Home » Acqua, Comunicati Stampa 2010, Territorio - 2 settembre 2010

Costa Jonica, la foto già vista di un disastro annunciato

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) e il Comitato SOS Costa Ionica Lucana denunciano, ancora una volta, un approccio alle problematiche dell’erosione della costa jonica, soprattutto di quella metapontina, viziato da omissioni e non supportato da scelte coerenti, capaci di salvaguardare quel che rimane di un disastro purtroppo annunciato. Basterebbe una semplice foto raffigurante il porto di Margherita di Savoia, in Puglia, con la quale il prof. Spilotro concludeva il seminario sull’erosione del litorale metapontino tenutosi a metà luglio presso l’Università di Basilicata, per spiegare scelte, responsabilità istituzionali e dei privati che hanno contribuito a stravolgere i connotati storici, non solo della costa jonica, ma di un fenomeno che ha accelerato in modo vorticoso ed ampiamente atteso la sua corsa in questi ultimi anni.

Una foto che mostra riferimenti e cause dell’arretramento (zona sottoflutto) e della crescita (zona sopraflutto) della spiaggia, dovuta proprio alla realizzazione del porto pugliese. Una foto emblematica che non casualmente veniva proiettata durante la relazione del Prof. Petrillo nel convegno “L’arretramento della costa jonica della Basilicata: complessità, studi, azioni” tenutosi all’Agrobios di Metaponto il 26 maggio 2006, con la partecipazione anche del presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo, di diversi assessori regionali, oltre che dell’ex sindaco di Bernalda, Francesco Renna.

Questo per dire che il problema legato alla costruzione dei porti lungo il litorale jonico era noto e chiaro a tutti. Nonostante ciò risulta oggi inspiegabile che, proprio mentre la spiaggia di Metaponto viene mangiata dal mare, nessuno si ricordi di quelle cause note che hanno provocato danni noti alla costa. Abbiamo appreso che con due mesi d’anticipo è stato completato un nuovo e costoso studio sull’arretramento della spiaggia di Metaponto e verranno presentate, ancora una volta, le nuove possibili soluzioni. Gradiremmo però conoscere se nello studio commissionato all’Università della Basilicata sia stata considerata la presenza del porto degli Argonauti e se nel caso dell’arretramento costiero a Metaponto sia stato contemplato anche il litorale sabbioso di Pisticci. Domande chiare, così come la foto del disastro annunciato accluso al nostro comunicato che giriamo all’assessore regionale Infrastrutture e Mobilità, Rosa Gentile, dalla quale attendiamo di conoscere se durante la costruzione del porto degli Argonauti sia stato effettuato il monitoraggio dell’erosione della costa e se la Regione Basilicata abbia deciso o meno di applicare e/o chiedere ai privati l’applicazione della clausola fidejussoria prevista per i danni ambientali dovuti dalla presenza dei porti. Una possibilità, questa, inclusa nella variante al Piano Paesistico pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata nel lontano mese di marzo del 2004.

[Foto: Erosione costiera dovuta al porto di Margherita di Savoia]

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