Costa di Metaponto, le accuse di allarmismo mascherano le vere responsabilità
Le accuse di incompetenza, allarmismo e voglia di esibizionismo rivolte da alcuni amministratori locali nei confronti degli esponenti del Comitato SOS Costa Ionica-Metaponto, che si batte contro il degrado provocato da alcune opere portuali sulla costa, nascondono precise responsabilità sulle quali la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) e lo stesso Comitato SOS Costa Ionica-Metaponto fanno alcune considerazioni:
1) Non bisogna essere tecnici per chiedere alla Regione Basilicata se per la “salvaguardia ecologica e naturale della costa” è stato fatto il monitoraggio durante la costruzione dei porti (Argonauti e Marinagri) come previsto nella “Variante al Piano Territoriale Paesistico […] per localizzazione porti turistici”, pubblicato sul BUR Basilicata n.14 del 02/03/2004;
2) Non bisogna essere tecnici per chiedere alla Regione Basilicata se è stato rispettato l’allegato B comma 5 della stessa variante nel quale si legge che: “Per le eventuali trasformazioni che subiscono le spiagge a causa della realizzazione delle infrastrutture portuali, la Regione, prima dell’inizio dei lavori a garanzia dello stato dei luoghi, richiede alle società idonea polizza fidejussoria”;
3) Non bisogna essere tecnici per chiedersi che se la società che deve fare il ripascimento continua a fare canali davanti agli stabilimenti balneari di Metaponto, spostando la sabbia dai fondali antistanti la battigia e non va a prendere la sabbia dalla foce del Basento, dal Cavone o da Sibari, come più volte apparso sui giornali negli ultimi mesi, viene il dubbio che forse il ripascimento da qualcuno è stato inteso come prendere la sabbia da 20-30 metri dalla riva e spostarla sulla spiaggia, abbassando quindi il fondale;
4) Non bisogna essere tecnici per chiedersi come mai negli ultimi tre giorni (15,16 e 17 giugno 2010) dopo la pubblicazione di un articolo sulla stampa il “pontone” ha sospeso la realizzazione dei canali (e quindi del prelievo di sabbia a riva) spostandosi presso il Basento, facendo solo 5 o 6 viaggi e spruzzando poi la sabbia nella zona dove aveva fatto il primo canale.
Queste domande sono state fatte e divulgate alla stampa dopo averne inutilmente parlato con gli amministratori locali e regionali, non come essi dichiarano “per creare allarmismo o per esibizionismo”, ma per il rispetto dovuto al nostro territorio. A maggior ragione, queste domande avrebbero dovuto farsele e farle poi agli amministratori regionali, gli amministratori comunali. Il ruolo del comitato SOS Costa Ionica Metaponto è esclusivamente quello di monitorare quello che accade sul nostro territorio e, nonostante le accuse di “incompetenza”, porre domande ed osservazioni a chi si dichiara più esperto e qualificato anche se, per quello che è accaduto lungo il litorale metapontino, certamente con scarsi risultati che mostra un disastro purtroppo annunciato.








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