Home » Petrolio - 5 maggio 2010

Permessi di ricerca idrocarburi Alto Bradano: c’è chi chiede il tavolo tecnico

“I sindaci dell’Alto Bradano hanno ragione a preoccuparsi: non è possibile che la Regione si limiti a trasmettere una semplice e burocratica comunicazione da affiggere all’Albo pretorio del Comune sulle intenzioni della società statunitense di Houston, in Texas, l’ ‘Aleanna Resources’ con sede italiane a Ferrara e Matera, inerenti la volontà di avviare, quanto prima, attività di ricerca di idrocarburi”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Franco Mattia (Pdl) sottolineando che “con l’inizio della nuova legislatura si impone la necessità di individuare nuovi e più efficaci strumenti di concertazione con i Comuni e le Autonomie Locali specie in casi come questo che riguarda l’utilizzo del territorio”.

“Nei comuni dell’Alto Bradano – afferma l’esponente del Pdl – (Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Ripacandida, Rapolla e Venosa) sono presenti attività agricole, di agriturismo, di servizi, di artigianato, oltre al patrimonio ambientale-naturalistico e di beni culturali, interessato da programmi e progetti di investimenti regionali e comunitari, un patrimonio che non può in alcun modo essere sottovalutato specie per i riflessi sull’economia locale e l’occupazione”.

“Per questo, le apprensioni degli amministratori locali, che condividiamo pienamente, richiedono – aggiunge Mattia – quanto meno un tavolo tecnico-istituzionale al quale si spieghino in dettaglio gli ambiti territoriali di ricerca petrolifera e si studino gli impatti su ambiente ed attività produttive. Anche se gran parte delle competenze sono attestate all’Ufficio Minerario ed Idrocarburi del Ministero per lo Sviluppo Economico, in attuazione della normativa nazionale di disciplina sulla ricerca di idrocarburi sul territorio nazionale, la Regione, come del resto ha fatto in tante occasioni, dispone degli strumenti e degli Uffici dei Dipartimenti Ambiente ed Attività Produttive per intervenire a salvaguardia degli interessi delle comunità locali”.“Inoltre – conclude Mattia – si ripone, amplificata con le continue richieste presentate da società petrolifere, la questione che ho sollevato da anni e che si può sintetizzare nella necessità di individuare ogni azione utile ad evitare che il territorio lucano diventi una sorta di ‘gruviera” di trivelle”.

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