Home » Osservatorio Ambiente, Territorio - 14 giugno 2010

Costa di Metaponto, un disastro annunciato. Tra le cause, i pennelli del porto degli Argonauti

[Comitato per la Difesa di Metaponto] «L’erosione c’è da 50 anni ma si è aggravata negli ultimi 5 e riguarda tutte le spiagge dell’arco jonico. Si è aggravato dopo la costruzione dei porti di Marinagri e degli Argonauti. Tanto che il fenomeno è più grave a Metaponto ed a Scanzano Jonico, i due arenili sottoflutto». E’ quanto afferma Pino Passarelli che, insieme ad altri cittadini, ha costituito il “Comitato per la difesa di Metaponto”. Organismo che ha lanciato un “Sos costa jonica”. “Qualcuno dovrebbe spiegarci come mai a Metaponto e Scanzano la sabbia sparisce ed a Pisticci ed in altri posti no. Abbiamo verificato che qui negli ultimi 3 anni sono saltati circa 50 metri di spiaggia». Allora? «La Regione autorizzò la costruzione dei porti di Marinagri e degli Argonauti in variante al Piano Paesistico di Area Vasta del Metapontino e nonostante la presenza alla foce del fiume Basento di un’area SIC. Li autorizzò a due condizioni: monitoraggio degli arenili durante la costruzione, polizza fidejussoria a garanzia dei lavori di ripristino dei luoghi in caso di danni. I 2 milioni di euro spesi la scorsa estate e rispesi anche quest’anno dalla Regione per il ripascimento andavano pagati dai titolari del Porto degli Argonauti». Ci sono dati scientifici che avvalorano la tesi porti uguale aggravamento erosione. Pubblicazioni, convegni, pareri di esperti indicano tra le cause i cosiddetti “pennelli” (bracci) frangiflutti dei porti che creano danni nelle zone sottoflutto. E da sempre si è scritto che tali infrastrutture – conclude Passrelli- non potevano essere realizzate in zone come la costa jonica. Ma sono state realizzate…». Se sono i pennelli a creare danni rilevanti all’ambiente che rischiano di accentuarsi negli anni occorre pensare a smantellarli. Non esiste altra soluzione. Qui, infatti, contro l’erosione servono un intervento strutturale, una barriera di protezione od altro, ed uno di ripascimento annuale. Chi pagherà? Perché debbono rimetterci i cittadini?».

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