Qualche anno fa,
in nome di una presunta e solo presunta campagna di prevenzione
degli incidenti stradali, i Comuni in ristrettezze di bilancio
si dotarono di apparecchi Autovelox con i quali tartassarono,
spesso violando norne del Codice della Strada, gli ignari utenti
delle strade vittime di autentici agguati; Comuni
che parimenti non elevavano alcun tipo di contravvenzione per
guida senza cintura o guida senza casco o che non adottavano
misure preventive relativamente alla messa in sicurezza di alcuni
tratti di strade. A distanza di qualche anno, e dopo molte sentenze
di annullamento e di illeggitimità nelluso di tale
strumento, molti Comuni si sono riscoperti un animo ambientalista
rincorrendo la miriade di società per linstallazione
di impianti eolici. Ma questi stessi Comuni e, di conseguenza,
i loro amministratori nulla hanno posto in essere per il contenimento
degli sprechi e per lefficienza energetica, sia termica
che elettrica, negli edifici di loro proprietà disapplicando
spesso le Normative vigenti.
Ecco assistere allo scandaloso proliferare di impianti eolici
in ogni dove, anche in violazione delle Norme regionali in materia
come Parchi Nazionali del Pollino e della Sila, Siti di interesse
comunitario (SIC) come Fare Verde ha più volte evidenziato
e denunciato agli organi competenti senza ad oggi aver ricevuto
risposte concrete e convincenti. Questi impianti sorgono non
in aree industriali appositamente individuate bensì in
aree rurali, abitate e soggette a coltivazione, o in prossimità
di centri abitati. In Toscana iniziano le lamentele di cittadini
che non riescono più a vivere per il rumore continuo
e fastidioso che sono costretti a subire ad ogni ora del giorno
e della notte in cui gli impianti eolici sono in funzione. Altra
anomalia, come evidenziato da sentenze del TAR Toscana, è
il ricorso alla Dichiarazione di pubblica utilità
di unopera interamente privata che gode di finanziamenti
pubblici o lesclusione dalla procedura di Valutazione
di Impatto Ambientale (VIA) come accade per la stragrande maggioranza
degli impianti approvati in Calabria. Ecco che, al momento,
risultano essere realizzati e/o con parere ambientale positivo
oltre 600 (seicento) pali eolici industriali (dati aggiornati
al 3 agosto 2006, su fonte Regione Calabria). Non si è
tenuto conto dellimpatto sinergico degli impianti funzionanti,
approvati e proposti, anche in considerazione del fatto che
nei territori di confine tra comuni, analoghe dinamiche di diffusione
delleolico sul territorio hanno finito per determinare
una colonizzazione eolica dellintera dorsale senza soluzione
di continuità e spesso per decine e decine di chilometri.
E rilevante lassenza di una pianificazione e programmazione
su area vasta malgrado il fenomeno investa migliaia di ettari
di estensione complessiva, soprattutto di territorio montano.
Si autorizzano campi eolici senza aver operato distinzioni tra
eolico di grande e piccola taglia. Il rischio è pertanto
quello di saturare, sperperando i relativi investimenti previsti
con la sola energia eolica, la quota di energia producibile
attraverso le cosiddette fonti alternative, precludendo in questo
modo ogni possibile sviluppo, anche sperimentale, di altre fonti
rinnovabili tra le quali lenergia solare primaria
rappresentata soprattutto dallenergia fotovoltaica e da
quella termodinamica; certamente più redditizie sotto
laspetto ambientale e di produzione energetica (vedasi
la notevole diffusione di tali sistemi produttivi in Germani
ed in altri paesi del Nord Italia e dEuropa).
Va evidenziato che questultima fonte di energia, potenzialmente
disponibile in enormi quantità, specialmente al sud dove
lirraggiamento solare copre archi di disponibilità
superiori alle 12 ore nella giornata, potrebbe essere prodotta
individualmente ed in prossimità di aree industrializzate,
con il duplice vantaggio di azzerare limpatto sullambiente
naturale pioichè collocabile sui tetti degli edifici
già esistenti ed abbreviare i tracciati di collegamento
alla rete primaria di trasporto elettrico, con ulteriori benefici
derivanti dalla minore dissipazione di energia lungo le linee
elettriche. Consentire una tale massiccia infrastrutturazione
eolica significa introdurre un elemento estraneo che stride
con i più importanti valori di identità del territorio
calabrese e finisce per alterarli in modo irreversibile. Significa,
ancora, rovinare radicalmente il paesaggio, la naturalità
dei Parchi (Parco del Pollino, Parco della Sila, Parco dellAspromonte,
ecc.), finanziati tra laltro con risorse pubbliche. Vuol
dire anche, come ampiamente dimostrato, deprimere il valore
immobiliare dei terreni e dei centri storici e, insieme, inibire
le potenzialità future di sviluppo locale delle piccole
imprese basate sulle peculiarità del territorio, sul
turismo, sullagriturimo, sullagricoltura, sullallevamento
di qualità. Pur di creare tali parchi eolici, in Calabria
si assiste alla sistematica violazione di regolamenti regionali
e la loro installazione in aree allinterno di Parchi Nazionali
o aree a Protezione Speciali (ZPS) o di particolare interesse
per la biodiversità o il paesaggio (SIC).