Home » Acqua, Comunicati Stampa 2010, Rifiuti Connection - 2 giugno 2010

Depuratori acque reflue in agonia: a rischio fiumi, dighe e coste lucane

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) denuncia il grave stato di inquinamento delle acque in Basilicata collegato alla cattiva gestione dei depuratori delle acque reflue. La cronaca quotidiana informa, infatti, come la gran parte dei depuratori delle acque reflue dei comuni lucani presenti gravi problemi di funzionamento che si ripercuotono sul cattivo stato di salute dei fiumi, delle dighe e delle coste, con particolare riguardo alle foci fluviali. Il grave stato di inquinamento dei fiumi lucani deriva in primo luogo da attività antropiche ed industriali, ma dipende soprattutto dal non funzionamento dei depuratori delle acque reflue sul quale, oggi, si concentra l’attività di vigilanza del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato con sequestri e denunce all’autorità giudiziaria di tecnici incaricati alla loro gestione.

I recenti casi di inquinamento lungo il fiume Agri, sulla diga di Senise, ed a Ferrandina, in Val Basento, a Matera, segnalano una situazione ormai divenuta allarmante. La nostra Organizzazione ricorda come Acquedotto Lucano gestisce in Basilicata ben 173 depuratori, di cui 123 in provincia di Potenza e 50 nel materano. A questo Ente la legge affida l’attività di controllo igienico e sanitario che condiziona anche la qualità delle acque di balneazione e dell’acqua per scopi potabili ed irrigui. Apprendiamo proprio dal sito web di Acquedotto Lucano come lo stato di conservazione e di gestione dei depuratori rappresenti la maggiore criticità gestionale ereditata da Acquedotto Lucano sin dal 2003. Uno stato divenuto oggi comatoso che si sta rilevando nefasto per la tutela degli ecosistemi fluviali, lacuali e costieri in Basilicata. Sempre Acquedotto Lucano fa risalire questa situazione all’eccessivo numero di piccoli impianti di depurazione (circa 270) ereditati, difficilmente gestibili, sia per le problematiche tecniche, sia (soprattutto) per i costi elevatissimi.

Ragion per cui la OLA chiede di conoscere dalla Regione Basilicata cosa intende fare per risolvere lo stato comatoso dei depuratori delle acque reflue che per stessa ammissione di Acquedotto Lucano non funzionano o funzionano male perché non vi sarebbero i soldi per farli funzionare. La OLA si chiede se la privatizzazione degli enti che si occupano di acqua e quindi anche di depurazione e le cosiddette “multiutility” rappresentino davvero la soluzione più economica e soprattutto più conveniente per la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini.

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2 Comments »

  • Basilicata, depuratori in stato comatoso said:

    [...] cattiva gestione dei depuratori delle acque reflue, verte in un grave stato”. E’ questa la denuncia lanciata dalla OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), a supporto di quanto informa la cronaca quotidiana. Infatti, gran parte dei depuratori delle acque [...]

  • Giuseppe said:

    Per stessa ammissione di Acquedotto Lucano, i depuratori delle acque reflue sono in una condizione disastrosa. In Val d’Agri sarebbe forse il caso che le indagini del NOE mettessero allo scoperto la situazione degli scarichi anche dei depuratori che finiscono nel Lago del Pertusillo dove non si può parlare di cause naturali legate alla morte dei pesci pesci, almeno in questa entità in cui si verifica. Le amministrazioni comunali farebbero bene ad attenzionare il mancato funzionamento dei depuratori

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