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[Data di pubblicazione: 07/01/2008]
 
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  > LA REGIONE BLOCCHI SUBITO L'IMPIANTO EOLICO DI CAMPOMAGGIORE (PZ)
> da WWF
 
     
     

Il WWF chiede alla Regione che venga definitivamente bloccato Centinaia di uccelli rari e protetti a rischio. Il WWF chiede alla Regione di bloccare definitivamente il progetto di realizzazione dell’ impianto eolico di Campomaggiore, attualmente posto sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato e all’attenzione della magistratura per le gravi difformità riscontrate nell’esecuzione dei lavori rispetto alle autorizzazioni rilasciate. Per il WWF l’impianto viola palesemente le normative italiane ed internazionali e mette a rischio la sopravvivenza di centinaia di uccelli appartenenti a specie protette. L’impianto infatti, costituito da n.8 torri eoliche da 0,85 MW, con torre da 55 m più 26 m di raggio pale, è circondato da tre siti classificati come Siti Importanza Comunitaria e come Zone di Protezione Speciale: “Bosco Cupolicchio”, “Dolomiti di Pietrapertosa” e “Foresta Gallipoli – Cognato”. A questi và aggiunta la presenza del Parco Regionale delle Dolomiti Lucane, anch’esso limitrofo alla zona interessata; l’area infine è all’interno dell’ IBA (Important Birds Area) 137 Dolomiti di Pietrapertosa, ove, ai sensi delle disposizioni comunitarie, pure corre l’obbligo di “....adottare misure idonee a prevenire l’inquinamento o il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli che abbiano conseguenze significative…”. “Proprio in questi giorni del resto è possibile osservare nell’area diverse decine di nibbi reali,” ha dichiarato Luigi Agresti, responsabile per il WWF Italia del progetto Ecoregione Mediterranea per il SUD, “che, provenienti dal Nord Europa, vengono a svernare nella nostra regione e che quest’anno, a causa delle particolari condizioni climatiche, sono ancora più numerosi. Già dal mese di febbraio inoltre numerose altre specie di uccelli sono presenti sul territorio come nidificanti o anche solo per cacciare come il Biancone, il Lanario, la cicogna nera, il nibbio bruno, che, come dimostra oramai abbondante letteratura scientifica, sarebbero sicuramente danneggiati dalla presenza dell’impianto eolico.”

Desta perciò molto stupore che l’Ufficio regionale di compatibilità ambientale con procedura di screening abbia superficialmente escluso l’impianto non solo dalla Valutazione di impatto ambientale ma anche dalla valutazione di incidenza che ai sensi della normativa comunitaria, regolamentata con il DPR 357/97 e successive modifiche ed integrazioni, richiede espressamente che le opere non connesse con la gestione del sito (SIC o ZPS ndr) e che possono avere incidenza su di esso, devono essere sottoposte a Valutazione di Incidenza (art. 6 Direttiva 92/43/CEE; art. 5 comma 3, 4 DPR 357/97 e smi), anche se collocate all’esterno del sito stesso. A maggior ragione considerando che l’area ricade in un IBA, ormai equiparata alle stesse ZPS per effetto di importanti sentenze della corte di giustizia europea. Tale studio è propedeutico a qualsiasi parere e solo dopo la sua acquisizione si può esprimere assenso o dissenso al progetto (art. 5 comma 8 DPR 357/97 e smi). In caso di possibile (quindi non certa, ma anche solo possibile) incidenza negativa sulle specie e/o gli habitat per i quali il sito è stato individuato, l’opera non può essere approvata, nel pieno rispetto del principio di precauzione e di prevenzione, nonché dell’obbligo di risultato sancito dalla Direttiva 92/43/CEE. Alla luce di quanto sopra si invita la Regione Basilicata, indipendentemente dall’iter in corso del procedimento penale, a revocare in autotutela le concessioni rilasciate, in quanto la violazione delle norme comunitarie in qualsiasi forma (mancata Valutazione di Incidenza, Valutazione di Incidenza difforme dall’Allegato G, approvazione delle opere pur con la possibilità di impatto negativo sui siti protetti ecc) può determinare la procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea e comportare ingenti multe a carico dell’ente responsabile della violazione; infatti, ai sensi dell’art. 1 comma 1217 della Finanziaria 2007, in caso di infrazione comunitaria, sono le regioni e/o gli enti locali a dover effettuare il pagamento previsto con relative conseguenze anche sugli aiuti economici comunitari. Il WWF infatti, pur di principio favorevole all’energia eolica in quanto funzionale al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto, ribadisce che nella realizzazione degli impianti non possono essere scavalcate le normative di tutela ambientali né essere arrecati danni alla biodiversità come nel caso in oggetto.


 
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