Permesso “Palazzo San Gervasio”: le osservazioni presentate dalla OLA nel mese di maggio
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), nel mese di maggio scorso, in merito alla fase di screening del permesso di ricerca di idrocarburi “Palazzo San Gervasio” della società Aleanna Resources con sede periferica a Matera, propose la proroga dei termini per la presentazione delle osservazioni (vedi richiesta), mentre il neo assessore regionale all’Ambiente convocava un incontro con i sindaci per il giorno 17 maggio, proprio l’ultimo giorno utile per la presentazione delle osservazioni. Entro questo termine la Ola presentava le proprie osservazioni all’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. Al momento non è ancora chiaro quali associazioni e Comuni abbiano provveduto nei termini a presentare le proprie e non è noto l’esito delle osservazioni presentate. Sta di fatto che vi sarebbero al momento alcune importanti novità che al momento potrebbero rimettere in discussione l’iter per l’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nell’area dell’Alto Bradano riposizionando gli interessi della società petrolifera intenzionata a perseguire a tutti i costi i propri scopi anche attraverso i ben noti “marketing” sostenute da promesse economiche e royalties. In vista dell’incontro del 7 luglio prossimo promosso dal sindaco di Ginestra, la Ola pubblica il testo delle osservazioni presentate alla Regione con l’obiettivo di fornire ulteriori elementi di analisi su una questione che resta ancora aperta.
All’ Ufficio Natura e Compatibilità Ambientale
Dipartimento Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibililtà
REGIONE BASILICATA
Via Vincenzo Verrastro n.5
85100 Potenza
Oggetto: Osservazioni all’istanza permesso di ricerca idrocarburi “Palazzo San Gervasio” della Aleanna Resources LLC ai sensi dell’art. 14 della Legge regionale n. 47/1998.
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) con riferimento all’istanza di permesso di ricerca denominato “Palazzo San Gervasio” della Aleanna Resources LLC, società texana con sedi legali a Houston e Matera, ai sensi e per effetto dell’art.14 della Legge regionale n.47/1998, della Convezione di Aarhus UN/ECE 1998 (sull’accesso all’informazione, partecipazione pubblica alle decisioni e l’accesso alla giustizia in materia ambientale) e della Direttiva 2003/35/CE (partecipazione del pubblico nell’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale) che stabiliscono che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione e che la volontà popolare deve essere vincolante, della Direttiva 2001/42/CE (valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente), del D.lgs.16/03/2009 n. 30 che recepisce la Direttiva 2006/118/CEE (sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento), della Convenzione Europea sul Paesaggio;
OSSERVA
l’Aleanna Resources LLC (USA), ha presentato all’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, la verifica screening alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) – ai sensi della Legge regionale n. 47/1998 (art. 4 comma C) – per il permesso di ricerca idrocarburi denominato “Palazzo San Gervasio” (Rif. BUIG di pubblicazione L-4, BUR n.17 del 1 aprile 2010) cittadina in provincia di Potenza da cui prende il nome il permesso che comprende un totale di 15 comuni (13 in Basilicata e 2 in Puglia). I territori lucani interessati sono: Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Ripacandida, Venosa; e per la Puglia, Spinazzola e Minervino Murge, per un territorio complessivo pari a 561 Kmq. (Rif. BUR n.17 del 1 aprile 2010). L’Aleanna Resources LLC è specializzata in attività di rilievo sismico e perforazione di pozzi, è molto attiva nella produzione di idrocarburi nel Permian Basin (Nuovo Messic6800o e Texas) e mostra un certo interesse nello stoccaggio di gas naturale. Nella procedura di screening dell’istanza del permesso di ricerca “Palazzo San Gervasio” della società texana si legge che “gli obiettivi principali sono la ricerca di idrocarburi gassosi nei livelli sabbiosi di origine torbidica del Pliocene-Pleistocene depositati nell’avanfossa bradanica e idrocarburi gassosi e liquidi nei livelli porosi dei carbonati della piattaforma Apula”.
Tuttavia già negli anni ‘60 e 80′ l’area oggetto dell’istanza fu interessata da una intensa attività di ricerca di idrocarburi da parte dell’Agip e altre società, ma le attività di ricerca risalivano già agli anni ‘30 con i primi sondaggi tra il 1937-1943 che solo dopo gli anni ‘50 si realizzarono con indagini sismiche a riflessione e rifrazione (fonte: Agip). Dallo studio screening della Aleanna Resources LLC emerge che la zona è interessata da 15 pozzi esplorativi su un totale di 20. L’UNMIG classifica questi pozzi come esplorativi e sterili con una profondità media di 2.000 m.
Subsidenza
In uno studio dell’avanfossa bradanica interessato da ricerca di idrocarburi denominato “Il comportamento tettonico e sedimentario del bacino d’avanfossa bradanica durante il Pleistocene inferiore” commissionato dall’UNMIG al CNR-IBAM di Tito Scalo (2008), emerge che:
- dal profilo sismico del Pozzo Arceri 1 (in agro di Palazzo San Gervasio) il dominio d’avanfossa è stato interessato, almeno fino al Pliocene superiore, da un principale trend estensionale, responsabile della dislocazione dei calcari meso-cenozoici di piattaforma di circa 700 m e del coinvolgimento nella deformazione dei sismorizzonti del Pliocene del medio-superiore. L’attività estensionale delle faglie normali legati alla subduzione della placca apula ha prodotto la subsidenza del bacino d’avanfossa, e lo spazio di accomodamento sufficiente a permettere la deposizione di 2.500 m di sedimenti Plio-Pleistocenici;
- lungo il profilo sismico del Pozzo Calvino 1 (in agro di Venosa) ed in particolare lungo l’allineamento Lavello-Venosa, emerge un punto di criticità in quanto la distanza dei due margini strutturali in profondità è di circa 1,5 km, con uno spazio di accomodamento e tassi di subsidenza drasticamente ridotti e pressochè azzerati, con un conseguente rapido inizio di una fase di superficializzazione di mare basso e colmamento del bacino. La distanza tra il fronte sepolto appenninico, che interessa e coinvolge anche i depositi d’avanfossa, e le avampaese apulo tende ad aumentare verso S-SE, occupando una porzione più esterna di circa 3 km (pozzo Arcieri 1).
Si osserva che la ricerca di idrocarburi in giacimenti potrebbe innescare la subsidenza da depressurizzazione dei sedimenti. Tale subsidenza potrebbe verificarsi per la depressurizzazione causata dalla diminuzione di volume e di pressione dei fluidi nei pori del sistema mineralizzato e per il conseguente costipamento delle sabbie demineralizzate. Altro elemento che potrebbe scatenare la subsidenza è lo sfruttamento dei livelli acquiferi contenenti metano (acque metanifere) e i cosiddetti vuoti minerari e gallerie. Nella fase operativa di perforazione l’Aleanna Resources prevede – dopo aver accertato la presenza di idrocarburi nella fase di ricerca – la realizzazione di pozzi esplorativi di una profondità indicativa di 3500 m.
Sismicità
Secondo la Carta di pericolosità sismica 1999 dell’INGV che classifica il territorio italiano in valori PGA con una probabilità di superamento del 10% in 50 anni (periodo di ritorno 475 anni), le aree interessate alle attività di esplorazione e ricerca idrocarburi sono comprese tra 0,1 – 0.15 e 0,15 – 0,2 e 0,2 – 0,25 (valori medi + dev. std.); in valori di intensità MCS in VIII e IX. Per avere un quadro preciso dei valori PGA e MCS si elencano i 13 comuni ricadenti nel territorio lucano oggetto dell’istanza “Palazzo San Gervasio”:
Acerenza: PGA 0,146 – MCS 8,0
Banzi: PGA 0,121 – MCS 7,6
Barile: PGA 0,247 – MCS 8,8
Forenza: PGA 0,168 – MCS 8,3
Genzano di Lucania: PGA 0,113 – MCS 7,5
Ginestra: PGA 0,223 – MCS 8,8
Maschito: PGA 0,166 – MCS 8,3
Montemilone: PGA 0,128 – MCS 7,7
Oppido Lucano: PGA 0,136 – MCS 7,9
Palazzo San Gervasio: PGA 0,139 – MCS 7,9
Rapolla: PGA 0,244 – MCS 8,7
Ripacandita: PGA 0,215 – MCS 8,7
Venosa: PGA 0,166 – MCS 8,2
Tutte le aree sono a rischio sismico e sono classificate in 2 categoria eccetto per i comuni di Barile, Rapolla, Ginestra e Ripacandida classificati in 1 categoria (Ordinanza PCM 20 marzo 2003, n. 3274). Si osserva che nello studio screening della Aleanna Resources LLC si riporta che “tutti i comuni dell’area del permesso Palazzo San Gervasio appartengono alla zona 2 (sismicità media) e zona 1 (sismicità bassa) (comuni di Barile, Ginestra, Rapolla e Ripacandida)”. In realtà i comuni che ricadono in zona 1 sono ad alta sismicità e non come riportato nello studio screening relativo alla sezione rischio sismico.
Campagna di acquisizione sismica
I metodi di esplorazione della Aleanna Resources LLC consistono nella messa in esercizio di una campagna di acquisizione sismica mediante la scelta della sorgente di energia che viene classificata in tre tipologie: massa battente, Vibroseis, esplosivo.
Si osserva che l’operazione di energizzazione mediante esplosivo e vale a dire attraverso detonazione di cariche esplosive posti all’interno di pozzetti detti “scoppi” equivale alla tecnica utilizzata dall’ENI in Val d’Agri mediante metodo sismico a riflessione. L’ENI nelle attività di esplorazione classificò le zone oggetto di indagine in “linee di fuoco” con geofoni, gruppi di onde riflessi dalle varie superfici di discontinuità: le operazioni consistevano nel fare detonare cariche esplosive sismiche fino a 20 kg al fine di registrare le onde d’urto. Studi hanno dimostrato come questa tecnica arrechi danni alle falde acquifere deviandone il loro percorso sotterraneo. L’ENI nel suo opuscolo informativo di presentazione dichiarava: “il rilievo sarà effettuato impiegando le più innovative metodologie di prospezione geofisica tridimensionale“.
L’Aleanna Resouces LLC nella sua procedura di verifica (screening) elenca tra le azioni di prospezione anche la sismica a riflessione.
L’operazione di energizzazione auspicata come non impattate e dannosa per l’ambiente attraverso l’utilizzazione di geofoni, che a giudizio della Aleanna Resources LLC necessita di almeno due sorgenti di energia atta ad avere una copertura completa degli orizzonti riflettenti, impone che ogni elemento delle superfici debba essere “illuminato” una volta, per avere l’energizzazione dell’intero profilo sismico. Atteso che con il termine “illuminato” si vuole descrivere l’operazione di “innesco” dell’operazione di energizzazione della sorgente di energia, tale operazione risulta ambigua e fuorviante nonostante la società dichiari che non farà uso di esplosivi, che invece, tra le tipologie di sorgenti di onde elastiche della campagna sismica viene considerata “una sorgente di energia convenzionale con il quale l’energizzazione del rilievo sismico avviene attraverso la detonazione di carica esplosive poste all’interno posti all’interno di pozzi detti “scoppio” (SP).
Tuttavia si osserva come lo studio sia carente sugli effetti dell’utilizzo del Vibroseis, strumento di energizzazione del rilievo sismico attraverso la collocazione di una piastra vibrante ad impulsi di tipo ondulatorio appoggiata al suolo che potrebbe incidere negativamente sulla fauna e l’avifauna presente nell’area. Inoltre, le onde d’urto provocate dallo strumento potrebbero innescare la migrazione verso l’alto di particolari tossine di gas tossici che contaminerebbero le acque sotterranee e di falda .
Bacini idrografici dell’Ofanto- Bradano (Area del Vulture)
L’istanza di permesso “Palazzo San Gervasio” ricade in una zona disciplinata dal P.A.I. (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico) dei reticoli idrografici dei bacini Bradano (3.037 Kmq) e dell’Ofanto (1.320 kmq nel territorio lucano). Nel bacino del Bradano interessato dall’istanza sono presenti 3 dighe: Serra del Corvo, invaso di Acerenza, invaso di Genzano di Lucania.
Il bando regionale “Bas 03″ ha destinato 30 Meuro per il “Distretto G” dell’invaso di Genzano di Lucania e Acerenza per la realizzazione di opere pubbliche nel settore irriguo. Le attività di esplorazione interesseranno proprio il “Distretto G” dell’invaso oggetto delle opere di completamento e attrezzamento irriguo di 27.000 ettari di territorio a valle dell’invaso di Genzano di Lucania – schema idrico Basento-Bradano (Delibera CIPE n.107/2006). Un ulteriore opera finanziata dalla Legge Obiettivo, la n. 443/2001, prevede lo stanziamento di 104 Meuro per l’adduzione tronco di Acerenza – distribuzione III lotto – e prevede l’irrigazione di circa 5.000 ettari dello schema citato sopra (Delibera CIPE n.106/2006).
Il bacino del Bradano oltre a comprendere i maggiori affluenti del fiume Bradano: il Basentello, la Fiumarella, Bilioso, Rosso, Saglioccia, Bradanello e la fiumara di Tolve, presenta diverse sorgenti, aree a rischio inondazione relativamente al fiume Bradano e del torrente la Fiumarella in agro di Genzano di Lucania, zone ad alto rischio idrogeologico (Acqua delle Nocelle, Caprare lungo il torrente Banzullo, Mattinella). Il bacino del Bradano e quello dell’Ofanto interessato all’istanza presentano sorgenti alcune delle quali si osservano nei comuni di Banzi, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Maschito, Venosa e Forenza: Lamiranda, Fontana Sterpare, Presa, Pilone Cosentino nella località Guarino, Capo d’Acqua, Fontana Leccese, Masseria Lasala, Serbatoio nella località Piano di Spino e Varco del Tauro; Pozzo del Marchese tra Vutusaro e Varco della Creta; Pilone dei Conconi tra le località Lago dei Conconi e Piano di Riso; Pozzo delle Fontanelle nella località Piano dei tre Titoli; Fontana Viscigliola nella località Sterparo; Sorgente Gorgatieri in località la Parata; Serra Canaparo; Fontana Ferrante nei pressi della Masseria Saluzzi; Fontana dell’Ollo e Quercia nel territorio di Oppido Lucano; Fontana Rapetta, Fontana della Noce, Fontana Argenzio nel territorio di Maschito; Masseria Sant’Angelo, Fontana Contista nel territorio di Venosa; Fontana Buonanotte e Trentapeli nel territorio di Forenza.
Le attività di esplorazione della Aleanna Resources LLC rischiano di compromettere il delicato equilibrio del bacino idrografico e le falde acquifere, di cui al D.lgs.16/03/2009 n.30, del bacino idrominerario del Vulture che potrebbero essere esposte alle conseguenze derivate dall’utilizzo di fanghi e fluidi perforanti anche radioattivi nella fase di perforazione immediatamente successiva a quella di esplorazione mediante sondaggi e sismica (ndr caso del pozzo Morano di Policoro della Gas Plus in cui una nota società americana, la Schlumberger Spa, è concessionaria per le attività di perforazione dei pozzi che nella Val d’Agri che perfora dal 1999 utilizzando per le sue attività l’Azimuthal Density Neutron, l’Americio 241, il Litio, il Berillio).
Agricoltura
L’area interessata dalle attività di ricerca idrocarburi ha una capacità dei suoli ai fini agricoli e forestali di livello III su un totale di livelli pari a IV (Rapporto ambientale preliminare a cura della Provincia di Potenza). In essi, infatti, sono presenti colture vitivinicole, olivicole e cerealicole che fanno della zona un’area a forte vocazione agricola su cui si basa l’economia dei territori. Per quanto attiene la descrizione dell’uso dei suoli dello studio screening della Aleanna Resources LLC risultano carenti notizie e studi sugli impatti sulle colture vitivinicole pregiate presenti. La società si limita nel descrivere l’area oggetto dell’istanza a seminativi in aree non irrigue ed a oliveti, con macchie di boschi di latifoglie, aree adibite prevalentemente a colture agrarie e colture permanenti.
Secondo il Distretto Agro-Industriale del Vulture sono 15 i comuni interessati da un sistema integrato di piccole e medie imprese che valorizzano le produzioni tipiche locali di qualità attraverso la promozione del territorio. Nella sola filiera vitivinicola sono stati censiti più di 40 operatori del settore impegnati nella produzione di oltre 2 milioni e mezzo di bottiglie di Aglianico del Vulture all’anno. L’area è inoltre interessata da produzione di olio di oliva con 15 aziende e cooperative, 5 produttrici di miele, 8 di prodotti lattieri-caseari, oltre ad una vasta produzione di cereali da cui si producono prodotti farinacei come pane e pasta.
La presenza di colture cerealicole ha comunque indotto un intenso utilizzo di concimi che hanno deteriorato la capacità dei suoli, fattore desunto dalla carta di vulnerabilità da nitrati di origine agricola di cui alla Direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato
dai nitrati provenienti da fonti agricole (Rapporto ambientale preliminare a cura della Provincia di Potenza). L’area in esame presenta un alto grado di vulnerabilità dei suoli così come confermato dalla presenza di una ventina di pozzi ricadenti nella IV classe di qualità di nitrati (carta della vulnerabilità intrinseca dei complessi idrogeologici, Regione Basilicata): una criticità che incide fortemente sulle stesse produzioni che con la ricerca di idrocarburi verrebbe compromessa ogni tentativo di ripristinare, preservare e tutelare i suddetti suoli attraverso nuovi modelli di agricoltura come il biologico e il biodinamico.
Vocazione turistica e rurale
L’area oggetto dell’istanza ricade nel P.T.P.R. (Piano Territoriale Paesistico Regionale) di cui la Legge regionale n.2/1990 relativamente ai Laghi di Monticcio – Monte Vulture. Dei 13 comuni interessati dall’istanza i territori interessati dalla legge regionale sui piani paesistici sono quelli di Barile e Rapolla. Secondo lo studio screening le attività di ricerca della Aleanna Resources LLC non influenzeranno le suddette aree sotto vincolo senza che vi sia argomentazione che giustifichi le valutazioni della società, arbitrarie e carenti sotto il profilo marcatamente paesaggistico.
Numerose sono le aree archeologiche oggetto di vincolo di conservazione da parte del Ministero dei Beni e delle attività Cultuali. Nel territorio di Venosa sussistono tre siti di notevole interesse paleontologico: Notarchirico, Loreto (candidati a siti UNESCO dal Ministero dei Beni e delle Attività Cultutali) e Tufariello oltre a Maddalena e Pezzo del Cigliegio. Mentre si apprezzano ulteriore aree quali le Catacombe ebraiche e la SS Trinità con annessi scavi di epoca romana. Nel territorio di Banzi è altrettanto presente Acqua delle Nocelle, Bantia Sacra Bantia e Cervarezza, mentre nel comune di Genzano di Lucania è da segnalare Monte Serico. Montrone è l’area sotto vincolo archeologico del comune di Oppido Lucano; Toppo d’Aguzzo e Albero in Piano del territorio di Rapolla. Tutte emergenze ambientali, archeologiche e monumentali che fanno dell’area uno dei itinerari turistici più importanti d’Italia e che non possono subire alterazioni dovute alle attività di ricerca di idrocarburi. Nella parte descrittiva dello studio screening della Aleanna Resources LLC si elencano tali beni archeologici oltre a beni monumentali sotto vincolo. Si osserva che la società texana nelle operazioni di acquisizione sismica mediante geofoni opererà anche in suddette aree.
Secondo il rapporto di sintesi PIT (Progetti Integrativi Territoriali) del Vulture-Alto Bradano, “l’area beneficia di una buona capacità di sviluppo autosostenuto dal sistema agroalimentare (acque minerali, vitivinicolo, oleario, ortofrutticolo, lattiero-caseario); di una diffusa presenza di risorse naturali e storico-culturali con la presenza di molti Comuni con centri storici di particolare interesse storico-monumentale; di una spiccata vocazione agronomica del territorio; di una buona vocazione turistica; di aree di particolare valenza ambientale giustificata dalla presenza di boschi. Inoltre, si evidenzia come il rapporto sottolinei l’importanza della presenza di un sistema di offerta turistica con strutture ricettive di buon livello, di flussi turistici consistenti, di risorse naturali per gran parte integre (tra le cui alcune di grande valenza), di risorse storico-culturali diffuse, di un sistema agricolo sviluppato con tendenza alla crescita del comparto vitivinicole e delle acque minerali, di produzioni tipiche locali, aspetti che determinano l’identificazione del territorio con un sistema locale a predominante sviluppo turistico e rurale, nel quale la strategia del PIT si inserisce con l’idea-forza di integrare le due aree citate e i due comparti produttivi più significativi”.
Sulla base delle osservazioni fin qui riportate esprimiamo la nostra contrarietà alla realizzazione del progetto di ricerca idrocarburi denominato “Palazzo San Gervasio” della Aleanna Resources LLC.
Potenza, 14/05/2010
Il Presidente della OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)
Pietro Dommarco








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