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[Data di pubblicazione: 26/03/2007]
 
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> di WWF, Lipu, Forum Ambientalista
 
     
     

Le scriventi associazioni intendono esprimere la propria contrarietà nei confronti del disegno di legge della Giunta che disciplina le autorizzazioni per la costruzione e l’avvio di impianti per la produzione di energia, approvato nei giorni scorsi in Terza Commissione consiliare permanente ed in discussione nella seduta di Consiglio di domani 27 marzo. Consentire, nelle more dell’approvazione del PIEAR (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale), l’autorizzazione di nuovi impianti di produzione di energia, rappresenta infatti un approccio assolutamente errato nei confronti di un problema, che per le numerose implicazioni di tipo economico, ambientale e sociale, necessita di valutazioni tecniche e strategiche approfondite e consapevoli. Fissare limiti alle soglie di produzione, basandosi su pregresse proposte progettuali concepite in assenza di specifiche e chiare linee di indirizzo, peraltro spesso causa di numerosi conflitti locali, fa assumere al provvedimento in oggetto i connotati di una banale sanatoria che nulla ha a che vedere con un concreto strumento di pianificazione. Entrando nello specifico dei numeri, non si riesce a comprendere come, in una regione che registra un bilancio energetico globale positivo ed un deficit elettrico equivalente a 300 MW di produzione si possa prevedere un incremento di 600 MW solo da impianti termoelettrici, consentendo, in sostanza, la realizzazione di una centrale da ben 400 MW e andando, così, a concentrarne, senza alcuna motivazione logica, l’impatto ambientale in solo sito della regione.

E’ palese, in tal caso, la contraddizione con il positivo tentativo di concepire anche un sistema di microgenerazione diffusa con impianti di potenza non superiore a 10 MW. Lo stesso limite di 500 MW eolici non riteniamo scaturisca da opportune valutazioni di tipo ambientale o da verifiche della effettiva produttività degli impianti; sarebbero 8 gli impianti che, attraverso l’approvazione del disegno di legge, risulterebbero automaticamente e impropriamente subito autorizzati.Relativamente alla produzione di energia da biomasse e biocarburanti, inoltre, non crediamo possibile fissarne obiettivi in assenza di concreti piani di approvvigionamento locale. Il rischio che i biocarburanti possano avere una provenienza extraregionale o addirittura extracomunitaria è, infatti, elevato. Il dimensionamento massimo degli impianti a biomasse fissato a 15 MW è decisamente eccessivo in quanto consideriamo difficile garantire un approvvigionamento a breve-medio raggio con tali potenze. Maggiore attenzione e considerazione invece ci saremmo auspicati nei confronti dell’unica fonte di cui la nostra regione è effettivamente ricca, il solare, relegato nel calderone con altre fonti di energia rinnovabili più o meno importanti. Uno degli aspetti più inquietanti del disegno di legge, inoltre, è inserito nell’art. 3, comma 6, dove si prevede la possibilità, da parte della Giunta Regionale, di modificare i limiti delle singole fonti di energia secondo motivazioni, basate su sostanziali forme di premialità che esulano da principi di risparmio o efficienza energetica. In conclusione, le scriventi associazioni auspicano che nel corso dei lavori del Consiglio previsto per domani, si prenda atto di tali gravi forzature ed incongruenze sia di tipo sostanziale sia ti tipo procedurale e si apra un reale confronto con tutte le forze sociali presenti sul territorio per definire un vero strumento di pianificazione che tenga effettivamente conto delle effettive esigenze e vocazioni del territorio e non solo degli interessi di gruppi imprenditoriali che perseguono esclusivi, seppur legittimi, obiettivi di profitto aziendale.


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it