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[Data di pubblicazione: 09/12/2006]
 
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  > NO AL "CANCRO" EOLICO ED ALLA SVENDITA DELLE MONTAGNE
> di Comitato di Tutela Monte Vulture-Valle di Vitalba
 
     
     

Da alcuni giorni, sulle pendici dei nostri monti che circondano la Valle di Vitalba, di fronte al Monte Vulture, si scorge uno strano movimento di gente. Aggirandosi nei boschi, abbattono alberi considerati "di troppo", innalzando lunghe antenne per la rivelazione dell´intensità del vento. Non è altro che l´inizio dell´ormai noto propagarsi del "Cancro Eolico". Pur superato di tanto il traguardo (108 Mw di potenza nominale) produzionale di energia eolica in Basilicata, come in tanti posti, le pale eoliche aumentano a dismisura creando uno scempio ambientale unico in Italia. Infatti siamo l´unica regione che pur godendo di energia sotto altre forme, ha tante "fattorie del vento" costruite ed approvate con molta superficialità, senza considerare il valore dei luoghi in cui esse sorgono.

Il Comitato di Tutela Monte Vulture-Valle di Vitalba chiede a quanti amano questa terra e agli organi competenti di bloccare un ennesimo scempio che si sta perpetrando in località Serra Cocuzza, in agro di Ripacandida, ai confini con il territorio di Filiano. Questo progetto è stato proposto dalla Società Agrituristica del Vulture. Insensibili alla natura, alla storia, alla fauna, alla flora ed al paesaggio, questa società ha iniziato la costruzione di ben 27 torri eoliche alte 85 metri con pale di 71 mt. di diametro. I danni sono già ora enormi sia dal punto di vista ottico che ambientale. Questo territorio, che dovrebbe in futuro rientrare nel parco del Vulture, vede la presenza di rapaci rarissimi che verranno falciati dalle pale
eoliche che trasfigureranno possibili aree archeologiche di valore inestimabile ancora non note alla Sovrintendenza in una località ove potrebbe rinvenirsi una possibile presenza dell'uomo preistorico appartenente alla cultura megalitica che rischia di sparire distrutta dalle ruspe ancor prima di essere indagata e conosciuta.

Chiediamo maggiore attenzione nel concedere autorizzazioni che in modo superficiale vengono invece concesse a progetti di grande impatto. Ci chiediamo come mai il comune di Filiano aveva detto No al parco eolico ed invece il limitrofo Comune di Ripacandida lo approva?. E' bastato alla società Agrituristica del Vulture spostarsi di pochi metri, in territorio
comunale di Ripacandidida, a pochi metri dal confine tra i due comuni per ricevere tutte le autorizzazioni. Con quale "coraggio" ora il sindaco di Ripacandida chiede di far parte del futuro parco del Vulture, ancora non istituito dalla Regione rallentandone tra l'altro l'iter? Ritiene forse che le torri eoliche possano essere compatibili con il parco regionale del Vulture? Il Comitato di Difesa del Monte Vulture-Valli di Vitalba intraprenderà azioni che facciano luce su questi progetti che si configurano solo come un grande bluff ed un affare economico per pochi privati.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it