Home » Acqua, Comunicati Stampa 2010, Petrolio - 17 agosto 2010

Petrolio: tutela delle risorse idriche prioritaria. Bene la posizione dell’Ente Irrigazione

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) condivide le preoccupazioni espresse dal direttore generale dell’EIPLI (Ente per lo Sviluppo e la Trasformazione Fondiaria di Puglia, Lucania e Irpinia), Lorenzo Larocca, in merito alle attività petrolifere nell’Alto Bradano e parte della Puglia, il quale ha inviato il 12 agosto scorso una nota al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento Energia, relativa al permesso di ricerca “Palazzo San Gervasio”, della società Aleanna Resources LLC. La società texana ha depositato presso le due Regioni istanza per l’ottenimento di parere VIA. Il direttore generale dell’EIPLI sostiene, nella sua lettera, come la ricerca di idrocarburi è in contrasto e confligge con l’infrastruttura strategica irrigua, programmata e finanziata dallo Stato.

L’area geografica – ribadisce il direttore Larocca – sulla quale insiste il programma di ricerca idrocarburi risulta, infatti, in larga parte coincidente e sovrapponibile con quella interessata dall’attrezzamento irriguo previsto dal progetto definitivo “Schema idrico Basento – Bradano-tronco Acerenza – distribuzione III lotto”, finalizzato all’irrigazione di circa 5.000 ettari nei territori dei comuni di Palazzo San Gervasio, Banzi, Irsina, Genzano di Lucania. Progetto questo già approvato e finanziato dal CIPE per l’importo di 104,5milioni di euro, nell’ambito della legge obiettivo, inserito nel Programma delle Infrastrutture Strategiche per il Mezzogiorno. E’ del tutto evidente – scrive Larocca al Ministero – che qualunque eventuale atto concessorio relativo alla richiesta di permesso di ricerca di idrocarburi, debba acquisire preventivo parere del servizio tecnico e conseguente nulla osta della direzione generale dell’Ente. E’ appena il caso di precisare – aggiunge poi il direttore generale EIPLI – che tale infrastruttura è solo parte terminale di investimenti statali in termini di invasi sperimentali (diga di Acerenza e Genzano di Lucania), oltre che di adduttori principali che hanno comportato ingenti stanziamenti per circa 400 milioni di euro. La finalità pubblica dell’intervento irriguo – sottolinea infine Larocca – ha notevoli ricadute per lo sviluppo socio-economico dei territori interessati dallo schema idrico Basento-Bradano, alla cui competenza è preposto l’EIPLI.

La nostra Organizzazione, nell’esprimere apprezzamento per la posizione responsabile dell’EIPLI, evidenzia come finalmente gli Enti del territorio comincino ad aprire gli occhi sui danni ambientali causati dalle attività petrolifere che, come nel caso delle estrazioni in Val d’Agri, a distanza di un decennio, mostrano preoccupanti segnali di inquinamento del territorio, delle falde idriche e degli invasi. La OLA richiama in proposito la massima Istituzione regionale ad un maggiore senso di responsabilità nella salvaguardia delle vocazioni territoriali messe oggi in pericolo dal petrolio. Priorità che sono rappresentate dall’ambiente, dall’agricoltura e dal turismo che per la Val d’Agri e la Basilicata non sono di certo il petrolio, nonostante le royalties rilevatesi incapaci di creare sviluppo pulito e durevole.

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One Comment »

  • noscorie said:

    finalmente dirigenti ed enti coscienti del loro mandanto e del ruolo che occupano nell’economia regionale (quella vera ).

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