Le sceneggiate demagogiche del sindaco di Ferrandina e l’inquinamento (vero) della Val Basento
Lasci stare la Materit e pensi all’eternit che gli porteranno nel suo territorio con l’ampliamento della discarica di amianto di Ferrandina. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) interviene sulla sceneggiata demagogica attuata dal sindaco di Ferrandina, Raffaele Ricchiuti, che davanti alle telecamere del Tg3 Basilicata si è incatenato ai cancelli dell’ex Materit, consigliandogli di rimanervi, al fine di fare meno danni all’ambiente.
La provocazione della nostra Organizzazione è rivolta allo stile populistico del primo cittadino in questione, col sospetto che Raffaele Ricchiuti voglia di fatto depistare l’opinione pubblica dai veri problemi ambientali della Val Basento e del suo territorio comunale. Qualora il sindaco non se lo ricordasse, potremmo rinfrescargli la memoria anche solo limitandoci alle vicende più recenti, cominciando dalla polemica da egli negata dei rivoli di percolato nell’acqua di abbeveraggio degli animali in pascolo, e finendo alla centrale a biomasse (inceneritori veri e propri), recentemente autorizzata, o al disastro delle discariche in località Casaleni e Venita o, ancora, al megastoccaggio di gas russo da comprimere nei pozzi esauriti di gas, in stretta coabitazione (poche centinaia di metri di distanza) con due grosse centrali dove il gas si brucerà, ed infine non ultima all’Ecoil, impiando di trattamento di oli esausti.
La Materit rappresenta una pagina nera della recente e fallimentare industrializzazione della Basilicata, contro la quale la OLA ha da anni aperto un contenzioso al fine di ottenere giustizia per le vittime e bonifiche per l’area della Val Basento. Legarsi a quei cancelli a scopo propagandistico è un insulto a chi aspetta ancora giustizia e a chi lotta per ottenere verità e rispetto. Per questo motivo, provocatoriamente, consigliamo al sig. Ricchiuti di rimanere incatenato, ma non ai cancelli della Materit, ma a quelli delle discariche autorizzate sul suo territorio o ai cancelli di qualche altra azienda della Val Basento che, col silenzio della classe dirigente lucana, continua placidamente ad inquinare.








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