Le scriventi associazioni
intendono esprimere la propria contrarietà nei confronti
del disegno di legge della Giunta che disciplina le autorizzazioni
per la costruzione e lavvio di impianti per la produzione
di energia, approvato nei giorni scorsi in Terza Commissione
consiliare permanente ed in discussione nella seduta di Consiglio
di domani 27 marzo. Consentire, nelle more dellapprovazione
del PIEAR (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale),
lautorizzazione di nuovi impianti di produzione di energia,
rappresenta infatti un approccio assolutamente errato nei confronti
di un problema, che per le numerose implicazioni di tipo economico,
ambientale e sociale, necessita di valutazioni tecniche e strategiche
approfondite e consapevoli. Fissare limiti alle soglie di produzione,
basandosi su pregresse proposte progettuali concepite in assenza
di specifiche e chiare linee di indirizzo, peraltro spesso causa
di numerosi conflitti locali, fa assumere al provvedimento in
oggetto i connotati di una banale sanatoria che nulla ha a che
vedere con un concreto strumento di pianificazione. Entrando
nello specifico dei numeri, non si riesce a comprendere come,
in una regione che registra un bilancio energetico globale positivo
ed un deficit elettrico equivalente a 300 MW di produzione si
possa prevedere un incremento di 600 MW solo da impianti termoelettrici,
consentendo, in sostanza, la realizzazione di una centrale da
ben 400 MW e andando, così, a concentrarne, senza alcuna
motivazione logica, limpatto ambientale in solo sito della
regione.
E palese, in tal caso, la contraddizione con il positivo
tentativo di concepire anche un sistema di microgenerazione
diffusa con impianti di potenza non superiore a 10 MW. Lo stesso
limite di 500 MW eolici non riteniamo scaturisca da opportune
valutazioni di tipo ambientale o da verifiche della effettiva
produttività degli impianti; sarebbero 8 gli impianti
che, attraverso lapprovazione del disegno di legge, risulterebbero
automaticamente e impropriamente subito autorizzati.Relativamente
alla produzione di energia da biomasse e biocarburanti, inoltre,
non crediamo possibile fissarne obiettivi in assenza di concreti
piani di approvvigionamento locale. Il rischio che i biocarburanti
possano avere una provenienza extraregionale o addirittura extracomunitaria
è, infatti, elevato. Il dimensionamento massimo degli
impianti a biomasse fissato a 15 MW è decisamente eccessivo
in quanto consideriamo difficile garantire un approvvigionamento
a breve-medio raggio con tali potenze. Maggiore attenzione e
considerazione invece ci saremmo auspicati nei confronti dellunica
fonte di cui la nostra regione è effettivamente ricca,
il solare, relegato nel calderone con altre fonti di energia
rinnovabili più o meno importanti. Uno degli aspetti
più inquietanti del disegno di legge, inoltre, è
inserito nellart. 3, comma 6, dove si prevede la possibilità,
da parte della Giunta Regionale, di modificare i limiti delle
singole fonti di energia secondo motivazioni, basate su sostanziali
forme di premialità che esulano da principi di risparmio
o efficienza energetica. In conclusione, le scriventi associazioni
auspicano che nel corso dei lavori del Consiglio previsto per
domani, si prenda atto di tali gravi forzature ed incongruenze
sia di tipo sostanziale sia ti tipo procedurale e si apra un
reale confronto con tutte le forze sociali presenti sul territorio
per definire un vero strumento di pianificazione che tenga effettivamente
conto delle effettive esigenze e vocazioni del territorio e
non solo degli interessi di gruppi imprenditoriali che perseguono
esclusivi, seppur legittimi, obiettivi di profitto aziendale.