Viggiano, le fughe di idrogeno solforato sono una costante
Le fughe di idrogeno solforato sono una costante di Viggiano. Quello che dovrebbe essere un evento eccezionale, è invece storia di tutti i giorni. L’ultimo regalo di Natale e’ stato fra il 25 e il 26 Dicembre dall’1:30 alle 2:30 di notte, quando il paese e’ stato investito da una nuova nube tossica di idrogeno solforato. Come riporta la OLA e anche la Gazzetta del Mezzogiorno, la gente si e’ dovuta chiudere in casa a causa della forte puzza di uova marce, odore tipico dell’H2S, gas notoriamente dannoso alla salute umana. L’Eni dice che si tratta di una anomalia di funzionamento e che quindi NON E’ TENUTA A COMUNICARE NIENTE e non deve scattare nessun piano di emergenza.
L’ente destianato ai controlli, l’Arpab, con a capo l’Ingegner Raffaele Vita, non dice niente sull’H2S sprigionato. Non dice che il responsabile di tutto cio’ e’ l’ENI. Dicono solo che alle 5 del mattino il benzene era arrivato a 19 microgrammi per metro cubo, quando il limite di legge e’ 5 microgrammi per metro cubo. Ma secondo loro, questo non e’ preoccupante dal punto di vista normativo. Chissa’ che li mettono a fare i limiti se quando li si sfonda, quattro volte tanto, secondo l’Arpab non e’ preoccupante. Di H2S non si parla, e grazie – secondo i residenti, l’H2S non viene monitorato dal 3 dicembre! (vedi dati Agrobios)
L’Arpab e’ l’Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente in Basilicata e sarebbe tenuta come dice il nome, a proteggere l’ambiente e chi in quell’ambiente vive. Sul loro sito non c’e’ nemmeno una parola di cosa questi veleni siano, cosa fanno, perche’ si devono monitorare. Se uno volesse sapere cosa sia l’idrogeno solforato o il benzene, un cangerogeno provato, non sara’ certo l’Arpab a spiegarglielo. Sul loro sito non c’e’ nemmeno una parola di condanna verso l’ENI, non c’e’ nemmeno la richiesta di maggiori approfondimenti da parte di un ente pubblico che in teoria dovrebbe tutelare la gente e non minimizzare le continue fughe di H2S da parte dell’ENI e di chissà quanti altri veleni. Tutta questa leggerezza e’ criminale, perchè si tratta di veleni che giorno dopo giorno si accumulano nei corpi della gente, e dai quali, un giorno, non ci sara’ scampo.
Raffaele Vita, lei e’ li per proteggere i lucani, e non l’ENI. Da lei ci si aspetta un maggior coinvolgimento con il popolo, lo stare dalla parte della gente, il prendere le decisioni con in mente il principio di precauzione, l’esigere che si faccia chiarezza su ogni singolo evento come questo, una comunicazione capillare con i lucani, l’esigere che l’ENI sia tenuta responsabile per i veleni che diffonde nell’atmosfera. Devono esserci conseguenze monetarie, legali se possibile, di modo che ENI e compari siano piu’ prudenti e adottino misure di abbattimento fumi migliori, spendendo soldi per la sicurezza della gente.
Non è accettabile scrivere che il benzene emesso era 19, il limite legale e’ 5, e quindi non ci sono preoccupazioni. Non è proprio accettabile questo, sa? E che l’abbia scritto lei o un suo dipendente non cambia niente. Lei e’ il capo, e il capo ha sempre l’onore e la responsabilità finale, nel bene e nel male. La Basilicata merita di meglio di tutto ciò. [Articolo di Maria Rita D'Orsogna]










Abito intorno al centro olio di Viggiano. Non so se in paese é arrivata la puzza. Dove abito la puzza era forte. Fin quando dobbiamo sopportare tutto questo?
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