Questa
volta è il Consiglio di Stato che ha dato ragione alla
Società Wind Farm SrL interessata a realizzare il parco
eolico a Pietragalla (PZ) che ribalta la sentenzadel TAR Basilicata
avversa alla stessa società eolica. Questa sentenza del
Consiglio di Stato rimetterebbe in discussione la linea delle
regole imposta dalla Regione Basilicata, dopo oltre un anno di
battaglie mediatiche e legali da parte dei Comitati, dei cittadini
e di alcune forze politiche presenti nel Consiglio Regionale.
Questa sentenza riaprirebbe la questione dei dinieghi di autorizzazione
unica della Regione ai sensi della LR 9/2007 alle 9 società
che non demordono, intenzionate come sono a perseguire con tutti
i mezzi (leciti ed illeciti nonostante siano stati disposti dalle
autorità di polizia ben tre sequestri di campi eolici a
Tursi, Grottole e Campomaggiore)all'affare offerto dai
certificati verdi che stanno alimentando una spinta speculativa
senza precedenti. Si apprende intanto che anche
l'ENEL ha, di recente, ricorso al Consiglio di Stato contro il
diniego regionale di autorizzazione unica per l'impianto
eolico di Venosa-Barile (PZ). Si conferma pertanto come in presenza
del ghiotto affare, le società della lobby
dell'eolico selvaggio in Basilicata non vogliono mollare la presa.
Il nuovo PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale) che
la Società GSE per conto della Regione Basilicata sta predisponendo
rischia di essere pertanto già vecchio e superato dalle
sentenze imposte dai tribunali e dal Consiglio di Stato,
imponendo non solo la tipologia, la quantità degli impianti
e la loro ubicazione ma anche una deregolamentazione forzata che
rappresenta la principale causa della svendita e distruzione del
territorio regionale ed una grave mortificazione delle prerogative
del Consiglio Regionale di Basilicata, delegittimandone i compiti
di programmazione territoriale.
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