Home » Territorio - 28 marzo 2010

Ascensore nei Sassi di Matera, storia di ordinaria…

[di Pio Abiusi] Era il  9 Maggio1996, quando la proprietà di Palazzo Venusio di Matera, storico edificio posto nei rioni Sassi patrimonio dell’Unesco, chiese sia alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali di Potenza che alla Regione Basilicata il rilascio del nulla osta paesaggistico-ambientale per la costruzione di un ascensore. Venne rilasciato con alcune prescrizioni, tra cui quella per cui l’ascensore doveva raggiungere il quarto livello, “per evitare il notevole impatto ambientale”, mentre per il collegamento dei piani superiori, cioè il quinto ed il sesto livello, dovevano essere proposte “soluzioni alternative”;  la realizzazione del suddetto progetto veniva poi autorizzato dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Matera.

Nel Settembre del 2001 venne presentato un progetto di variante, successivamente integrato,  ed in esso, tra l’altro, vi era il collegamento mediante l’ascensore del quinto e del sesto livello,  si trattava di riproposizione di quanto già presente nel progetto originario e non approvato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali di Potenza. Questa volta il Dipartimento  Ambiente e Territorio della Regione Basilicata appone il  timbro favorevole per la costruzione del magnifico ascensore panoramico di Palazzo Venusio ( ora Palazzo Viceconte),siamo al 2 Agosto 2002, a quel timbro  segue il nulla-osta della Soprintendenza e solo dopo 5 anni (come al solito) la cosa venne a riguardare il Comune di Matera. Si arriva al 23 gennaio 2007, il Comune, ad opera compiuta,  ordina l’abbattimento di quanto non autorizzato precedentemente  e cioè: la parte   di collegamento dell’edificio dal quinto al sesto livello
La proprietà ricorre al Tar; dopo rinvio e conseguente  ricorso al Consiglio di Stato, il Tribunale Amministrativo della Basilicata il 22 maggio 2008 accoglie il ricorso   per ciò che concerne la costruzione dell’ascensore panoramico, nessun appello viene presentato al Consiglio di Stato da parte della Pubblica Amministrazione ed il manufatto è salvo…
E’ da premettere che la Regione Basilicata, quella cioè che per prima autorizzò la costruzione del manufatto, non si è costituita  neppure in giudizio al momento del ricorso al Tar  presentato  dalla proprietà.  Normalmente la Pubblica Amministrazione anche per l’ammenda  di qualche euro si appella al Consiglio di Stato qualora risulti soccombente di fronte al Tribunale Amministrativo, in questo caso cala il silenzio. La progettazione  e la realizzazione di strumenti  atti al superamento delle barriere architettoniche sarebbe stata possibile in maniera meno invasiva sia per il manufatto che per il contesto, per es nel cortile ( vedasi foto aerea). Non è  Lourdes  dove quotidianamente si riversa un moltitudine di disabili. Certo si sarebbe perso l’effetto panoramico ed i visitatori, a gruppi ampi, avrebbero penato per raggiungere il terrazzo dove è previsto poi un ristorante con vista sui Sassi e vuoi che l’ospite affamato faccia qualche rampa di scale? La Pubblica Amministrazione, stranamente, non è stata in grado o non ha voluto indicare soluzioni alternative e  compatibili.

Scarica la sentenza del TAR


Vedi le altre immagini (foto Astronik)

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