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[Data di pubblicazione: 23/08/2006]
 
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> di Ds Basilicata [Sezione di Muro Lucano]
 
     
     

Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Rondinone, non sono piaciute alla sezione di Muro lucano dei Democratici di sinistra. In un comunicato stampa, a firma della segreteria locale dei Ds, si sottolinea che “il mega impianto eolico di Muro Lucano è adiacente alla Zona di protezione speciale del Monte Paratiello come più volte ribadito anche nelle osservazioni che il Comitato per la Difesa dell’Appennino Lucano inviò a suo tempo all’ufficio Via (Valutazione impatto ambientale)”. È intollerabile per i Democratici di Sinistra di Muro Lucano (presenti con l’intera segreteria nel Comitato per la Difesa dell’Appennino Lucano) “che questo impianto, per il quale a suo tempo abbandonammo il governo di centro sinistra del paese, sia merce di scambio per gli equilibri politici regionali”. “Noi – aggiungono i Ds - non siamo pregiudizialmente contrari all’energia eolica. Noi chiediamo il rispetto delle regole e delle leggi, per cui questi impianti industriali vanno situati ove le normative in vigore lo consentono. Un governo regionale di centrosinistra non può delegare ai tribunali l’installazione degli impianti eolici sul territorio lucano, occorre invece una seria e chiara programmazione in merito agli aspetti energetici. I Democratici di Sinistra di Muro Lucano - che coinvolgeranno in questa battaglia tutto il partito - vigileranno sui prossimi comportamenti del gruppo regionale Ds e trarranno, sulla base di essi, le debite conseguenze”.

BOLOGNETTI (RNP) DICE NO ALL’EOLICO IN BASILICATA

Ribadisce il suo no all’energia eolica, Maurizio Bolognetti, coordinatore regionale della Rosa nel Pugno, che, in un comunicato stampa, invita la Giunta regionale di Basilicata a prendere provvedimenti per colmare “un vuoto legislativo che permette, tuttora, un inaccettabile Far-West energetico nel settore delle pale magiche e, in qualche caso, d’oro”. Bolognetti sottolinea che il suo no all’eolico “non è dettato da motivi ideologici o da fondamentalismo ambientalista, ma piuttosto da un’ attenta valutazione dei costi e dei benefici che lo stesso può apportare al nostro Paese e alla nostra regione in termini di resa, qualità e quantità di energia prodotta. L’Italia è, ahimè, un paese poco ventoso, e la resa energetica delle centrali eoliche resterà sempre risibile a fronte di un impatto ambientale e paesaggistico devastante”. Per “fugare dubbi su presunte posizioni ideologiche”, il rappresentante della Rnp elenca “alcune ragioni sull’opportunità di concedere ulteriori autorizzazioni ad impiantare centrali industriali eoliche in Lucania: le rinnovabili intermittenti adibite alla produzione di energia elettrica rivestono carattere complementare e, non potendo al momento superare il 3.3% della produzione di elettricità, non incideranno oltre l’1.1% di risparmio dei combustibili fossili utilizzati complessivamente dall’Italia; le centrali eoliche, per le gigantesche strutture che comportano e per la necessità di essere sistemate sulle cime dei monti e sui crinali più esposti,sono intrinsecamente non mitigabili, non inseribili e irrimediabilmente distruttive, in Italia, dei paesaggi più preziosi e più conservati; le rinnovabili vanno comunque e in ogni caso incentivate e realizzate, ma secondo la vocazione territoriale di ciascun paese, scartando quindi l’eolico che in Italia vede vento dimezzato(1950 ore su 8760 ore annue) rispetto al nord Europa, privilegiando biomasse e fotovoltaico per una industria italiana delle rinnovabili nel paese del sole, in vista dell’idrogeno; a fronte di un risibile risparmio di combustibili fossili pagheremmo un conto salatissimo in termini di danni inflitti al territorio. Nessuna ideologia dunque e nessun fondamentalismo – conclude Bolognetti - ma, come detto, una sana e seria analisi del rapporto costi-benefici”.


 
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