LINK
 
APPELLO
 
  > Home
> Eolico
> Speciale Moratoria
  > RICHIESTA DI MORATORIA PER L'EOLICO  
     
     

 

La richiesta di legge moratoria per l'eolico è stata consegnata ufficialmente a tutti i Consiglieri Regionali della Basilicata e sono in corso contatti diretti per la predisposizione del relativo Disegno di Legge Regionale. Prossimamente informeremo gli aderenti all'iniziativa su tutti gli sviluppi della stessa. Chi fosse interessato ad intervenire sostenendo l'iniziativa presso singoli Consiglieri Regionali può comunicarlo per coordinare l'iniziativa che ci auguriamo che entro maggio possa condurre all'approvazione, da parte del Consiglio Regionale della Basillicata, dell'importante legge per ristabirile le regole oggi inesistenti e per poter definire i passaggi successivi.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) che si pone come Coordinamento territoriale di Associazioni, Comitati e Movimenti sottoscrittori della presente richiesta di moratoria dell’eolico in Basilicata indirizzata al Consiglio Regionale della Basilicata ed alla Giunta Regionale della Regione Basilicata

PREMETTE CHE

1) al mese di Aprile 2006 sono funzionanti in Basilicata 8 campi eolici (4 in provincia di Potenza e 3 in provincia di Matera), per un totale di 192 torri eoliche installate ed una potenza complessiva nominale di 195,95 Mw ( Tabella A). Potenza già oggi eccedente le previsioni del Piano energetico Regionale della Basilicata per la sola fonte eolica, superando il valore prefissato pari a 108 Mw di potenza eolica nominale dal P.E.R. al 2010 (Piano Energetico Regionale, Volume III , capitolo II pagine 8360-8361).

Di questi 8 progetti:

solo 2 sono stati assoggettati alla disciplina regionale di Valutazione di Impatto Ambientale (L.R. n.47/98);
6 hanno ricevuto direttamente nel periodo 1999-2002 una valutazione positiva dello screening ambientale, senza quindi essere assoggettati a VIA;
nessun impianto ha ricevuto valutazione di screening negativa.

2) a questi vanno aggiunti i 6 impianti non ancora installati ma che hanno già ricevuto il parere V.I.A. positivo alla data del 4 aprile 2006 ( Tabella B / 5 in provincia di Potenza ed 1 in provincia di Matera), e pertanto si raggiungerà nel breve periodo:

una potenza nominale installata relativa all’eolico in Basilicata pari a 475,1 Mw. Valore questo ben 4 volte e mezzo superiore alla potenza nominale prevista dal PER Regionale al 2010 per la sola fonte eolica;
419 sarebbero le torri eoliche nel breve periodo;
14 sarebbero gli impianti dislocati in 18 comuni alcuni dei quali con più campi eolici insistenti sul proprio territorio comunale.

3) Sono state formalizzate altre 15 richieste per la realizzazione di campi eolici in 18 comuni (16 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera) che con screening effettuato sono in attesa di parere del CTRA (Comitato Tecnico Regionale Ambiente) propedeutico al rilascio del parere di compatibilità ambientale con successiva approvazione del progetto ai sensi del D.lgs 387/2003 ( Tabella C).

4) In caso di completo accoglimento di tutte le richieste avanzate il trend di sviluppo futuro dell’eolico in Basilicata sarebbe nel medio periodo composto da:

29 i campi eolici (di cui 8 già funzionanti);
975 Mw di potenza nominale complessiva impiegata (di cui 195,95 Mw già in esercizio);
856 torri eoliche (di cui oggi in funzione 192);
30 comuni interessati (5 in provincia di Matera e 25 in provincia di Potenza). Di questi 4 hanno più di un campo eolico insistente sul proprio territorio;
20 società eoliche coinvolte, in gran parte affiliazioni di multinazionali del settore operanti in Europa ed in Italia;
una potenza nominale impegnata di oltre 9 volte superiore di quella prevista al 2010 nel Piano Energetico Regionale per questa fonte di energia;
Wind Farm di grossa taglia (generatori eolici con potenza compresa tra 0,8 e 2 Mw ciascuno) con torri eoliche alte fino a diverse decine o centinaia di metri e con concentrazioni medie per impianto pari a 40-50 torri eoliche;
una infrastrutturazione eolica superiore di oltre 3 volte il fabbisogno di energia da produrre in Basilicata che, considerando tutte le fonti di produzione elettrica, è stata stimata al 2010 dal Piano Energetico Regionale in 350 Mw;
Impianti con giudizi di compatibilità ambientale positivi in cui non si è tenuto conto in modo adeguato della tutela dell’ambiente e del paesaggio, di salvaguardia delle aree che presentano particolare fragilità dal lato geologico ed idrogeologico in relazione agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti.

4) Allo stato attuale la Regione Basilicata ha deliberato solo un giudizio negativo di compatibilità ambientale ai sensi della L.R. 47/98 motivandolo con la “incompatibilità con l’atto d’indirizzo teso al corretto inserimento nel paesaggio degli impianti eolici” di cui le Deliberazioni della Giunta Regionale della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004… e per l’elevato impatto percettivo e paesaggistico” dell’impianto eolico (Delibera G.R. Basilicata n.2222/2005) dando altresì parere positivo per altri impianti eolici che, pur trovandosi nelle medesime condizioni, sono stati considerati rispondenti all’Atto d’Indirizzo regionale.

5) Non si è tenuto conto dell’impatto sinergico degli impianti funzionanti, approvati e proposti, anche in considerazione del fatto che nei territori di confine tra comuni e/o regioni, analoghe dinamiche di diffusione dell’eolico sul territorio hanno finito per determinare una colonizzazione eolica dell’intera dorsale appenninica senza soluzione di continuità e spesso per decine e decine di chilometri. E’ rilevante l’assenza di una pianificazione e programmazione su area vasta malgrado il fenomeno investa migliaia di ettari di estensione complessiva, soprattutto di territorio montano.

6) Si autorizzano campi eolici senza prendere in debita considerazione gli aspetti previsionali e programmatici del Piano Energetico Regionale, sia rispetto alla diversificazione delle fonti alternative (eolico, solare, biomasse, etc) sia in relazione ai rapporti tra la quota di energia prodotta con tali fonti e quella prodotta o producibile con fonti convenzionali. Inoltre non si sono operate distinzioni tra eolico di grande e piccola taglia. Il rischio è pertanto quello di saturare con la sola energia eolica la quota di energia producibile attraverso le cosiddette fonti alternative, precludendo in questo modo ogni possibile sviluppo, anche sperimentale, di altre fonti rinnovabili tra le quali l’energia solare “primaria” rappresentata soprattutto dall’energia fotovoltaica e da quella termodinamica. Va evidenziato che tale fonte di energia, potenzialmente disponibile in enormi quantità, specialmente al sud, potrebbe essere prodotta individualmente ed in prossimità di aree industrializzate, con il duplice vantaggio di azzerare l’impatto sull’ambiente naturale ed abbreviare i tracciati di collegamento alla rete primaria di trasporto elettrico, con ulteriori benefici derivanti dalla minore dissipazione di energia lungo le linee elettriche. 6) La previsione del P.E.R. della Basilicata, più volte richiamato a conforto della scelta eolica sulle rinnovabili in Basilicata, è già oggetto purtroppo di alcune deroghe riferite ad esempio all’utilizzo del CDR (Combustibili Derivato da Rifiuti) in impianti di termovalorizzazione tra cui le centrali a biomasse (delibera G.R. della Basilicata n.2208 del 4.11.2005). Lo stesso P.E.R andrebbe dunque sottoposto a valutazioni di carattere ambientale e strategiche secondo i dettami delle vigenti Direttive Comunitarie che chiedono ad esempio, la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e la V.I. (Valutazione d’Incidenza) al fine di garantire la coerenza fra i parametri complessivi da esso espressi e gli interessi sociali ed economici degli abitanti, le linee guida ambientali e gli altri strumenti di pianificazione e di sviluppo esistenti su scala regionale. Inoltre andrebbe considerato l’aspetto non secondario degli impatti dei grandi impianti di grande scala rispetto a quello certamente meno impattante dei piccoli impianti su scala individuale/familiare o per singola unità produttiva.

7) Campi eolici sono stati autorizzati anche nei siti interessati dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi della Val d’Agri e delle Valli del Sauro e Camastra già sedi del più grande giacimento di idrocarburi liquidi e gassosi dell’Europa continentale con decine di impianti petroliferi, oleodotti strade etc, che ubicati in zone montuose costituiscono un danno agli ecosistema dell’Appennino, oltre che a determinare dubbi sull’efficienza energetica degli impianti che si troverebbero a impattare con i criteri di rugosità del territorio (presenza di monti, boschi, centri abitati). Tali impianti sommati a quelli previsti dall’eolico determinerebbero una densità di infrastrutturazione industriale ed opere connesse insostenibili in aree montuose ed aree protette dell’Appennino meridionale ingenerando una palese commistione tra fonti energetiche diametralmente opposte di energia con grave pregiudizio in termini di svalutazione delle risorse ambientali ed energetiche.

8) Consentire una tale massiccia infrastrutturazione eolica significa introdurre un elemento estraneo che stride con i più importanti valori di identità del territorio lucano e finisce per alterarli in modo irreversibile. Significa in molti casi distruggere intere e rare comunità di uccelli rapaci. Significa, ancora, rovinare radicalmente il paesaggio, la naturalità dei Parchi, delle aree protette, dei parchi letterari di Isabella Morra e Carlo Levi finanziati tra l’altro con risorse pubbliche. Vuol dire anche, come ampiamente dimostrato, deprimere il valore immobiliare dei terreni e dei centri storici e, insieme, inibire le potenzialità future di sviluppo locale delle piccole imprese basate sulle peculiarità del territorio, sul turismo, sull’agriturimo, sull’agricoltura, sull’allevamento di qualità, sulla silvicoltura. Significa innescare processi di conflittualità, anche legali, tra pochi che traggono vantaggi economici e i tanti che dal territorio non potranno più trarre reddito dignitoso.

9) Le mastodontiche centrali eoliche proposte a Latronico e Carbone, nel Parco Nazionale del Pollino a ridosso di 4 SIC/ZPS, a Craco e Aliano nel Parco Letterario, sul Monte Paratiello a Muro Lucano a ridosso di una ZPS, quelle di Tursi-Colobraro a ridosso dei parchi letterari Carlo Levi ed Isabella Morra e le tante e tante altre che si aggiungeranno andranno, senza ombra di dubbio, a determinare uno scempio perenne al volto più bello e significativo della Lucania.

CONSIDERA CHE

L'energia eolica è una fonte rinnovabile, ma l’assenza di zone fortemente ventose presenti in poche aree geografiche italiane, rende poco conveniente la realizzazione di Wind Farm capaci però di stravolgere interi paesaggi naturali ed infliggere seri danni all'avifauna;

le centrali eoliche sono strutture industriali con una invadenza paesaggistica e ambientale intrinsecamente non mitigabile, soprattutto se si considerano le grandi dimensioni di buona parte degli impianti e che, le aree di localizzazione per le installazioni corrispondono ai crinali e cime montuose dell’Appennino Lucano visibili anche a centinaia di chilometri di distanza;

la situazione analizzata in premessa, per quanto grave, non rappresenta altro che la “punta di un iceberg” di una lunga serie di nuove istanze miranti a localizzare centinaia di altri aereogeneratori su territori di altri comuni della Lucania, attirati dalla lusinga di un facile introito finanziario;

la localizzazione indiscriminata di tali impianti sta ingenerando una serie di conflitti anche di tipo legale su scala sovra comunale tra cittadini e società/Regione/Comuni, tra società e Regione e comuni e ancora, tra le stesse società che hanno prodotto e producono istanze innanzi ai TAR (Tribunali Amministrativi Regionali);

a seguito di una di queste istanze prodotta contro la Regione Basilicata dalla DE.DI srl di Caserta del Gruppo multinazionale Endesa (wind Farm di Latronico-Carbone nel P.N. del Pollino) il TAR della Campania – sezione di Napoli con una propria ordinanza (n.1880/2005) ha sospeso “l’atto d’indirizzo teso al corretto inserimento degli impianti eolici sul territorio” di cui le Deliberazioni della Giunta Regionale della Basilicata n.1138/2002 e 2920/2004 facendo mancare l’unica normativa regionale esistente a tutela dei valori dell’Appennino Lucano, delle aree protette e di quelle di valore paesaggistico ed archeologico, dall’impatto negativo di tali impianti;

Nelle more dell’esito della controversia tra Regione e società DE.DI innanzi al Consiglio di Stato, si è attualmente in assenza di una normativa adeguata in materia di eolico, ma nel contempo si procede ad autorizzare singoli impianti senza tener conto del loro effetto cumulativo e della loro congruenza rispetto alle previsioni del Piano Energetico Regionale o altri Piani territoriali, sovra-comunali e comunali.

Diversi impianti usufruiscono ed usufruiranno dei contributi di leggi nazionali, quali ad esempio quelli della 488/92, senza che ci sia come corrispettivo un significativo incremento occupazionale. Per contro l’arrivo di potenti soggetti finanziari, che assoggettano parti consistenti e significative di territorio lucano, si configura come una palese forma di colonizzazione capace di trasformare estese aree di grande valenza ambientale e paesaggistica o fragili dal punto di vista idro-geologico, in territori “a perdere”. Per molti comuni in difficoltà economica, l’evento si riduce ad una sorta di “svendita” del territorio in cambio di corrispettivi economici pagati dalle società.

Il territorio lucano e, in particolare quello dell’Appennino, rappresenta una importante area di transito per l’avifauna, in special modo per quella migratoria. La bibliografia e le esperienze in materia attestano i gravi impatti negativi, sia diretti (collisioni) che indiretti (sottrazione di habitat naturali e semi naturali) sulle popolazioni di uccelli in particolare su quelle specie rare e minacciate di estinzione.

Si disattendono, tra l’altro, gli obblighi previsti dalla recente “Convenzione degli Appennini” sottoscritta anche dalla Regione Basilicata, Ministero dell’Ambiente, e della Tutela del Territorio, ANCI, UPI, UNCEM, Federparchi e Legambiente (recepita con delibera G.R. Basilicata n. 222 del 21.2.2006) che obbliga le parti contraenti, in coerenza con i principi di tutela degli ambiti naturali, di prevenzione dei rischi ambientali e di responsabilità per gli effetti prodotti, a perseguire “ una politica di conservazione della catena appenninica e degli ambiti naturali territorialmente collegati con essa, con adeguate misure” rivolte a garantire la conservazione di tutti gli aspetti connessi alla tutela del patrimonio ambientale, faunistico, naturalistico e paesaggistico.

Per contro le normative atte ad agevolare e favorire le autorizzazioni di centrali eoliche sono oggi schiaccianti. Nel corso della scorsa legislatura, la Giunta Regionale della Basilicata, con Deliberazione n.2928 del 13.12.2004 postulava in tal senso l’approvazione di una legge per le “procedure per il rilascio dell’autorizzazione unica regionale, relativa agli impianti eolici, di cui all’art.12 del D.lgs 29.12.2003, n.387”. Per fortuna la mancata approvazione, a fine della scorsa legislatura regionale, ha scongiurato una ulteriore deregulation del fenomeno con tutte le conseguenze che questo avrebbe comportato sul piano della gestione sostenibile del territorio e sugli stravolgimenti urbanistici introdotti dallo stesso.

Numerose organizzazioni di categoria, a carattere ambientale, culturale, turistico e professionale nonché comitati di cittadini hanno manifestato, in più occasioni ed a vari livelli, forti preoccupazioni sulle modalità di diffusione delle centrali eoliche che, tra l’altro, a livello nazionale e internazionale negli ultimi tempi sono oggetto di approfondite riflessioni

RITIENE CHE

opportuno una fase di riflessione e confronto tra Regione Basilicata e gli Enti Locali (Province e Comuni) deputati al corretto governo del territorio e, tra questi, e gli altri soggetti socialmente ed economicamente interessati, allo scopo di non compromettere ulteriormente ed in via definitiva i valori specifici del territorio lucano e, altresì, di affrontare la definizione delle problematiche enunciate.

LE SCRIVENTI ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI CHIEDONO

Al Consiglio e alla Giunta della Regione Basilicata di voler adottare con urgenza, sulla scorta di quanto già adottato in Puglia e Sardegna, un provvedimento normativo e/o legislativo che determini una immediata MORATORIA di tutti gli iter procedurali messi in essere per la individuazione, approvazione e realizzazione delle centrali eoliche. Tanto nell’attesa di una pianificazione e programmazione energetica complessiva, che può derivare solo da un serio Piano Energetico Regionale e dalla preventiva emanazione di un nuovo Atto di indirizzo per il corretto inserimento dell’eolico sul territorio sia a livello nazionale che regionale;

di avviare un percorso di confronto tra la Regione Basilicata e le componenti Associative e dei Comitati dei Cittadini titolari dei vari interessi collettivi e/o di categoria, affinché attraverso la realizzazione di conferenze programmatiche ed una loro partecipazione attiva agli studi propedeutici, si giunga alla redazione ed approvazione condivisa del nuovo Piano Energetico Regionale.

EVIDENZIANO

come la mancata adozione dei provvedimenti richiesti condannerà la Basilicata ad una diffusione selvaggia ed inarrestabile di centrali eoliche sull’intera catena appenninica lucana, con la perdita definitiva ed irreversibile dell’identità regionale e delle caratteristiche peculiari del suo territorio.

LETTO E SOTTOSCRITTO - per conto della OLA [Organizzazione Lucana Ambientalista],
che se ne fa portavoce, coordinatrice e promotrice - da:


Comitato di Difesa dell'Appennino Lucano
CNP Comitato Nazionale per il Paesaggio
Assoturismo-Confesercenti Basilicata
Accademia Kronos (Sede Nazionale)
Accademia Kronos Basilicata
Associazione trekking Falco Naumanni Matera
LIPU Basilicata
AIGAE (Associazione Guide Ambientali ed Escursionistiche) Basilicata
MAP NST Movimento Ambientalista Pacifista No Scorie Trisaia
Italia Nostra Potenza
Italia Nostra Matera
Italia Nostra (Sede Nazionale)
CoSa Comitato Salute Ambiente Pollino
Comitato Lucano Per il Controllo delle Scelte Energetiche
Movimento Azzurro (Sede Nazionale)
Movimento Azzurro Basilicata
ALTURA Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti (Sede Nazionale)

NIMER Nuova Identità Meridionale
LAC Lega Abolizione Caccia
Comitato di Tutela Monte Vulture-Valle di Vitalba
Rete dei Lavoratori Lucani

[Le Adesioni al presente Documento sono in continuo aggiornamento]


 
O.L.A. ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA - ola@olambientalista.it