Home » Comunicati Stampa 2010, Petrolio - 7 gennaio 2010

Centro Oli di Viggiano, gravi inadempienze istituzionali e di Eni

Nei giorni immediatamente seguenti la fuga di gas dal Centro Oli di Viggiano abbiamo registrato alcune prese di posizione sulla mancata applicazione dei Piani di Emergenza Interna ed Esterna all’impianto in oggetto, tra l’altro argomento di una puntuale interrogazione parlamentare dell’on radicale Zamparutti. Gli amministratori di Viggiano hanno addirittura minacciato di incatenarsi ai cancelli del Centro Oli ritrattando, successivamente, questa loro intenzione con l’idea di un “trasferimento coatto” dell’intera popolazione residente in prossimità dell’impianto. Prima ancora che essi annuncino di “stracciarsi le vesti di dosso” in occasione del prossimo “incidente” fatto passare come “anomalia di funzionamento”, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini, chiede al sindaco di Viggiano di conoscere come mai il suo Comune sarebbe venuto meno agli obblighi previsti dalle leggi.

In base al comma e) dell’art.4 del Decreto Legislativo n.334 del 1999, modificato dal Decreto Legislativo n.238 del 2005, sono stati inclusi dall’obbligo di predisporre Piani di Emergenza Interni ed Esterni anche gli impianti in precedenza esclusi, ovvero quegli impianti per il trattamento chimico, termico e di deposito che comportano l’impiego di sostanze pericolose di cui l’allegato A, che sostituisce l’allegato I del Decreto Legislativo n.334/1999. Tra le sostanze incluse dal Decreto Legislativo vi sono appunto quelle trattate e lavorate dal Centro Oli dell’Eni SpA-Divisione Exploration & Production di Viggiano che risulta inserito nell’inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti individuati dal Ministero dell’Ambiente-Divisione VI-Rischi Industriali in collaborazione con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ai sensi dall’art.15, comma 4 del Decreto Legislativo n.334/1999. Inventario questo recentemente aggiornato al mese di ottobre 2009.

E’ fatto obbligo ai Comuni interessati dall’ubicazione di stabilimenti a rischio industriale, ivi compresi quelli che potrebbero essere interessati dagli effetti da incidente rilevante, ai sensi del comma 4 dell’art.22 del D.lgs. 334/1999, di portare tempestivamente a conoscenza della popolazione attraverso le informazioni fornite dal gestore relative alle particolari sostanze utilizzate tra cui vi sono quelle trattate o lavorate dal Centro Oli di Viggiano. Il sindaco, autorità comunale di Protezione Civile, sulla base di un “pacchetto informativo” presentato alla Prefettura, all’Ufficio territoriale del Governo (Regione), e alla Provincia di appartenenza avrebbe dovuto portare a conoscenza la pianificazione degli interventi prevista nel Piano di Emergenza Esterno all’impianto.

Pertanto, chiediamo al sindaco di Viggiano, Giuseppe Alberti, se questa procedura sia stata approvata ed adottata dall’Amministrazione Comunale e se la Regione Basilicata abbia provveduto, di conseguenza, affinché i dati del “rapporto di sicurezza” del Centro Oli di Viggiano – di cui all’art. 8 del Decreto Legislativo 334/1999 e sue successive integrazioni – siano stati resi accessibili alla popolazione interessata in base al Regolamento di cui il Decreto Legislativo del 24 luglio 2009, n.139. Il documento informativo da divulgare alle popolazioni, infatti, deve contenere le norme comportamentali di auto-protezione tra cui, in caso di allarme, l’emissione di segnale sonoro continuo con sirena da parte dello stabilimento, lo stato di emergenza, le linee guida per il riparo al chiuso e/o di evacuazione delle popolazioni esposte. Tutto questo nel caso del Centro Oli di Viggiano non avviene. La campagna informativa preliminare avrebbe dovuto avvenire – secondo il Piano di Emergenza Esterna – attraverso manifesti, opuscoli, questionari, incontri con la popolazione, esercitazioni di protezione civile con l’ausilio delle organizzazione di volontariato con la pubblicazione della scheda informativa per i cittadini ed i lavoratori. Di tutti questi obblighi ovviamente non vi è traccia alcuna, forse perché non si vuole “disturbare” ENI con quello che qualcuno considera “inutili allarmismi”e che, invece, costituiscono obblighi previsti dalle leggi. Analogamente avrebbe dovuto fare ENI per il Piano di Emergenza Interno al Centro Oli che giustamente la CGIL della Val d’Agri ha chiesto di conoscere, avendone piena titolarità e legittimità.

La OLA tornerà su queste responsabilità, ivi comprese quelle della società ENI che, sulla questione, continua a rimanere in silenzio facendo orecchie da mercante e rendendo così impraticabile il rispetto delle leggi a cui tutti debbono ottemperare per la salvaguardia della salute e la tutela della vita umana.

[OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)]

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