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[Data di pubblicazione: 22/08/2006]
 
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EOLICO E ACQUE MINERALI, SIMONETTI (PRC): BASTA CON RINVII E DECISIONI DISCREZIONALI
Emilia Simonetti parla anche di "subalternità alle multinazionali"

“Lo scorso 23 febbraio – ricorda la presidente del gruppo regionale del partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Emilia Simonetti - abbiamo presentato una proposta di legge per ripristinare alcune norme riguardanti la disciplina delle coltivazioni delle acque minerali della nostra regione. Come è noto, in occasione dell’ultimo Consiglio regionale della precedente legislatura, furono modificati due comma della legge vigente. Tale modifica ha spianato la strada all’acquisizione del Gruppo Traficante da parte di imprese estere. Tutt’ora sono in corso ulteriori trattative per la cessione di altre aziende a gruppi esterni”. “Si tratta – sottolinea Emilia Simonetti - di una vicenda grave poiché, come dimostra la vicenda della fusione di Autostrade con un gruppo spagnolo, fusione tra l’altro bloccata dall’attuale Governo, le concessioni relative a beni pubblici devono essere autorizzate dalle strutture pubbliche preposte. Allo stato degli atti, fermo restando la modifica introdotta, non c’è stato alcun intervento della Giunta regionale per tutelare il patrimonio pubblico relativo alla coltivazione delle acque minerali. In questo settore, nella stragrande maggioranza dei casi, per le aziende i profitti sono enormi.

Infatti – continua l’esponente del Prc - per la cessione del Gruppo Traficante sono stati pagati decine di milioni di euro ai concessionari che hanno ceduto le quote ad una multinazionale greca, mentre gli introiti per royalties e quant’altro sono notevolmente inferiori a quanto mediamente incassato da altre regioni. La proposta di legge di Rifondazione Comunista è stata discussa in sede di Consiglio regionale e poi rinviata in Commissione, ma fino a questo momento non è stata ancora approvata”. “Anche per quanto riguarda l’eolico e le attività connesse all’utilizzo del vento per produrre energia elettrica – afferma Emilia Simonetti - ci si trova di fronte a rinvii. E’ proprio il caso della definizione di una moratoria per le autorizzazioni al fine di definire norme di programmazione che tutelino il territorio ed evitino atteggiamenti contrastanti nella concessione della autorizzazione. A tale proposito, il 16 maggio scorso, abbiamo presentato una proposta di legge anche in relazione alle richieste avanzate da moltissime associazioni ambientali e sociali. La proposta giace ancora in Terza Commissione consiliare, nonostante l’urgenza di definire la questione in presenza di una domanda complessiva di 800 pale eoliche che aziende private a caccia di incentivi pubblici e profitti vorrebbero installare in Basilicata senza un minimo di programmazione e senza definire le quote di energia da produrre. E’ molto grave – a giudizio di Simonetti - che il 10 agosto scorso, su proposta dell’Assessorato alle Attività Produttive, la Giunta regionale, dopo un periodo di sostanziale moratoria, abbia approvato due impianti in altrettanti comuni lucani.

Non sono noti i motivi per i quali l’impresa proponente, a differenza di molte altre, abbia ottenuto tale autorizzazione”. “In relazione a quanto detto – sostiene la dirigente del Prc - sia per ripristinare lo stato di diritto nel settore delle acque minerali, sia per ricavare congrue contropartite in un ambito di tutela dello stesso bacino idrominerario, si rende necessario l’intervento della Giunta regionale relativamente alla concessione del Gruppo Traficante per il ripristino delle norme inopinatamente a suo tempo modificate. Per quanto concerne l’eolico – conclude - è necessaria l’approvazione delle norme sulla moratoria per garantire la programmazione ed un trattamento identico per quanti chiedono le autorizzazioni a costruire impianti”.


 
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