Eolico, ancora carta bollata contro la Basilicata
La società Gamesa Energia Italia SpA, con sede a Roma, società figlia della multinazionale iberica, ha presentato nel mese di marzo scorso ricorso contro la delibera del consiglio regionale di approvazione del Piano di Indirizzo Energetico Ambientale PIEAR (BUR Basilicata n.2 del 19 gennaio 2010). Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha impugnato la legge regionale pugliese che ha ripercussioni anche sullla programmazione regionale della Basilicata , una nuova tegola si abbatte sul PIEAR della Basilicata. Questa volta è una nuova società eolica evidentemente intenzionata a non rinunciare a quello che ritiene un proprio ”diritto acquisito” per l’installazione di nuove torri eoliche sulle montagne lucane. La Gamesa ha già realizzato in Basilicata l’impianto eolico di Brindisi di Montagna (30 pali eolici – 80 MW) tra i più grandi nella regione, poi acquisito dalla consorella iberica Endesa. La società Gamesa Energia SpA ha ricevuto nel 2008 dalla Regione Basilicata diniego di autorizzazione unica ai sensi del D.lgs 387/03 per un impianto eolico ubicato sul Monte Li Foy di Picerno (22 torri eoliche – 18,7 MW di potenza) ed è in lista di attesa per realizzare un impianto tra Picerno e Savoia di Lucania (9 torri eoliche – 18 MW di potenza).








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