La proposta di
Moratoria approvata dalla Giunta Regionale e il Disegno di Legge
allegato, nella giornata di ieri, sono stati rinviati a nuova
discussione. E il prevalere di un pavido atteggiamento
e dellinteresse clientelare su una parte politica dimostratasi
attenta verso il tentativo di scempio ambientale, teso allo
sfruttamento economico e con la complicità delle istituzioni
locali. Lasse Udeur e spezzoni di Margherita e Democratici
di Sinistra, che compongono la maggioranza di centrosinistra,
fanno scudo al grande affare oramai da troppo tempo: saranno
la mancanza di coraggio, linteresse prevalente a dare
corpo a uno psico-dramma che sempre di più assume i contorni
di una collaudata macchietta o è il solito
escamotage per non decidere? Regioni come Puglia e Sardegna
hanno affrontato la questione con coraggio e coerenza sfidando
gli interessi e hanno avuto ragione; hanno dimostrato che è
un grande affare solo per le lobby del vento. In Europa, nazioni
come la Spagna, la Germania, la Francia e la Danimarca hanno
intrapreso altre strade, ma lItalia? Il Bel Paese
accoglie le loro aziende che investono sullaffare eolico,
considerato che, come dimostra la storia di questo paese, percepiamo
gli eventi sempre con venti anni di ritardo.
La OLA (Organizzazione
Lucana Ambientalista), a tal proposito, esprime incredulità
e sgomento per lennesimo atteggiamento scorretto e indifferente
allintelligenza altrui che questo pezzo di triade
di maggioranza del centrosinistra ha assunto per mero calcolo
economico ed elettorale. Incapaci di decidere, sopraffatti dagli
interessi delle potenti lobby industriali e da una classe dirigente
locale politicamente ottusa e incapace, hanno lasciato che il
vento portasse via valori morali, etici, ambientali
e soprattutto comportamentali. Chiusi nelle loro stanze del
potere, controllano ed indirizzano i cittadini vittime dello
stato di bisogno che ha prodotto un solo pensiero: linteresse
ad ogni costo, anche con il consapevole rischio di svendere
la propria dignità. Il male purtroppo è antico,
speravamo fosse una nuova classe dirigente, oculata e accorta
nelle scelte di programmazione, ma lorganizzazione di
stampo massonico che si sovrappone ai politici e
alla politica, che è il burattinaio di questa regione,
frantuma e spazza via le scorie positive, tutto è affare
e consenso. Ne sono esempi i programmi europei di sviluppo,
falliti tra incarichi progettuali, Pit Manager, consigli di
amministrazioni e iniziative caritatevoli che hanno affossato
i buoni propositi e le speranze dei cittadini, tutto in un grande
calderone macina-soldi e consensi, capziosa armonia collettiva
sopraffatta da corpose tavolate elettorali dove i politici si
uniscono al mondo degli affari di questa regione, dove la regola
è la tutela e la salvaguardia dei vecchi schemi, dove
i trombati alle elezioni saranno sicuramente presidenti
di qualcosa, dove i cittadini sono solo co-invitati di pietra,
dove al pari di Caligola che propose il suo cavallo a Senatore,
anchessi un giorno ci proporranno un ciuccio
e noi ne saremo lieti ed ansiosi di eleggerlo.
La OLA, i movimenti,
le sezioni dei partiti regionali, ancora responsabilmente consapevoli
di quanto accade sotto gli occhi di tutti, vigileranno sulle
scelte di questa classe dirigente ed invitano, inoltre, tutti
i cittadini e i rappresentanti politici che condividono la nostra
battaglia democratica ad unirsi a noi. E giunto il momento
del coraggio delle scelte per il futuro dei nostri figli; abbiamo
fallito tutti e tutti ora dobbiamo ricominciare per un nuovo
orizzonte. Abbiamo il dovere di liberarci di una classe politica
affannosa, confusa ma decisa a salvaguardare se stessa. La OLA
continua, pertanto, a chiedere che il Consiglio Regionale si
riappropri delle prerogative in materia di programmazione e
di tutela del territorio, approvando senza gli emendamenti "beffa"
proposti da quanti hanno chiesto ieri il rinvio della Legge
di Moratoria sull'eolico, la cui eventuale "non approvazione
o snaturamento" peserà come un macigno sulla democrazia
e la stessa credibilità della massima istituzione regionale.