Geogastock: il sindaco Di Trani non ha firmato il comunicato
[ di Enzo Palazzo*]Primo firmatario di un comunicato stampa congiunto con altri sindaci? “mai io non ne so nulla”. Il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, in merito al comunicato stampa emesso dai suoi colleghi di Salandra e Ferrandina sulla questione del deposito di stoccaggio di gas che la società italo-russa, Geogastock, intende realizzare nei pozzi esausti della concessione Cugno le Macine. Una “sacca” di gas, non del tutto svuotata, nel territorio dei tre comuni, oggetto di una lunga polemica che vede divisi i politici sull’entità delle compensazioni da riversare al territorio”in cambio di elemosine ed agitando il ricatto occupazionale”, in una regione che forse “ha bisogno di politiche economiche diverse, visto che dopo venti anni di petrolio resta la più povera d’Italia” (dati Istat).
Il comunicato stampa firmato da Giuseppe Soranno, sindaco di Salandra e da Saverio D’Amelio, sindaco di Ferrandina, con l’inconsapevole Di Trani, é una difesa d’ufficio delle “posizioni di Vito De Filippo e Vincenzo Viti” favorevoli alla firma del “decreto Geogastock” e una presa di distanze dalle posizioni di Vincenzo Santochirico e Vincenzo Folino che vorrebbero delle royalties pattuite e una maggiore attenzione ambientale.
Il progetto prevede la realizzazione di una centrale di compressione del gas che “inietterà” gas di vari proprietari nelle viscere del sottosuolo, fino a 1500 m. di profondità, per tirarlo fuori a seconda della convenienza di mercato. Il flusso di gas da “movimentare” é di 800 milioni di metri cubi, ad un prezzo di stoccaggio che si dovrebbe aggirare intorno ai 20 centesimi per mc., per un giro complessivo annuo di circa 150 milioni di euro, più circa i 200 milioni di euro del costo della centrale di compressione da realizzare. La Geogastock sarà solo il gestore dello stoccaggio, anche se sarà da capire come regolarsi se un domani arriverà gas gestito dal magnate russo, secondo produttore di gas in Russia, Viktor Feliksovick Vekselberg, che attraverso la russa Renova controlla la Avelar Energy Group e di conseguenza controlla la Geogastock. A fronte del movimento economico dello stoccaggio in Val Basento, i numeri della ricaduta occupazionale, una ventina di addetti locali (i tecnici saranno tutti esterni) sembrano irrisori “come irrisoria – dice il sindaco Vito Di Trani – é l’una tantum di royalties pattuita”.[*Enzo Palazzo -La Gazzetta del Mezzogiorno 24/7/2011]










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