Home » Nucleare, Osservatorio Ambiente - 7 maggio 2010

Centro Trisaia di Rotondella (MT). Misurazioni sulla radioattività, Sogin controllore e controllato?

Gli scarichi radioattivi del Centro della Trisaia sarebbero controllati da Sogin nella doppia veste di controllore e controllato. In proposito l’onorevole Elisabetta Zamparutti  ha rivolto un interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e quello della Salute evidenziando come tra Arpab e Ispra esisterebbe un  “Protocollo operativo” che impegnerebbe Arpab ad effettuare controlli all’interno del centro Enea di Rotondella. Nonostante il suddetto protocollo sia operativo, Arpab non effettuerebbe i controlli all’interno dell’Itrec di Rotondella, ma si limiterebbe a convalidare i controlli effettuati dalla Sogin; tale situazione – evidenziava l’On Zamparutti - si tradurrebbe di fatto in una mancanza di controlli all’interno del centro nucleare della Trisaia di Rotondella tanto da parte dell’Ispra quanto da parte dell’Arpab con la Sogin che assumerebbe il duplice ruolo di controllore e controllato. L’On Zamprutti chiedeva di conoscere l’esistenza  o meno del “Protocollo operativo” che impegnava l’Arpab ad effettuare controlli all’interno del centro Enea di Rotondella. Sulle misurazioni dei controlli sulla radioattività esisterebbero dunque grave inadempienze privi di criteri di imparzialità di giudizio sulle misurazioni effettuate, tali da non garantire la trasparenza dei dati a tutela della salute delle maestranze e della popolazione.

La Risposta data dal governo all’On Zamparutti

Risposta. - In risposta all’interrogazione parlamentare in esame, dove vengono poste questioni in merito alle attività di controllo presso l’impianto ITREC di Trisaia della Sogin S.p.A. e, in particolare, all’attuazione del protocollo d’intesa tra Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata (Arpab), si rappresenta quanto segue.

Va premesso che l’impianto trattamento elementi combustibili (ITREC), ormai inattivo da molti anni, ha svolto attività di ritrattamento di combustibile nucleare irraggiato e che presso di esso vengono attualmente svolte, oltre alle operazioni di mantenimento in sicurezza, operazioni propedeutiche alla disattivazione e alla sistemazione dei rifiuti radioattivi.
Per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza nucleare e di radioprotezione dei lavoratori e dell’ambiente le attività debbono essere svolte nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo n. 230 del 1995 e successive modifiche e dalle prescrizioni associate alla licenza di esercizio o agli atti autorizzativi che vengono rilasciati per specifiche attività. Le violazioni eventualmente rilevate sono sanzionate dalle disposizioni previste al Capo XI del decreto legislativo n. 230 del 1995.
I controlli sul rispetto da parte dell’Esercente delle succitate prescrizioni e disposizioni legislative vengono svolti dall’Ispra, dipartimento nucleare, rischio tecnologico ed industriale attraverso periodici accessi ispettivi da parte dei propri funzionari. Negli anni 2008-09 sono stati svolti 10 accessi. Tra le prescrizioni in vigore rientra il rispetto dei limiti autorizzati per lo scarico degli effluenti liquidi ed aeriformi e di quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 230 del 1995 in materia di sorveglianza della radioattività ambientale locale.
I limiti di scarico sono definiti nel rispetto del criterio di non rilevanza radiologica. Le prescrizioni in vigore obbligano l’esercente a tenere un apposito registro degli scarichi effettuati, con l’indicazione dell’impegno dei limiti di scarico su base annuale. In relazione alle attività attualmente in corso presso l’impianto gli scarichi comportano un impegno dei limiti autorizzati dell’ordine di qualche unità percentuale, con un impatto radiologico sull’ambiente e sulla popolazione del tutto irrilevante.
Nonostante l’irrilevanza dell’impatto radiologico degli scarichi di effluenti dall’impianto, l’Ispra, su base periodica, presenzia con propri ispettori alle operazioni di campionamento e di misura effettuate dall’esercente, verificando l’adeguatezza del metodo di misura adottato ed i margini rispetto ai limiti di scarico autorizzati.
Per quanto riguarda la sorveglianza ambientale svolta dall’esercente all’esterno dell’impianto, essa ha luogo secondo un programma approvato dall’Ispra, in relazione alla cui attuazione l’esercente deve emettere un rapporto annuale. In coerenza con l’entità molto bassa degli scarichi di effluenti radioattivi autorizzati non sono ad oggi emerse misure con concentrazioni anomale di radioattività nelle matrici ambientali ed alimentari campionate e misurate in accordo al programma di sorveglianza.
Al fine di assicurare un più diretto intervento sul territorio ed anche in previsione delle future attività di disattivazione dell’impianto, l’Ispra ha stabilito, come peraltro fatto con altre Agenzie per la Protezione dell’Ambiente nella cui regione si trovano installazioni nucleari, una collaborazione con l’Arpab per ottimizzare, attraverso opportune sinergie, le attività di controllo in atto, prevedendo di raccordare l’attività di monitoraggio della radioattività ambientale condotta dall’Arpab nell’ambiente circostante l’Itrec con la vigilanza dell’Ispra sulla sorveglianza ambientale svolta dalla Sogin.
Inoltre, nel corso del 2009 è stata discussa ed avviata una revisione dell’accordo in base alla quale Arpab effettuerebbe misure indipendenti sui campioni di effluenti liquidi prima del loro scarico dall’impianto. Sono state inoltre discusse modalità attuative per conferire maggiore efficacia anche alle forme di collaborazione già atto.
Su richiesta dell’Arpab gli aspetti operativi del suddetto accordo sono attualmente in fase di perfezionamento. Si auspica che una volta che tali modalità saranno state definitivamente stabilite possano essere avviate, come già in altre regioni, le attività da parte di Arpab che l’accordo in discussione prevede.
Nel frattempo l’Ispra prosegue nelle sue attività di controllo secondo le modalità sopra descritte.

(Seduta Parlamentare del 19/4/2010)

Il Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.

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