Home » Osservatorio Ambiente, Rifiuti Connection - 23 luglio 2010

Nuovo inceneritore per rifiuti industriali di Tito scalo, la Giunta Comunale dice no

Dopo la presa di posizione della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) (vedi comunicato) e la lettera inviata dalla nostra Organizzazione alla Giunta ed ai Consiglieri Comunali di Tito, ora c’è il deciso no del Sindaco di Tito, Scavone, alla scelta da parte della Regione Basilicata di ubicare a Tito Scalo un inceneritore riconoscendo alla società Sistema srl di Milano anche finanziamenti per 32 milioni di euro. Sull’argomento interviene il sindaco di Tito, Scavone che non condivide la scelta e il finanziamento che avrebbe potuto essere riconosciuto per altre ben diverse attività produttive e non ad un nuovo business legato ai rifiuti. Per lo più l’ubicazione è prevista nell’area dell’ex Daramic già interessata da inquinamento.

Sull’argomento è intervenuto anche il radicale lucano Maurizio Bolognetti il quale evidenzia – come nel settembre del 2009 – con la deputata radicale Elisabetta Zamparutti più volte si sono rivolti alle istituzioni lucane, ieri come oggi travolte dall’ ”emergenza” rifiuti, affermando che la Basilicata doveva uscire fuori dalla logica disastrosa “del più smaltimento, più guadagni”. In questa regione è necessario ed urgente andare oltre il binomio discarica/inceneritore ed avviare una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, che passa necessariamente attraverso un incremento della raccolta differenziata. La Regione Basilicata sembra essere intenzionata a consentire l’ubicazione di un inceneritore nel sito della ex-Daramic. Riteniamo questa scelta un’autentica follia che andrebbe ulteriormente a penalizzare un’area letteralmente devastata dai veleni. Gioverà ricordare all’assessore Restaino quanto riportato in relazione all’area Daramic nell’ultimo verbale della Conferenza di Servizi sul SIN(Sito di Bonifica di interesse nazionale) di Tito scalo: “Si richiede all’azienda (la Daramic) l’attivazione con somma urgenza di interventi integrativi della Messa in Sicurezza della falda, stante ancora l’alta concentrazione di tricloroetilene.” Davvero la regione Basilicata pensa che il rilancio dell’area industriale di Tito possa passare attraverso la Sistema srl? Siamo di fronte ad una scelta miope, che rischia di condannare ad un triste destino la comunità titese, in cambio del piatto di lenticchie rappresentato da 95 posti di lavoro.

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