Home » Rifiuti Connection - 20 maggio 2010

Potenza verso la bancarotta, sognando l’inceneritore di nuova generazione

Il Gruppo PD  in seno al Consiglio Comunale di Potenza fa quadrato intorno al sindaco Santarsiero e difende la scelta impopolare di aumentare la Tarsu, aspettando che Acta Spa presenti il proprio Piano Economico, anticipato dall’annuncio da parte del presidente di Acta SpA di aver deciso l’aumento dei compensi dei propri amministratori. Insomma, a Potenza si paventa un “nuovo caso Campania” nella gestione dei rifiuti. Sono gli stessi esponenti del PD comunali ad ammetterlo.

L’aumento della Tarsu risponde ad un deficit di 2 milioni di euro nel settore – ribadisce Antonio Smaldone del PD -mentre i costi di smaltimento presso la discarica di Salandra sono lievitati da 90 a 160 euro a tonnellata in pochi mesi. Nella conferenza stampa non si è parlato della discarica di Pallareta. Bocche cucite sul Piano di Caratterizzazione imposto da Provincia e Regione che di fatto sancisce la chiusura della discarica potentina. Il motivo è chiaro solo per gli addetti ai lavori. Non si vuole alimentare così un “ingiustificato allarmismo”: uno slogan questo ripetuto a mò di ritornello, proprio mentre la barca affonda e l’equipaggio è alle prese con il “si salvi chi può”. C’è chi cerca di riparare la falla della nave che affonda chiedendo soldi alla Provincia ed alla Regione che fanno però  orecchie da mercanti.

Ed ecco che il Comune ricorre a “Pantalone”, ovvero ai cittadini di Potenza che verranno chiamati a mettere mano al proprio portafoglio e pagare la cattiva gestione dei rifiuti in una città capoluogo che da anni annuncia la raccolta differenziata spinta che rimane, da anni,  su basse percentuali che non superrano il 20%, checchè ne dicano il sindaco Santarsiero ed il presidente dell’Acta SpA, Iacobuzio, in occasione dell’accordo con il CONAI. Mentre i responsabili del PD imputano questa situazione ai leghisti ed alla “Padania ladrona” per aver sottratto, con il federalismo, fondi pubblici ai Comuni del sud, sognano una nuova discarica ed un nuovo termovalorizzatore di ultima generazione, dopo il collaudo di quello già esistente che è spento da tempo. Tanto si sa, i costi della banca rotta li pagano pur sempre i cittadini.

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