''Nel giro di
un paio d'anni il settore dell'energia eolica rischia la paralisi''.
Questo l' allarme lanciato oggi da Oreste Vigorito, presidente
dell'Anev, l'associazione nazionale dell'energia del vento.
''In Italia dice Vigorito non tutto l'autorizzato e' realizzabile
e non tutto il realizzabile e' autorizzato. La mortalita' dei
progetti e' di almeno il 70%''. Secondo Luciano Pirazzi, esperto
dell'Enea, nel Belpaese ''la potenza eolica attualmente installata
e' di circa 2.000 Mw, mentre la potenzialita' e' di almeno 10.000
Mw considerando anche il repowering, cioe' la sostituzione di
macchine vecchie con macchine nuove e piu' potenti''. Il problema
sollevato dal presidente dell'Anev e' che ''laddove l'eolico
esiste gia' -principalmente nel sud- ora si registra una battuta
d'arresto, mentre in alcune regioni che costituiscono bacini
naturali con zone senza particolari vincoli, e' tutto arenato
a causa delle normative''. Vigorito cita l'esempio di regioni
come Marche, Umbria e Lazio, dove ''lo sviluppo dell'eolico
e' fermo all'anno zero'', oppure del caso della Sicilia, che
''quindici giorni fa ha emanato linee guida che bloccano nuove
installazioni'', mentre tutto e' fermo in Sardegna e Basilicata.
Intanto dal governo ancora non sembrano arrivare segnali concreti
per un cambio di rotta nel 2007. ''Gli impianti che stiamo installando
oggi si costruiscono sulla base dell'onda lunga di tre anni
fa, ma rispetto al futuro non vedo buone prospettive dice Vigorito.
In Finanziaria non ci sono stati incentivi per l'eolico e c'e'
una carenza legislativa di indirizzo nazionale, quando occorre
allinearsi a Paesi come Danimarca, Spagna, Germania per raggiungere
gli obiettivi del protocollo di Kyoto''. Si propone intanto
di applicare il decreto Bersani 79 del '99, che prevede la definizione
di linee guida nazionali in materia, alle quali poi si adeguino
le varie Regioni. ''Darebbe certezza agli operatori spiega Vigorito
che invece oggi sono costretti a contenziosi di fronte ai diversi
Tar regionali, su procedure gia' avviate''. Quali sono le conseguenze
della situazione attuale? ''Non si realizzano veri e propri
piani di sviluppo e quindi i costi rimangono poco concorrenziali,
sia per la costruzione degli impianti sia per la riduzione del
prezzo in bolletta'' conclude Vigorito. In una prospettiva di
lungo periodo, secondo Pirazzi dell' Enea, l'energia del vento
potrebbe essere la seconda fonte rinnovabile disponibile nel
nostro Paese, dopo quella dell'idroelettrico.
''L'eolico, come le biomasse, ha grandi possibilita' di sviluppo,
cosi' come il minieolico per l' autoconsumo o il fotovoltaico
in ambito urbano -spiega Pirazzi perche' ormai la tecnologia
disponibile e' avanzata. Nel Sud si potrebbero avviare cosi'
attivita' ecosostenibili''. Quello che impedisce la crescita,
secondo l'esperto dell'Enea, e' la mancanza di una maggiore
sensibilita' degli amministratori regionali, anche per via di
una comunicazione sbagliata. ''In Italia si tende a demonizzare
il fenomeno spiega Pirazzi- quando l eolico puo essere una fonte
energetica competitiva, come lo e in Usa con il gas. E per un
migliore impatto visivo dei parchi eolici ci sono accorgimenti,
come la disposizione e la verniciatura degli impianti, in armonia
con l ambiente''.