Home » Nucleare - 5 novembre 2010

Esondazione del Sinni e rischio nucleare in Basilicata

E’ bastato un evento autunnale affinché il fiume Sinni esondasse coprendo i frutteti di Caramola e la futura (sulle carte) area industriale di Rotondella sul lato destro della traversa Sinni. Non è certo la prima volta! Nei periodi di piena la diga di Senise è aperta per far defluire l’acqua in eccesso e già in queste occasioni di semplice manutenzione la storia si ripete e i danni si rinnovano.  Sistemazioni idrauliche e distruzione della natura dei fiumi a parte, è bene ricordare che a valle della diga di Montecotugno, proprio sulla riva del fiume Sinni, esiste  un centro nucleare dove sono custoditi rifiuti di terza categoria e le ormai famose barre di combustibile di Elk River. In caso di  tracimazione della diga di Montecotugno e di  un evento catastrofico nei piani di emergenza  dighe, è previsto l’allontamento delle persone, mentre  non è logicamente possibile portare via i rifiuti nucleari. Ricordiamo che nessun impianto nucleare al mondo è protetto dall’immersione di acqua ed è il motivo in più per cui, nel mondo, nessuno costruisce depositi nucleari a valle di dighe.

La stessa Sogin nella procedura di Via presentata al ministero dell’ambiente per la realizzazione della linea icfp e del megacapanone D3 per i rifiuti ad alta attività, non ha trattato esaurientemente l’argomento sul pericolo della diga a monte dell’impianto, ma si è limitata  a dire che il centro si trova elevato di circa 15 metri dal livello fiume Sinni, per cui si escludevano eventuali inondazioni. Lungi da evocare eventi nefasti, abbiamo sempre chiesto alle istituzioni studi approfonditi sulla pericolosità della diga in terra battuta più grande d’Europa alle spalle di un centro nucleare. Sarebbe, pertanto, auspicabile di non prevedere ulteriori depositi “provvisori/definitivi” per i prossimi 50 anni, restituendo i futuri liquidi ad alta attività solidificati e il combustibile  di Elk River ai legittimi proprietari americani. Stesso discorso per l’area industriale di Rotondella, non realizzabile nell’area golenale del fiume Sinni per questioni di sicurezza, ma tranquillamente realizzabile nell’area Enea , così come No Scorie Trisaia ha proposto nelle osservazioni al regolamento urbanistico del comune di Rotondella.

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