Home » Acqua - 21 ottobre 2010

Scalata alla Gaudianello: dopo Coca Cola e San Benedetto spunta il Gruppo Norda

Dopo la San Benedetto a Viggianello nel Parco Nazionale del Pollino intenzionata allo sfruttamento delle sorgenti del Mercure, anche il Gruppo Norda è in trattativa per acquistare la Gaudianello, nel Vulture (Basilicata) affiancando la Coca Cola nel business delle minerali in Basilicata. Poche centinaia di migliaia di euro pagate per le concessioni regionali dalle società storiche divenute gregarie e minoritarie all’interno del pacchetto azionario detenuto dalle grandi società dell’acqua minerale mondiali.  La Norda è infatti oggi una delle principali aziende nel settore delle acque minerali: l’anno scorso la società ha venduto in Italia ben 600 milioni di litri di acqua, giunti ai consumatori attraverso la piccola e grande distribuzione, o serviti agli avventori dei ristoranti, dei bar, degli alberghi nella tipica ed elegante bottiglia di vetro.

Nonostante la flessione del mercato, nel 2008 la Norda ha registrato una crescita in valore di vendite del 3 per cento, e in volumi del 3,9 per cento, consolidando, con un fatturato di 70 milioni di euro, la posizione di sesto gruppo nazionale nel settore e di terzo nel canale della ristorazione e dell’industria alberghiera. Con 4 insediamenti produttivi e 12 fonti l’azienda è saldamente nelle mani della famiglia Pessina, che rilevò nel 1968 l’antico impianto di imbottigliamento della sorgente «Introbio» di Primaluna presso Lecco, la più alta d’Europa al centro di dure polemiche con l’amministrazione comunale ed i cittadini del comune del lecchese. In precedenza i Pessina erano diventati noti negli anni 30 per aver portato la «gassosa» a un grande successo popolare. Oggi è la terza generazione di questa famiglia di imprenditori a guidare la Norda. Carlo Pessina ne è l’amministratore delegato con sposorizzazioni nel settore ambientale anche se i  risvolti non sempre sono in linea con i principi di tutela ed in specifico a questioni legate ad espropri nel Comune di Introbio, nel comune di Lecco. (Leggi l’articolo del Corriere della Sera del 10 ottobre 2010)

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