Le recenti dichiarazioni
dellassessore regionale allAmbiente, Giovanni Rondinone,
non sono piaciute alla sezione di Muro lucano dei Democratici
di sinistra. In un comunicato stampa, a firma della segreteria
locale dei Ds, si sottolinea che il mega impianto eolico
di Muro Lucano è adiacente alla Zona di protezione speciale
del Monte Paratiello come più volte ribadito anche nelle
osservazioni che il Comitato per la Difesa dellAppennino
Lucano inviò a suo tempo allufficio Via (Valutazione
impatto ambientale). È intollerabile per i Democratici
di Sinistra di Muro Lucano (presenti con lintera segreteria
nel Comitato per la Difesa dellAppennino Lucano) che
questo impianto, per il quale a suo tempo abbandonammo il governo
di centro sinistra del paese, sia merce di scambio per gli equilibri
politici regionali. Noi aggiungono i Ds -
non siamo pregiudizialmente contrari allenergia eolica.
Noi chiediamo il rispetto delle regole e delle leggi, per cui
questi impianti industriali vanno situati ove le normative in
vigore lo consentono. Un governo regionale di centrosinistra
non può delegare ai tribunali linstallazione degli
impianti eolici sul territorio lucano, occorre invece una seria
e chiara programmazione in merito agli aspetti energetici. I
Democratici di Sinistra di Muro Lucano - che coinvolgeranno
in questa battaglia tutto il partito - vigileranno sui prossimi
comportamenti del gruppo regionale Ds e trarranno, sulla base
di essi, le debite conseguenze.
BOLOGNETTI
(RNP) DICE NO ALLEOLICO IN BASILICATA
Ribadisce
il suo no allenergia eolica, Maurizio Bolognetti, coordinatore
regionale della Rosa nel Pugno, che, in un comunicato stampa,
invita la Giunta regionale di Basilicata a prendere provvedimenti
per colmare un vuoto legislativo che permette, tuttora,
un inaccettabile Far-West energetico nel settore delle pale
magiche e, in qualche caso, doro. Bolognetti sottolinea
che il suo no alleolico non è dettato da
motivi ideologici o da fondamentalismo ambientalista, ma piuttosto
da un attenta valutazione dei costi e dei benefici che
lo stesso può apportare al nostro Paese e alla nostra
regione in termini di resa, qualità e quantità
di energia prodotta. LItalia è, ahimè, un
paese poco ventoso, e la resa energetica delle centrali eoliche
resterà sempre risibile a fronte di un impatto ambientale
e paesaggistico devastante. Per fugare dubbi su
presunte posizioni ideologiche, il rappresentante della
Rnp elenca alcune ragioni sullopportunità
di concedere ulteriori autorizzazioni ad impiantare centrali
industriali eoliche in Lucania: le rinnovabili intermittenti
adibite alla produzione di energia elettrica rivestono carattere
complementare e, non potendo al momento superare il 3.3% della
produzione di elettricità, non incideranno oltre l1.1%
di risparmio dei combustibili fossili utilizzati complessivamente
dallItalia; le centrali eoliche, per le gigantesche strutture
che comportano e per la necessità di essere sistemate
sulle cime dei monti e sui crinali più esposti,sono intrinsecamente
non mitigabili, non inseribili e irrimediabilmente distruttive,
in Italia, dei paesaggi più preziosi e più conservati;
le rinnovabili vanno comunque e in ogni caso incentivate e realizzate,
ma secondo la vocazione territoriale di ciascun paese, scartando
quindi leolico che in Italia vede vento dimezzato(1950
ore su 8760 ore annue) rispetto al nord Europa, privilegiando
biomasse e fotovoltaico per una industria italiana delle rinnovabili
nel paese del sole, in vista dellidrogeno; a fronte di
un risibile risparmio di combustibili fossili pagheremmo un
conto salatissimo in termini di danni inflitti al territorio.
Nessuna ideologia dunque e nessun fondamentalismo conclude
Bolognetti - ma, come detto, una sana e seria analisi del rapporto
costi-benefici.