Interrogazione parlamentare su stoccaggi illegali di rifiuti in Basilicata
Gli Onorevoli Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina, Coscioni, Mecacci e Turco hanno presentato una interrogazione a risposta scritta nella seduta n.232 di lunedì 7 giugno 2010 indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. – Per sapere – premesso che: dalla relazione annuale dell’anno 2009 della Direzione nazionale, antimafia, «l’analisi delle dinamiche criminali relative alla Basilicata conferma la linea di tendenza di registrata in occasione delle relazioni degli scorsi anni. Se, da un lato, questa regione rimane sostanzialmente un’area di transito rispetto ai più significativi flussi criminali che interessano le regioni limitrofe, caratterizzate da un elevato tasso di mafiosità del crimine, dall’altro presenta fenomeni di consolidamento strutturale delle organizzazioni locali».
Lo si evince dal dossier Ecomafia 2010 di Legambiente presentato il 4 giugno 2010; rispetto ai dati relativi al 2009, si conferma lo scenario dell’anno precedente, con numeri che a tratti si sovrappongono: 148 infrazioni accertate (erano 145 nel 2008), 21 sequestri (idem nel 2008); crescono invece le persone denunciate, che arrivano a 146 (erano 111 nel 2008), dato che rispecchia andamento generale; tuttavia un ulteriore approfondimento sui numeri fa cambiare completamente lo scenario. Infatti, se i numeri in termini assoluti delle infrazioni accertate vedono la Basilicata in fondo alla classifica regionale (16o gradino), la situazione si inverte se si considerano il numero delle infrazioni in base alla popolazione: l’incidenza su 10 mila abitanti è, infatti, di 2,5 reati, un dato che spinge la regione alla terza posizione in classifica, subito dopo la Calabria e la Sardegna; crescono, inoltre, nel 2009 le infrazioni relative alla normativa penale sui rifiuti: 155 (erano 108 nel 2008), il 3 per cento sul totale nazionale; aumento che spinge la Basilicata di qualche gradino più in alto nella classifica dell’illegalità nell’intero ciclo; più che raddoppiate le persone denunciate, che passano dalle 50 del 2008 a ben 114; quasi raddoppiati pure i sequestri, che arrivano a 46 (erano 25 nel 2008); passando dai dati assoluti a quelli in rapporto al numero della popolazione, dal dossier emerge che la provincia di Matera, con 87 reati accertati e un’incidenza di 4,3 ogni 10 mila abitanti, è seconda in classifica solo dopo Vibo Valentia (con un’incidenza di 5,6 reati ogni 10 mila abitanti); la direzione qualità della vita del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, ha indicato la Basilicata terza a livello di siti potenzialmente inquinati da amianto; in Basilicata esistono siti d’interesse nazionale destinati a bonifica urgente, che destano allarme per un presunto stoccaggio illegale di rifiuti; si tratta in particolare della Val Basento, una delle aree industriali più estese del Mezzogiorno, dove nonostante i gravi dati sullo smaltimento di rifiuti pericolosi riferiti nell’interrogazione 5-02049, il Ministero dell’Ambiente ha ritenuto compatibili, sollevando le criticità degli interroganti come espresse nell’atto ispettivo 4-04052, con la realizzazione di due nuove mega-centrali termoelettriche e la realizzazione di un progetto di megastoccaggio di gas naturale a cui ha fatto peraltro seguito un accrescimento dei poteri dell’Arpab e con la realizzazione di un’ulteriore discarica in località Venita del comune di Ferrandina (atto ispettivo 4-07312); esiste inoltre il sito d’interesse nazionale da bonificare di Tito Scalo dove con atti di sindacato ispettivo 4-04061 e 4-03572 si è evidenziata, in particolare a partire da una video inchiesta di Maurizio Bolognetti, la gravissima situazione: che riguarda l’interramento di fanghi industriali; su questi temi sono state inoltre presentate le interrogazioni 5-02245, 5-02048, 5-01852, 5-01851, 5-01833, 5-01828 tutte rimaste senza risposta; con atti di sindacato ispettivo 4-05585, 5-02332, 5-02181, 5-02008, 5-01852, 5-01842 si sono sollevate criticità circa l’operato dell’Arpab in vari ambiti -: quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere con riferimento al grave problema dello stoccaggio illegale dei rifiuti in Basilicata; se non ritenga il Governo di introdurre meccanismi di massima trasparenza e accessibilità ai dati ambientali e ai criteri usati per la loro elaborazione da parte delle Arpab. (4-07489)








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