Home » Comunicati Stampa 2010, Rifiuti Connection - 25 maggio 2010

Consorzi industriali, no ad un “commissariamento ombra”

Le recenti nomine a commissari dei Consorzi industriali di Potenza e Matera, rispettivamente di Donato Salvatore e Gaetano Santarsia, aprono necessarie riflessioni circa la futura gestione di due aree che negli anni hanno dimostrato, soprattutto, una propensione maggiore verso lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, legale ed illegale. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – al di là dei curriculum professionali dei due nuovi commissari – si augura che entrambi si rendano protagonisti di una gestione atta al raggiungimento di risultati concreti e non di un “commissariamento ombra” al servizio della Confindustria e della lobby imprenditoriale. Gli evocati processi di reindustrializzazione delle aree industriali di Tito scalo e della Val Basento (entrambi siti di interesse nazionale) devono essere concepiti come la naturale conseguenza di operazioni di bonifiche che ad oggi sono ancora inesistenti.

La nostra Organizzazione chiede, ancora una volta, che vengano chiarite tutte le responsabilità delle Istituzioni preposte, legate ai veleni interrati nell’area dell’ex Liquichimica, che da otto anni a questa parte hanno esclusivamente offerto inadempienze ed incapacità nel difendere la salute di coloro che vivono su una vera e propria bomba ecologica, portando ad un inquinamento senza precedenti, alimentato da mancanza di trasparenza ed informazione. Che fine hanno fatto i tanti propagandati 1,8 milioni di € che l’Asi di Potenza si è impegnato a stanziare per la messa in sicurezza della vasca fosfogessi e delle acque di falda “ancora caratterizzate da una pesante contaminazione da tricloroetilene”? Un silenzio interrotto, nel frattempo, con la concessione alla Daramic S.r.l. di tutte le autorizzazioni necessarie per le emissioni in atmosfera previste dal “progetto per il trattamento delle acque di falda emunte dal sito inquinato dello stabilimento Daramic ubicato nella zona industriale di Tito scalo [...]”, per un impianto non idoneo dal punto di vista strutturale ed in fase di dismissione.

Altre anomalie si evincono anche in Val Basento, dove presso Tecnoparco (SpA controllata per il 40% proprio dall’Asi di Matera), viene di fatto favorito un enorme smaltimento di rifiuti tossici e nocivi extraregionale, stimabile in un arco di 10 anni in oltre 3,5 milioni di tonnellate che hanno incrementato, come più volte riportato dalla cronaca locale, anche smaltimenti e ritrovamenti di discariche illecite che vanificano la bonifica e la caratterizzazione del sito dichiarato di interesse nazionale, così come testimoniano gli interventi da parte del NOE, ultimo l’episodio legato ai rifiuti seppelliti sotto la costruenda pista Mattei. Un’area nella quale si continua ad autorizzare centrali, megastoccaggi di gas e discariche di rifiuti speciali pericolosi. Un gravissimo stato di emergenza ambientale con gravi pericoli per la salute dei residenti e dei lavoratori. Una “rifiuti connection” dei grandi interessi multinazionali con la complicità di sindaci, assessori ed enti subregionali con sempre meno peso decisionale rispetto ad imposizioni esterne.

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