Home » Appuntamenti, Petrolio - 26 luglio 2010

Concessione Palazzo San Gervasio, fuori programma a Spinazzola

Il convegno “Cui prodest? (a chi giova) Petrolio ricerca e trivellazione progetto Palazzo San Gervasio”, organizzato dal comitato “No all’Italia Petrolizzata” sabato 24 luglio 2010 a Spinazzola – sulla richiesta avanzata dalla società texana AleAnna Resources LLC – è stato anticipato da un fuori programma: l’Amministrazione comunale ha permesso di occupare solo una parte della Piazza destinata ad ospitare l’iniziativa. Come è noto il sindaco di Spinazzola Carlo Scelzi ha affermato di non voler contrastare sul suo territorio le ricerche petrolifere. Ma a chi è del parere opposto succede anche questo. “Definiamolo cosi: un episodio ridicolo, neanche increscioso. Il peggior declino di chi si sottrae al confronto”. E’ quanto afferma Cosimo Forina del Comitato “No all’Italia Petrolizzata” che ricostruisce: “sin dall’8 luglio il sindaco Carlo Scelzi ci ha autorizzato l’uso di piazza San Sebastiano, senza concedere il patrocinio del Comune e l’uso delle sedie dell’Ente per il convegno in programma il 24 luglio alle 19,30. Ieri mattina, inspiegabilmente, uffici e adepti del sindaco hanno concesso di far occupare gran parte della piazza, che sarebbe stata utilizzata ad ospitare l’evento, ad una attività commerciale. Una struttura in metallo, un enorme gazebo, che ben sarebbe potuto essere montato il giorno dopo la manifestazione”.

Quest’oggi componenti del comitato “No all’Italia petrolizzata” di Spinazzola constatata l’occupazione, a meno di 24 ore dall’evento, si sono rivolti ai vigili urbani e ai carabinieri, mostrando la loro regolare autorizzazione concessa dal sindaco Scezi dove inequivocabile si legge: “si concede la disponibilità all’utilizzo di Piazza San Sebastiano per la giornata di sabato 24 luglio”.I più per quell’autorizzazione sono persino cascati dalle nuvole. Come se non avessero nemmeno notato le decine di manifesti affissi in città. Il comandante dei Vigili Urbani Michele De Marinis ha dichiarato: “l’ufficio tecnico e un assessore mi hanno riferito che anche l’attività commerciale è autorizzata se pur da poche ore”. Una doppia autorizzazione quindi all’utilizzo dello stesso luogo che produce una sintesi innegabile, pur nella necessità di garantire ordine pubblico: “noi facciamo quello che vogliamo”. Meno superficialità è stata mostrata dal comandante della locale caserma dei carabinieri, maresciallo Giuseppe Vitale, il quale ha cercato in tutti i modi di far conciliare le parti chiamando in caserma il titolare dell’esercizio commerciale Canio De Bonis e un esponente del comitato promotore del convegno. Enigma in diritto: “far smontare il gazebo che si è scoperto in vero non essere ancora autorizzato o riorganizzare con diversi allacci elettrici e cavi di collegamento per la diretta web tutto il convegno”. “Per non essere tacciati di impedire la crescita alle attività commerciali in un paese che sempre più va morendo, riferisce Forina, il comitato ha optato per la seconda soluzione. Il convegno si svolgerà regolarmente pur in spazi più ristretti. Si è cercato di mettere i bastioni tra le ruote per la buona riuscita di un momento d’informazioni verso i cittadini sui tantissimi dubbi, rischi ambientali, della salute, dovuti alla ricerca e alla perforazione per il petrolio anche sul nostro territorio. In vero più che di bastoni dovremmo parlare di stecchini. Come la ridicola storia di non mettere a disposizione le sedie tra l’altro frutto di donazione di un cittadino, neanche comprate dal Comune. Quanti giungeranno a Spinazzola e gli stessi cittadini comunque stiano tranquilli, potranno comodamente seguire il convegno perché a mettere a disposizione le sedie ci ha pensato, con la sensibilità di sempre sui temi ambientali, il Comune di Poggiorsini”. “Credo, ha concluso Forina, che alla fine ci toccherà ringraziare l’amministrazione comunale di Spinazzola. I suoi bizzarri atteggiamenti sono il più grande veicolo pubblicitario alla nostra iniziativa”. [Per il comitato "No all'Italia Petrolizzata", Cosimo Forina]. Qui è possibile saperne di più e vedere il resoconto dell’iniziativa No all’Italia Petrolizzata.

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