Ispra: Basilicata assente dal monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque
23 giugno 2010
[di Movimento NoScorie Trisaia] Mentre i cittadini vogliono sapere la verità sull’inquinamento delle acque del Pertusillo, la teoria del “tutt’apposto”, relativa ai controlli ambientali effettuati sulle acque in Basilicata, viene sconfessata dalle stesse istituzioni nazionali. L’Ispra segna come grande assente già nel 2007 e 2008 la nostra Regione dal monitoraggio nazionale delle acque superficiali e sotterranee sul controllo dei pesticidi. La Basilicata è una regione agricola e ove non convertita al biologico fa abbondante uso si pesticidi e fertilizzanti.
Proprio nel caso dell’inquinamento del Lago del Pertusillo, se non esistono monitoraggi sull’inquinamento da pesticidi e fertilizzanti nel sistema idrico regionale, come si può risalire ad un eventuale inquinamento causato dalle aziende agricole non in regola? Senza considerare che molti prodotti chimici sono presenti anche nei solventi usati dall’industria petrolifera e che la rete di monitoraggio degli inquinanti petroliferi, messa su dopo dieci anni di estrazioni petrolifere, parte già male se non ha raccolto questi dati.
Normalmente, se è “‘tutt’apposto”, le alghe non fioriscono a dismisura nei laghi e non fanno morire i pesci. Mentre ci sembra giusto che l’Arpab e la Regione si pronuncino su quali prodotti hanno permesso una crescita vertiginosa dell’alga incriminata. È evidente che siamo di fronte ad un disastro ambientale e la teoria del “tutt’apposto”, sbandierata dall’Arpab e dai funzionari regionali sui controlli ambientali, equivale all’intervento chirurgico riuscito, ma con il paziente deceduto. In questo caso, e per ora, i pesci del lago.
























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