Home » Osservatorio Ambiente, Rifiuti Connection - 8 aprile 2010

Parte da Lauria la monnezzopoli lucana “coast to coast”

Dalla capacità iniziale di 89.000 mc, la megadiscarica di località Carpineto di Lauria è stata portata agli attuali 195.000 mc a cui tra breve verrà realizzata una nuova vasca della capacità di 50.000 mc. E’ questa l’escalation che ha portato, nel giro di pochi anni a saturare la capacità complessiva iniziale della discarica, ponendo una serie di interrogativi  circa le effettive quantità di smaltimento dei rifiuti e la loro provenienza, considerato il bacino di popolazione del Lagonegrese. Un “tour della monnezza”  alimentato da una nuova deliberazione, la n.436 del 12 marzo 2010 (BUR Basilicata n.17 del 1/4/2010), dell’ex Giunta Regionale della Basilicata con la costruzione – si legge – di nuova vasca della capacità di 50.000 mc che porta a ben  245.000 mc la capacità totale della maxi discarica di Lauria. La deliberazione regionale al Comune di Lauria rilascia giudizio favorevole di compatibilità ambientale (art.6 L.r.47/98) e l’aggiornamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la gestione dei rifiuti solidi urbani ed assimilati con relativo progetto di variante che prevede tra l’altro la realizzazione di una unità di selezione secco/umido dei rifiuti (ndr alias CDR), di una unità di trattamento delle frazioni umide (biostabilizzazione) ed il recapito finale di quest’ultima nella discarica comprensoriale ubicata nella stessa piattaforma, nonchè il trasporto del secco prodotto a Lauria (ndr alias CDR) presso il termodistruttore Fenice di Melfi (ovvero ad oltre 240 Km di distanza) con gravi rischi per l’ambiente e la salute. Ipotesi questa contenuta nel Piano Provinciale dei Rifiuti proposto dall’ex Assessore Iacobuzio (attuale responsabile della Municipalizzata dei Rifiuti a Potenza).
Con queste cifre di monnezza destinata ad essere incenerita e soprattutto con il conseguente spreco di denaro pubblico per il conferimento in discarica e per il trasporto “coast to coast”, c’è da chiedere ai nostri amministratori regionali e locali che senso ha ancora di parlare di raccolta differenziata?

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