Home » Acqua, Territorio - 8 marzo 2010

Costa Jonica, dall’erosione al dissesto idrogeologico

La natura genera i suoi equilibri in conformità a leggi perfette cui l’uomo dovrebbe obbedire per continuare la sua vita in simbiosi. Distruggendo questi equilibri la natura si ribella. L’erosione già conosciuta da trent’anni sulle coste sabbiose del Metapontino – portava via circa un metro all’anno nei punti più critici – fu attribuita da tutti alla chiusura dei corsi d’acqua e al prelievo massiccio della sabbia ed inerti dei fiumi. Se ne accorsero proprio all’Enea di Rotondella quando videro sparire, anno dopo anno, la casetta della valvola dello scarico a mare dell’impianto nucleare. Sui litorali sabbiosi l’erosione rispetto a quelli ghiaiosi o rocciosi è maggiore a causa delle correnti marine che hanno effetto sulla battigia. Ora non si tratta più di un fenomeno costante e monitorabile, ma spariscono decine e decine di metri di spiaggia ogni volta che c’è una mareggiata.È il caso di Metaponto, Scanzano e Rotondella. Non possiamo parlare più di erosione ma di un vero dissesto idrogeologico sulla costa proprio come quello che avviene sulla terra ferma.

Tra le cause, dopo i fenomeni naturali eccezionali e le dighe, troviamo per alcuni fiumi la cementificazione degli argini (proibita in Germania già vent’anni fa) che non aiuta l’apporto di sedimenti. Negli ultimi anni sulla costa jonica c’è stata poi una cementificazione massiccia con mega investimenti immobiliari, la distruzione delle dune naturali in alcuni casi, due porti turistici che hanno anche influito sulle correnti marine trasversali, la distruzione della flora marina a causa della pesca a strascico che aiutava a rallentare il moto ondoso. Oggi a causa di scelte fatte nel passato, non possiamo far altro che contare solo danni agli habitat naturali, ma soprattutto alle economie locali di tutti gli operatori economici che vedono svanire una stagione estiva e tutta l’occupazione collegata.

Il modello di sviluppo turistico va perseguito nel rispetto dell’ambiente con politiche che mirino a sviluppare piccole economie collegate tra loro, evitando grossi investimenti a favore di pochi, vedi i mega investimenti immobiliari (alias villaggi turistici) che, invece, impattano fortemente sull’ambiente marino e costiero. Per correre ai ripari la Regione Basilicata ha investito ingenti risorse tra studi, impianti sperimentali e soluzioni tampone per non approdare a nulla, il tutto togliendo risorse alla collettività. Di soluzioni da attuare bisogna metterne in campo diverse dalle dune, al dragaggio della sabbia, alla regimentazione dei fiumi per l’apporto di sedimenti, ma quello che non dobbiamo fare è commettere sempre gli stessi errori. Gli errori commessi speriamo, pertanto, aprano gli occhi sul futuro, e sugli ultimi tratti di spiaggia rimasti, come quello di Rotondella, già pesantemente dissestato. Il comune di Rotondella, già danneggiato da questo dissesto idrogeologico-marino, impari la lezione ed eviti di lasciare l’unico tratto di mare libero ai soliti investimenti immobiliari con annesso porticciolo per non provocare altri danni, invece cerchi uno sviluppo alternativo più rispettoso dell’ambiente e della collettività. Ci sarebbero poi i danni delle trivellazioni petrolifere lungo la costa (che vedremo poi nel corso degli anni) e speriamo mai nel mar Jonio, ma questa è un’altra storia.

[Movimento NoScorie Trisaia]

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2 Comments »

  • nicola bonelli said:

    (***) Attenzione:
    Sul problema, serio e reale, dell’erosione della costa ionica abbiamo sentito in questi ultimi anni un sacco di corbellerie.
    La più grossa sciocchezza – pronunciata anche da fonti ufficiali ed autorevoli – è che tale fenomeno sia dovuto al mancato apporto solido fluviale. Si sente evocare “il mancato ripascimento”. Come se la costa fosse un cavallo: che reclama ogni anno la sua razione di biada.
    Abbiamo inoltre assistito ad alcuni interventi folli, di ripascimento appunto, e ad altri comunque dannosi e controproducenti.
    E già si preannunciano, come un presagio di sventura, nuovi Alti Studi ed altri interventi milionari.
    Ma a tutti sfugge la vera causa che sta provocando quel disastro. (???)

    Cordiali saluti
    Nicola Bonelli
    3482601976

  • abiusi pio said:

    oggi ho visto il commento di Pino circa l’articolo a suo tempo fatto con iovanni Caserta.
    Del sottoflutto e del sopraflutto ne parlai già molto tempo fa.
    In realtà laggiù chi più ne ha più ne mette ancora oggi
    al prossimo giro la barca della Regione Basilicata, quanto è costata, arriverà alla stazione di Metaponto

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