A Tursi un nuovo capitolo del marketing nucleare
4 maggio 2010
Organizzato dall’Istituto Tecnico Commerciale a Tursi, in provincia di Matera, si è svolto un affollato incontro sul tema “Energia: nucleare o rinnovabili?”. All’iniziativa sono Intervenuti, tra gli altri, l’ing. Giuseppe Spagna, nuovo direttore del Centro Enea di Rotondella , Donato Leone, responsabile relazioni esterne dell’Enel e l’ingegnere nucleare Angelo Castronuovo che hanno ribadito le motivazioni favorevoli al nucleare. Secondo Castronuovo l’energia nucleare è una fonte sicura e controllabile, anche se l’unico problema sono le scorie. L’Italia – ha aggiunto – dipende per l’80% dall’estero per quanto riguarda l’energia, e le centrali nucleari di terza generazione sono intrinsecamente sicure ed il nucleare è la più economica delle “energie rinnovabili”. Per l’ing Spagna il problema “non è nucleare o rinnovabili…ma tutte e due assieme”.
Il responsabile relazioni esterne dell’ENEL, Donato Leone, ha evidenziato come il nucleare produca zero emissioni di CO2 e l’obiettivo è quello di avere in Italia nei prossimi decenni il 25% di energia prodotta con il nucleare ed il 25% da sole e vento rafforzando l’economia nazionale e creando Know how e posti di lavoro. All’incontro sono intervenuti anche i responsabili degli uffici del Dipartimento Attività Produttive della Regione Basilicata, il direttore della SEL (Società Energetica Lucana), Massimo Scuderi, il senatore del PdL Cosimo Latronico ed il vescovo di Tursi Monsignor Francesco Nolé. I nuclearisti di Enea ed Enel accreditano la fonte nucleare come “energia rinnovabile” del resto già iscritta sulla bolletta per la luce pagata dagli italiani. La bolletta elettrica, oltre al prezzo di produzione della elettricità, contiene 7 voci denominate “oneri generali di sistema”, per coprire i costi delle vecchie centrali nucleari, poi c’è il Cip 6 e altri costi. Altre 4 voci riguardano le “componenti aggiuntive” con la oscura classificazione “Uc”. L’incidenza sulla bolletta dell’incentivazione delle rinnovabili è pari a 4% per le famiglie e 6% per le imprese.
























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