verdi. Sul punto basta partire dal protocollo di Kyoto che ha stabilito in maniera inderogabile che ogni Paese deve produrre circa il 2 per cento di energia cosiddetta pulita. Poi, nel 2003 il legislatore con il decreto legislativo 387 ha stabilito che tale percentuale deve essere aumentata di ogni anno dello 0,35 per cento. Pertanto, il cosiddetto prezzo dei certificati verdi in questi anni è aumentato dai circa 42 euro del 2002 ai 125,28 euro stante l’ultima decisione assunta dal Gestore dei servizi elettrici nazionali il 31 ottobre 2006.

Dunque, i Comuni hanno stipulato convenzioni con alcune imprese private senza che la Regione avesse previsto la quantità totale con il limite massimo per la produzione dell’energia eolica. Si badi bene che alcune Regioni, come la Lombardia, hanno fissato tale limite in 10 megawatt, mentre oggi in Basilicata per gli impianti già in funzione pari a 155 macchine generatrici di energia eolica siamo ad una potenza di 108 megawatt. Attualmente in regione sono pendenti altre richieste che se accettate farebbero arrivare a 458 aerogeneratori per circa 526,38 megawatt. Come si fa ad immaginare un tale sviluppo senza che la Regione preveda nel proprio Piano energetico modalità e tempi per lo sviluppo di tale energia? Si badi che in Italia esiste una delibera del Cipe redatta in base ai parametri dell’Unione Europea che ha stabilito come limite massimo di produzione di energia eolica quello di 3000 megawatt. Dunque è possibile che in Basilicata si debba produrre quasi un quarto dell’energia eolica nazionale quando, invece, la popolazione è pari all’1 per cento di quella nazionale? Perché non prevedere soluzioni come quella adottata in Spagna, secondo produttore di energia eolica in Europa, dove annualmente i posti di lavoro aumentano dell’11 per cento e dove gli Enti locali per il tramite dello Stato sono entrati nelle società cosiddette miste che producono energia eolica con i conseguenti lauti guadagni?

Dunque Forza Italia propone attraverso un proprio emendamento la moratoria per la realizzazione dell’energia eolica anche per gli impianti in produzione e proporrà la possibilità di realizzare impianti del cosiddetto mini – eolico purché la potenza non superi i 30 KW e non i 100 KW come proposto dalla Giunta regionale. La potenza minima sarebbe sfruttabile infatti, per un consumo atto a soddisfare le esigenze, ad esempio, di una piccola azienda agricola o di qualsiasi altro settore produttivo”.


 
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