Il WWF chiede
alla Regione che venga definitivamente bloccato Centinaia di
uccelli rari e protetti a rischio. Il WWF chiede alla Regione
di bloccare definitivamente il progetto di realizzazione dell
impianto eolico di Campomaggiore, attualmente posto sotto sequestro
dal Corpo Forestale dello Stato e allattenzione della
magistratura per le gravi difformità riscontrate nellesecuzione
dei lavori rispetto alle autorizzazioni rilasciate. Per il WWF
limpianto viola palesemente le normative italiane ed internazionali
e mette a rischio la sopravvivenza di centinaia di uccelli appartenenti
a specie protette. Limpianto infatti, costituito da n.8
torri eoliche da 0,85 MW, con torre da 55 m più 26 m
di raggio pale, è circondato da tre siti classificati
come Siti Importanza Comunitaria e come Zone di Protezione Speciale:
Bosco Cupolicchio, Dolomiti di Pietrapertosa
e Foresta Gallipoli Cognato. A questi và
aggiunta la presenza del Parco Regionale delle Dolomiti Lucane,
anchesso limitrofo alla zona interessata; larea
infine è allinterno dell IBA (Important Birds
Area) 137 Dolomiti di Pietrapertosa, ove, ai sensi delle disposizioni
comunitarie, pure corre lobbligo di ....adottare
misure idonee a prevenire linquinamento o il deterioramento
degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli
che abbiano conseguenze significative
. Proprio
in questi giorni del resto è possibile osservare nellarea
diverse decine di nibbi reali, ha dichiarato Luigi Agresti,
responsabile per il WWF Italia del progetto Ecoregione Mediterranea
per il SUD, che, provenienti dal Nord Europa, vengono
a svernare nella nostra regione e che questanno, a causa
delle particolari condizioni climatiche, sono ancora più
numerosi. Già dal mese di febbraio inoltre numerose altre
specie di uccelli sono presenti sul territorio come nidificanti
o anche solo per cacciare come il Biancone, il Lanario, la cicogna
nera, il nibbio bruno, che, come dimostra oramai abbondante
letteratura scientifica, sarebbero sicuramente danneggiati dalla
presenza dellimpianto eolico.
Desta perciò molto stupore che lUfficio regionale
di compatibilità ambientale con procedura di screening
abbia superficialmente escluso limpianto non solo dalla
Valutazione di impatto ambientale ma anche dalla valutazione
di incidenza che ai sensi della normativa comunitaria, regolamentata
con il DPR 357/97 e successive modifiche ed integrazioni, richiede
espressamente che le opere non connesse con la gestione del
sito (SIC o ZPS ndr) e che possono avere incidenza su di esso,
devono essere sottoposte a Valutazione di Incidenza (art. 6
Direttiva 92/43/CEE; art. 5 comma 3, 4 DPR 357/97 e smi), anche
se collocate allesterno del sito stesso. A maggior ragione
considerando che larea ricade in un IBA, ormai equiparata
alle stesse ZPS per effetto di importanti sentenze della corte
di giustizia europea. Tale studio è propedeutico a qualsiasi
parere e solo dopo la sua acquisizione si può esprimere
assenso o dissenso al progetto (art. 5 comma 8 DPR 357/97 e
smi). In caso di possibile (quindi non certa, ma anche solo
possibile) incidenza negativa sulle specie e/o gli habitat per
i quali il sito è stato individuato, lopera non
può essere approvata, nel pieno rispetto del principio
di precauzione e di prevenzione, nonché dellobbligo
di risultato sancito dalla Direttiva 92/43/CEE. Alla luce di
quanto sopra si invita la Regione Basilicata, indipendentemente
dalliter in corso del procedimento penale, a revocare
in autotutela le concessioni rilasciate, in quanto la violazione
delle norme comunitarie in qualsiasi forma (mancata Valutazione
di Incidenza, Valutazione di Incidenza difforme dallAllegato
G, approvazione delle opere pur con la possibilità di
impatto negativo sui siti protetti ecc) può determinare
la procedura di infrazione da parte dellUnione Europea
e comportare ingenti multe a carico dellente responsabile
della violazione; infatti, ai sensi dellart. 1 comma 1217
della Finanziaria 2007, in caso di infrazione comunitaria, sono
le regioni e/o gli enti locali a dover effettuare il pagamento
previsto con relative conseguenze anche sugli aiuti economici
comunitari. Il WWF infatti, pur di principio favorevole allenergia
eolica in quanto funzionale al raggiungimento degli obiettivi
del protocollo di Kyoto, ribadisce che nella realizzazione degli
impianti non possono essere scavalcate le normative di tutela
ambientali né essere arrecati danni alla biodiversità
come nel caso in oggetto.