Il Manifesto
Le nostre linee programmatiche
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Per un Processo di Ricostruzione
dell’ Identità del Sud e della Basilicata,
per la Democrazia e la Pace nel Mediterraneo,
la Reazione a Catena dei Movimenti…


Un assalto senza precedenti al territorio e all’ambiente investe il sud. Attraverso la “legge-delega ambientale” viene prefigurato un devastante momento di evoluzione politica e legislativa in materia ambientale, con una deregulation finalizzata a favorire ogni forma di aggressione e sfruttamento del territorio e nel contempo tesa ad azzerare i sistemi di controllo e sanzione, favorendo di conseguenza le illegalità e gli abusi ad ogni livello. Il sistema politico-istituzionale appare inadeguato a contrastare questo processo. In molti casi esso è il “soggetto attuatore” di queste politiche di deregulation, essendo grave la crisi di partecipazione democratica e quella del sistema dei partiti che investe anche l’apparato istituzionale-amministrativo. Le scelte vengono effettuate spesso contro la popolazione, la salute, l’ambiente e le vocazioni dei territori, favorendo i grandi interessi economici nazionali e multinazionali con il risultato di produrre deliberatamente fenomeni di degradazione sociale, territoriale con il conseguente impoverimento di vasti comprensori.

Dopo la lotta contro le scorie nucleari a Scanzano, i movimenti lucani sono consapevoli che è necessario agire direttamente nelle contraddizioni, nel tessuto sociale e culturale travolto dai stravolgimenti imposti dall’alto. E’ importante agire privileggiando prioritariamente i processi di identità culturali per fissare nelle coscienze dei singoli e quelle plurali, le conquiste civili e le consapevolezze di quanto sta avvenendo. Cìò significa adottare strategie tendenti a chiedere ed ottenere scelte coerenti per i diversi territori secondo un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, sulla tutela delle risorse naturali e dei valori riconosciuti, rafforzando l’identità collettiva attraverso la partecipazione e la condivisione. L’irrefrenabile tendenza alla deregulation politico/legislativa sui temi ambientali con il conseguente e logico aumento di ogni sorta di reati ambientali flagella in modo sempre più violento la convivenza civile costringendo i cittadini a non poter esercitare in modo compiuto i loro diritti democratici.

E’ proprio in questa contraddizione sono impegnati i movimenti della rete locale con l’obiettivo di coniugare le scelte politiche e realtà territoriali. Esperienze queste simili ad altri movimenti presenti in Italia ed in Europa che oggi intendono conquistare uno spazio per un dibattito generale sulle scelte intese come “priorità”. L’assenza di un confronto relativo alla situazione ambientale evidenzia il quadro politico attuale che appare caratterizzato da una concezione generale secondo cui l’ambiente non è più considerato un valore in sé ma viene volutamente considerato esclusivamente un appendice del mercato, per cui la sostenibilità viene intesa non rispetto all’ambiente ma rispetto alle esigenze economiche. La conseguenza è che si stanno eliminando tutte le norme di tutela sostituendole con meccanismi premiali, di mercato, condoni, incentivi finanziari ecc. L’ultima dimostrazione di tale orientamento è costituita dalla legge delega sull’ambiente, la quale è nata per demolire definitivamente, al di fuori della dialettica parlamentare e con una delega al governo praticamente in bianco, quel poco che è rimasto della normativa di tutela ambientale”; tanto è vero che le norme immediatamente applicabili in essa contenute riguardano la liberalizzazione dei rifiuti ferrosi, anche contaminati e una assurda sanatoria per gli abusi anche in aree protette.

In questo modo, il nostro paese non solo si sta collocando sempre più fuori della legalità comunitaria (l’Italia è di gran lunga il paese con il maggior numero di procedure e condanne in sede europea) ma sta sempre più diventando preda di una criminalità ambientale ogni giorno più libera di distruggere il territorio, la salute, le risorse naturali e la qualità della vita. In questo quadro appena abbozzato i movimenti particolarmente attivi sul territorio (reazione a catena dei movimenti) possono contrastare la crescente illegalità sia per intensificare il contatto con i cittadini, attualmente preda di questa distorta informazione mediatica, spinti ogni giorno ad intensificare i consumi per alimentare la ricchezza di pochi.

LA OLA PER I MOVIMENTI E PER IL CAMBIAMENTO

La OLA (Organizzazione Ambientalista Lucana) non è una nuova associazione ambientalista. E’ un’organizzazione che vuole creare una linea di collegamento tra i problemi di aggressione al territorio con i valori e la programmazione e le scelte. Intende agire prevalentemente attraverso la comunicazione, il coinvolgimento emotivo, la proposta culturale, l’adesione consapevole dei cittadini;

La OLA nasce per potenziare l’azione delle associazioni e dei cittadini sul territorio;

La OLA intende colmare lo scollamento fra politiche e problematiche ambientali regionali. Intende farlo con la creazione di uno “spazio” in cui i cittadini attuano il cambiamento attraverso le scelte. Un passaggio questo delicato e cruciale, per il quale sono forti le pressioni al conformismo, all’autocelebrazione, al mantenimento dello status quo da parte del sistema politico, capace di inglobare o annnullare anche i movimenti;

La OLA è anche strumento di “contro informazione”. Intende perciò chiarire “le trappole terminologiche” che spesso i processi di deregulation ufficiali si servono per imporre le scelte imposte dall’alto;

La OLA intende favorire la creazione della rete delle coscienze per il cambiamento: lo hanno dimostrato le lotte di Scanzano, Rapolla, Mercure e Pisticci;

Lo sviluppo non è un risultato economico come solitamente si vuol far credere. Rappresenta un processo che ha molto a che vedere con i valori riconosciuti e l’identità dei territorio, con la partecipazione alle scelte e la condivisione delle stesse da parte di tutti;

I movimenti richiedono di essere sostenuti dalla rete delle coscienze. Tale processo è essenziale per dare continuità ed incisività alle loro azioni nello spazio e nel tempo. Un processo questo che va continuamente alimentato e sostenuto sul piano dell’informazione, della formazione, della cultura e della politica;

La OLA costituisce lo “spazio“ per i movimenti sul terreno del confronto, per la condivisione nella lotta, per la democrazia, per la pace e per il cambiamento che richiedono azioni capaci di incidere sulle scelte dei governi. Le conquiste civili e democratiche non dipendono solo dalla politica esercitata dai sistemi dei partiti: anche i movimenti possono porsi come soggetto della società civile capaci di operare i cambiamenti attraverso le scelte. La OLA non è e non deve essere un soggetto politico, un partito. E’ un organizzazione che vuole creare una linea di collegamento tra i problemi di aggressione al territorio con i valori e la programmazione e le scelte;

La OLA è un “campo aperto” ove determinare processi che determinino le crisi “continue” del sistema politico, orientando così le scelte in direzione dei bisogni collettivi, sostenendo uomini giusti al posto giusto. Un processo questo necessario per la democrazia e la pace.

Pubblicato il: 08 Febbraio 2006 - Ore 03:18