Il consigliere
regionale di Forza Italia, Sergio Lapenna, si è opposto,
a nome della minoranza, alla richiesta di rinvio della discussione
sulla moratoria per le procedure di valutazione di impatto ambientale
e per il rilascio dellautorizzazione unica regionale per
la costruzione e lesercizio degli impianti di produzione
di energia elettrica da fonte eolica.
A parere di Lapenna il disegno di legge in discussione
oggi in Consiglio regionale sulla moratoria è ormai retrodatato
di alcuni mesi. Si è fatto un gran parlare anche sugli
organi di informazione ed è assurdo che la stessa maggioranza
di centro sinistra proponga con un atteggiamento dilatorio di
non consentire la discussione di tale argomento che interessa
tutti i cittadini lucani. In particolare la Regione Basilicata
ha omesso in questi anni di effettuare nellambito di un
vero piano energetico la considerazione su tre variabili fondamentali
che riguardano lenergia eolica: il tempo, il costo dellenergia
e i certificati verdi. Per quanto attiene al tempo è
assurdo che la Regione Basilicata non abbia previsto di misurare
lintensità del vento dotandosi di semplici anemometri
affidando al contrario tale calcolo alle imprese private che
hanno effettuato, o stanno per effettuare, investimenti nel
settore eolico nella nostra regione. Pertanto come si fa a dire
che la percentuale dell1,2 o 3 per cento sul fatturato
del business delleolico sia favorevole o meno per una
Amministrazione comunale? Altro tema è il costo dellenergia
collegato a quello dei certificati verdi. Sul punto basta partire
dal protocollo di Kyoto che ha stabilito in maniera inderogabile
che ogni Paese deve produrre circa il 2 per cento di energia
cosiddetta pulita. Poi, nel 2003 il legislatore con il decreto
legislativo 387 ha stabilito che tale percentuale deve essere
aumentata di ogni anno dello 0,35 per cento. Pertanto, il cosiddetto
prezzo dei certificati verdi in questi anni è aumentato
dai circa 42 euro del 2002 ai 125,28 euro stante lultima
decisione assunta dal Gestore dei servizi elettrici nazionali
il 31 ottobre 2006.
Dunque, i Comuni hanno stipulato convenzioni con alcune imprese
private senza che la Regione avesse previsto la quantità
totale con il limite massimo per la produzione dellenergia
eolica. Si badi bene che alcune Regioni, come la Lombardia,
hanno fissato tale limite in 10 megawatt, mentre oggi in Basilicata
per gli impianti già in funzione pari a 155 macchine
generatrici di energia eolica siamo ad una potenza di 108 megawatt.
Attualmente in regione sono pendenti altre richieste che se
accettate farebbero arrivare a 458 aerogeneratori per circa
526,38 megawatt. Come si fa ad immaginare un tale sviluppo senza
che la Regione preveda nel proprio Piano energetico modalità
e tempi per lo sviluppo di tale energia? Si badi che in Italia
esiste una delibera del Cipe redatta in base ai parametri dellUnione
Europea che ha stabilito come limite massimo di produzione di
energia eolica quello di 3000 megawatt. Dunque è possibile
che in Basilicata si debba produrre quasi un quarto dellenergia
eolica nazionale quando, invece, la popolazione è pari
all1 per cento di quella nazionale? Perché non
prevedere soluzioni come quella adottata in Spagna, secondo
produttore di energia eolica in Europa, dove annualmente i posti
di lavoro aumentano dell11 per cento e dove gli Enti locali
per il tramite dello Stato sono entrati nelle società
cosiddette miste che producono energia eolica con i conseguenti
lauti guadagni?
Dunque Forza Italia propone attraverso un proprio emendamento
la moratoria per la realizzazione dellenergia eolica anche
per gli impianti in produzione e proporrà la possibilità
di realizzare impianti del cosiddetto mini eolico purché
la potenza non superi i 30 KW e non i 100 KW come proposto dalla
Giunta regionale. La potenza minima sarebbe sfruttabile infatti,
per un consumo atto a soddisfare le esigenze, ad esempio, di
una piccola azienda agricola o di qualsiasi altro settore produttivo.