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[Data di pubblicazione: 23/08/2006]
 
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“Il dibattito sull’eolico, in corso in Basilicata, merita un ulteriore approfondimento anche per informare i cittadini della reale portata della vicenda”. E’ quanto sostiene la presidente del gruppo regionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Emilia Simonetti. “A tal proposito – continua Emilia Simonetti – è utile analizzare i dati relativi alla situazione dell’eolico in Basilicata, dati risultanti da una elaborazione delle associazioni ambientalistiche. Complessivamente si tratta di 917 pale (nel nostro Paese attualmente sono in funzione 3500 pale) di cui 192 già in esercizio. In particolare, esistono 29 campi eolici, di cui 8 già funzionanti. La potenza nominale complessiva impiegata è pari a 975 Mw, di cui 195,95 Mw già in esercizio. Ci sono 20 società eoliche coinvolte, in gran parte multinazionali. La potenza nominale prevista è di 9 volte superiore a quella contenuta al 2010 nel piano energetico regionale. La previsione immaginata dalle proposte delle imprese è superiore di tre volte al fabbisogno di energia da produrre in Basilicata che, considerando tutte le fonti di produzione elettrica, è stata stimata al 2010 in 350 Mw”. “Il quadro delineato – afferma Emilia Simonetti - e l’eventuale realizzazione degli impianti proposti produrrebbero una vera e propria “foresta di acciaio”. Pertanto - a parere di Simonetti - si ripropone in termini urgenti l’approvazione della norma di moratoria e la ridefinizione del piano energetico regionale per la tutela ambientale ed una programmazione equilibrata. Inoltre, è necessario approvare le nuove norme sull’energia in Basilicata e a tale proposito abbiamo presentato una proposta di legge per normare il settore in termini prescrittivi”.


 
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